Analfabetismo di ritorno e culto dell’apparire: il magistrato descrive l’identikit delle baby gang, sempre più bacino di manovalanza per i clan
Sempre più giovanissimi. In grande percentuale analfabeti e provenienti da contesti sociali difficili. Nicola Gratteri, Procuratore di Napoli, dipinge così Il fenomeno delle cosiddette Baby gang, durante una tavola rotonda organizzata dall’università Lumsa di Roma nel pomeriggio di martedì 28 aprile. Insieme al magistrato Lamberto Giannini, Prefetto di Roma, e Lirio Abbate, giornalista e saggista. “Ci sono molte responsabilità – spiega Gratteri -, ma la principale è dei genitori che spesso andrebbero educati per primi”. Tra i temi affrontati, il ruolo dei social network, del nichilismo, della povertà educativa e dell’assenza di visione sul proprio futuro. “Bisogna investire sulla scuola e sul terzo settore – sottolinea il magistrato -, quando incontro i ragazzi al carcere minorile vedo che la maggior parte di loro è analfabeta, sa leggere solo le marche costose di vestiti perché il lusso e l’apparire diventa per loro fondamentale. E molti di loro provengono da un contesto sociale difficile, e non è un caso che a Napoli, ad esempio, siamo sempre più assoldati dalla camorra”.
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