Il nostro futuro presenta drammatiche incertezze, che coinvolgono tutti e creano atmosfere faticose e dolenti. Una situazione che molti cittadini percepiscono drammaticamente e ne sono sovrastati; in particolare chi è più debole per ragioni fisiche, psicologiche, socioeconomiche soffre più di altri. Il migliore mondo possibile si realizzerà quando almeno alcune delle fragilità verranno lenite, facendo in modo che il dolore provocato dalle vicende che ci circondano sia gestito da un cuore, da una mente e da un corpo resi più forti. La medicina come complesso di conoscenze e di prassi avrà un ruolo importante in questa procedura difensiva, anche in sostituzione della mancanza di attenzione da parte di una politica sorda rispetto alla costruzione di mondi possibili.
Un aspetto di rilievo riguardo le possibilità di una vita serena interessa l’anziano: gesti di generosità collettiva e individuale assumono maggiore importanza a causa della sua salute talvolta precaria. Le modalità attraverso le quali si esercita una protezione efficace sono di due categorie. Da una parte rafforzare le possibilità di ogni donna e di ogni uomo rispetto alla speranza di un invecchiamento in salute, aperto alle vicende della vita. Dall’altra, invece, si pongono le condizioni che una società mette davanti alla persona che invecchia; se sono prive di apertura, disponibilità, attenzione la vita dell’anziano perde la capacità di difendersi, di costruire un futuro adeguato. Una società che nega spazi di autonomia, il diritto a una cura, che non favorisce la crescita di servizi specifici per le età più avanzate, che non costruisce ambienti di vita che permettono lo sviluppo di una vita buona è una società che rischia il collasso, perché si priva del contributo di una sua parte sempre più numerosa: la crisi demografica impedisce, inoltre, di godere del supporto delle nuove generazioni.
Chi si dovrebbe opporre ad una tendenza malefica per la nostra convivenza civile? La medicina svolge un ruolo importante quando dimostra che il passare delle età si carica di dolore se non è sostenuto da provvedimenti di supporto, in un’atmosfera civile di rispetto della singola persona, qualsiasi siano i limiti imposti dalla natura. In questa prospettiva di valorizzazione della vita rispetto al tempo riporto una frase di don Mazzi, novantaseienne fondatore di importanti comunità terapeutiche. Di fronte a un giornalista che gli chiedeva: “96 anni sono una vita lunga, ti senti sazio di giorni?”, rispondeva: “Per niente. Faccio fatica a dire che è stata lunga, perché in questi giorni, voltandomi indietro, mi sono domandato: ‘Ma 96 anni dove sono andati perché non li sento?’. Perché la vita ha più senso del tempo. Legare il tempo alla vita vuol dire non aver capito la vita”. Grazie, don Mazzi, per questa visione che valorizza il nostro essere qui e ora, senza paure.
Purtroppo, però, talvolta anche la vita espone a difficoltà, senza motivi seri, ma per l’egoismo e l’ignoranza troppo diffusi. La storia che riassumo brevemente di seguito presenta un fatto concreto, dimostrazione di grettezza personale, ma soprattutto di mancanza di visione sul futuro. Un segretario comunale in pensione di 86 anni e sua moglie di 82 sono stati dichiarati ospiti non graditi da uno stabilimento balneare che frequentavano da 46 anni. In passato sarebbero stati premiati per la loro fedeltà e da tempo avevano il posto in prima fila, pagando 4.000 euro. La coppia ha ricevuto un messaggio da parte del gestore dello stabilimento il quale “si stava orientando verso una clientela più dinamica, che viva lo stabilimento in modo completo, seguendo modelli di fruizione più dinamici rispetto a quelli del passato”. Parole ricercate per esprimere la mancanza di rispetto per la dignità e la libertà delle persone anziane. Sono atteggiamenti che non costruiscono un mondo possibile, ma solo un mondo di ingiustizia, dove è impossibile vivere bene per tutte le età. Come può essere la nostra giornata quando accanto a noi vivono anziani senza speranza, che non amano la vita, ma la temono, ai quali nessuno risponde quando hanno bisogno di supporto e di aiuto? Oggi è realistico domandarsi se le drammatiche vicende del nostro tempo apriranno strade più gentili al futuro o distruggeranno definitivamente le speranze per la costruzione di un “mondo possibile”. Chi scrive non rinuncia alla speranza!
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