Artrosi, infortuni sportivi e oncologia: i recenti risultati della ricerca sul tessuto adiposo umano microframmentato confermano il ruolo crescente di questa tecnologia
Si è conclusa la sessione “Regenerative Medicine: Translating Science into Care” all’Allianz MiCo di Milano, durante il Milan Longevity Summit 2026. L’evento internazionale, giunto alla sua terza edizione che, attraverso la lente della One Health, mette in relazione salute umana, ambientale ed economica per ridisegnare il futuro della longevità. Oltre 250 relatori da tutto il mondo e migliaia di partecipanti hanno animato i quattro palchi tematici, con ospiti di primo piano tra cui il Premio Nobel Thomas Südhof e il direttore del Buck Institute David Furman. Tra i relatori, il professor Carlo Tremolada, direttore scientifico di Image Regenerative Clinic e inventore della tecnologia Lipogems®, ha illustrato i risultati dei suoi studi clinici sull’impiego del tessuto adiposo umano microframmentato (MFAT).
Un alleato biologico
Per decenni il tessuto adiposo è stato considerato un semplice deposito di riserva. Oggi però la scienza lo guarda con occhi diversi. Il tessuto adiposo microframmentato (MFAT) si ottiene attraverso un processo meccanico delicato che preserva l’architettura vascolare e il microambiente cellulare del grasso. Il risultato è un materiale biologico capace di modulare l’infiammazione e favorire la riparazione dei tessuti danneggiati. Spiega Tremolada: “L’MFAT è in grado di modulare l’infiammazione e favorire la rigenerazione tissutale, rappresentando una valida alternativa alle terapie più invasive.” Grazie alle vescicole extracellulari, piccoli messaggeri che aiutano a mantenere l’equilibrio tra cartilagine e osso, questo approccio evita procedure invasive e additivi chimici.
Dalle articolazioni allo sport
Uno dei campi più avanzati riguarda l’artrosi e le patologie muscoloscheletriche. Gli studi mostrano come il tessuto adiposo microframmentato possa rallentare la degenerazione articolare tipica dell’osteoartrosi, riducendo il riassorbimento osseo e migliorando la funzionalità. L’approccio risulta particolarmente utile sia per la popolazione anziana, che desidera mantenere l’autonomia, sia per gli sportivi e gli ex atleti. Il recupero è più rapido rispetto a interventi chirurgici tradizionali, e la ripresa dell’attività fisica diventa un obiettivo concreto. Non si tratta di un semplice palliativo, ma di una strategia che punta a rigenerare ciò che è stato danneggiato, con un profilo di sicurezza elevato e minimi effetti collaterali.
Oltre l’ortopedia
L’orizzonte più innovativo riguarda l’uso dell’MFAT in oncologia. Il professor Tremolada ha presentato risultati inediti: sia l’MFAT fresco sia quello devitalizzato (DMFAT) sono stati capaci di caricare e rilasciare quantità significative di Paclitaxel, un farmaco antitumorale comune. In esperimenti in vitro, questo sistema ha eliminato diverse linee cellulari tumorali umane. L’idea è trasformare il tessuto adiposo microframmentato in uno scaffold naturale, una sorta di “bioreattore” personale. Come dichiara lo stesso ricercatore: “L’MFAT rappresenta uno scaffold naturale innovativo in grado di essere caricato e rilasciare farmaci antitumorali, offrendo nuove opzioni terapeutiche per tumori oggi difficili da trattare.” Si riducono così gli effetti collaterali sistemici, rilasciando la chemioterapia direttamente nel sito colpito.
Verso una medicina meno invasiva
L’intera sessione si è inserita nel più ampio paradigma della medicina della longevità. Non si punta solo ad allungare la vita, ma a migliorarne la qualità, favorendo l’autonomia funzionale e il benessere anche in età avanzata. Le tecnologie rigenerative basate sul tessuto adiposo microframmentato rappresentano un ponte tra ricerca traslazionale e cura quotidiana. L’obiettivo è offrire soluzioni biologiche, personalizzate e minimamente invasive, capaci di rispondere a bisogni molto diversi: dall’artrosi del ginocchio al recupero post infortunio, fino a nuove ipotesi di trattamento oncologico. I risultati presentati in questi giorni a Milano confermano che la strada è percorribile. E che il corpo, se guidato con gli strumenti giusti, riesce sempre a sorprendere.
in foto: Carlo Tremolada, direttore scientifico di Image Regenerative Clinic e inventore della tecnologia Lipogems®
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