Tra i vincitori agli European Heritage Awards figurano cinque progetti italiani che hanno trasformato spazi dismessi in motori di vitalità sociale
L’Italia si aggiudica cinque riconoscimenti su 30 agli European Heritage Awards 2026, i Premi Europei per il Patrimonio Culturale, nell’ambito del programma Europa Creativa dell’Unione Europea. Tra questi, due progetti emergono per la loro capacità innovative di rigenerazione urbana: il Distretto Urbano Multifunzionale di Bologna (DumBO), e il Complesso Monastico del Polirone di San Benedetto Po. Sono gli esempi più calzanti di come sia possibile trasformare il tessuto urbano mantenendo memoria e creando futuro, di come la rigenerazione urbana possa diventare il motore attraverso cui una comunità si riappropria di pezzi di città che sembravano perduti.
DumBO: quando la ferrovia diventa piazza
A Bologna su un’area ferroviaria dismessa di quarantamila metri quadrati, quello che poteva diventare un parcheggio multipiano o l’ennesimo centro commerciale si è trasformato in uno spazio pubblico. L’intervento non ha stravolto l’area: gli urbanisti hanno scelto la strada degli interventi minimi e reversibili, una scelta intelligente che consente agli spazi di respirare, di mutare, di adattarsi alle esigenze della comunità nel tempo. DumBO oggi ospita laboratori creativi, associazioni locali, giovani imprenditori che trovano i loro primi uffici a canone contenuto, spazi dove le generazioni si incrociano attorno a progetti comuni. È un vero motore di rigenerazione urbana dove la cultura creativa diventa il collante sociale. Un budget modesto ha avuto un impatto enorme sulla qualità della vita nel quartiere.
Polirone: il monastero ritrovato
Vicino Mantova, un’altra storia di rigenerazione urbana si intreccia con quella della resilienza e della memoria collettiva. Il complesso monastico del Polirone a San Benedetto Po è uno di quei luoghi che parla al senso profondo della storia, che evoca secoli di saggezza, di contemplazione, di comunità che hanno abitato quegli spazi. Nel 2012 il terremoto lo ha colpito, danneggiandolo pesantemente col rischio di farne una reliquia permanente. Invece la comunità locale ha deciso diversamente. Il restauro avviato non è stata una operazione di mera conservazione, ma un’operazione di rigenerazione urbana consapevole. Stabilizzare i danni ha significato anche ripensare le funzioni di quello spazio. Il Polirone non sarebbe rimasto solo memoria pietrificata, ma sarebbe diventato spazio vivo, permeabile, accessibile. Oggi il complesso ospita eventi culturali, iniziative civiche, attività didattiche, laboratori in cui anziani, giovani e bambini utilizzano lo stesso spazio per scopi diversi ma complementari.
Gli altri tre progetti
Ma il riconoscimento europeo non si limita a questi due esempi di rigenerazione urbana su larga scala. L’Archivio Storico Nazionale dei Restauratori Italiani, l’ASRI, ha vinto nella categoria Ricerca. Dietro questa iniziativa c’è la raccolta degli archivi privati di restauratori italiani, accessibili attraverso un database pubblico aperto. Studiosi, restauratori, architetti possono consultare materiali che altrimenti resterebbero sepolti in scantinati e depositi privati. Sempre nel novero dei vincitori italiani figura HIMASS, una summer school internazionale per ingegneri e architetti che desiderano approfondire lo studio degli edifici storici in muratura. Il progetto collega le analisi strutturali moderne ai principi tradizionali basati sulla geometria. Infine, il progetto Intorno a Minerva a Breno, Brescia, ha trasformato un parco archeologico in uno spazio di incontro e dialogo interculturale. Rifugiati, studenti e comunità del territorio trovano nello scavo archeologico un luogo comune, una ragione per stare insieme, per apprendere gli uni dagli altri.
La nuova prospettiva sulla rigenerazione urbana
La rigenerazione urbana non è solo conservazione ma è il processo attraverso cui i cittadini si riappropriano dei propri spazi, decidendo attivamente come abitare il territorio condiviso. I progetti premiati, da DumBO al Polirone, da HIMASS a Minerva fino all’Archivio dei Restauratori, non sono stati calati dall’alto ma nascono dall’ascolto delle persone. Glenn Micallef, Commissario europeo, ha sottolineato come questi vincitori dimostrino “che il patrimonio culturale non riguarda solo il passato, ma è una forza viva che spinge al progresso”. È una affermazione che capovolge la prospettiva tradizionale: il patrimonio non è un peso morto ma una leva di trasformazione, la rigenerazione urbana è il metodo attraverso cui il passato dialoga con il presente e costruisce futuro.
Credit foto: DumBO, iacomino FRiMAGES/Shutterstock.com
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