L’estate 2025 ha segnato nuovi punti per il caldo estremo nel continente, mentre l’ombra di un “super Niño” tiene i climatologi con il fiato sospeso
L’Europa sta attraversando un periodo di crisi climatica e, secondo l’ultimo rapporto Copernicus sullo stato del clima, si sta riscaldando a una velocità oltre doppia rispetto alla media globale, trasformandosi in un laboratorio a cielo aperto di una crisi che non è più una proiezione futuristica, ma la materia viva del nostro presente. Un dato da solo basta per mostrare la crisi climatica europea: nel corso del 2025, almeno il 95% del territorio ha registrato temperature stabilmente superiori alla norma storica. Dalle coste assolate del Mediterraneo fino ai fiordi della Scandinavia, il caldo ha sfondato barriere che sembravano invalicabili. Pensiamo alla Turchia, che per la prima volta nella sua storia meteorologica ha visto la colonnina di mercurio toccare la soglia rovente dei 50 °C, o a un dato quasi fantascientifico: 30 gradi centigradi misurati all’interno del Circolo Polare Artico.
Il Vecchio Continente bolle
Ma perché l’Europa è così esposta? La risposta, spiegano gli esperti di Copernicus, sta nella sua geografia e nella fisica dell’atmosfera. Buona parte del continente si protende verso l’Artico, la regione che si scalda più in fretta del pianeta. Qui si innesca un meccanismo noto come “amplificazione artica”. Man mano che la neve e il ghiaccio, superfici bianche e riflettenti, si sciolgono, lasciano spazio a terra e mare scuri che assorbono molta più radiazione solare, scaldando ulteriormente l’aria in un circolo vizioso. È un effetto domino che destabilizza la circolazione atmosferica, favorendo quelle ondate di calore estive che ormai, ogni anno, trasformano le città in isole di calore invivibili. Sono condizioni che mettono a dura prova la salute dei più fragili, dalle persone anziane ai bambini, e che impattano sulla produttività economica. La terra arsa dalla siccità e i fiumi in secca sono l’altra faccia della medaglia: oltre metà del continente ha sofferto condizioni di aridità, con il 70% dei corsi d’acqua europei che ha registrato un flusso annuo sotto la media.
La strategia contro la crisi climatica
La crisi climatica europea si manifesta anche con la violenza del fuoco. Nel 2025, gli incendi boschivi hanno divorato oltre un milione di ettari di territorio, la superficie più vasta mai documentata in un anno dal sistema Copernicus. E intanto, il mare ribolliva: l’86% delle acque europee ha subito ondate di calore marine, Mediterraneo e Mare di Norvegia in prima linea. Uno stress termico che sconvolge gli ecosistemi, altera le rotte migratorie dei pesci e danneggia la pesca. Eppure, il settore delle energie rinnovabili sta diventando il pilastro della resilienza europea. Nel 2025, le energie rinnovabili hanno fornito quasi la metà dell’elettricità consumata in Europa: il 46,4% del totale. Il solare ha segnato un nuovo record, raggiungendo il 12,5% della produzione energetica continentale. Questi progressi rappresentano il fondamento per la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, che riduce la dipendenza dai combustibili fossili.
L’Incognita del “Super Niño”
Mentre l’Europa fa i conti con i propri squilibri, lo sguardo degli scienziati è puntato sul Pacifico tropicale. I primi tre mesi del 2026 hanno già fatto registrare il quarto inizio d’anno più caldo di sempre, nonostante la presenza de La Niña, che di solito tende a raffreddare le temperature globali. Ora, però, i modelli previsionali indicano l’arrivo di un evento di El Niño entro l’inizio dell’autunno, e gli esperti temono che possa essere particolarmente intenso. Si parla già di un potenziale “super Niño”, un fenomeno di riscaldamento oceanico capace di alterare gli schemi meteorologici di tutto il globo, innescando siccità, inondazioni estreme e nuove ondate di calore marino. Secondo un’analisi del sito Carbon Brief, la probabilità che il 2026 possa superare il 2024 come anno più caldo mai registrato è del 19%. La crisi climatica europea rischia di non fermarsi qui.
Credit foto: Massimo Todaro/Shutterstock.com
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