Da villaggio di pescatori a pioniera del turismo intelligente. Così la città dei grattacieli concilia sostenibilità, accessibilità e innovazione digitale, senza dimenticare le sue radici legate al mare
Sostenibilità, governance, tecnologia, accessibilità e innovazione. Sono questi i pilastri su cui si fonda il successo di Benidorm, una cittadina spagnola di circa 80mila abitanti, incastonata nella Costa Blanca, a soli 45 chilometri da Alicante e a 140 da Valencia (anche gli scali aeroportuali più vicini). Un piano regolatore del 1956, voluto dall’allora sindaco Pedro Zaragoza Orts, ha reso il piccolo villaggio di pescatori una città verticale che le ha fatto guadagnare il titolo di ‘Manhattan del Mediterraneo’, grazie alla presenza dei numerosi grattacieli che la costituiscono, diventati il simbolo architettonico e urbanistico. «L’obiettivo era chiaro – spiega Laura dell’Ufficio del Turismo -, scongiurare il consumo di suolo e garantire che ogni edificio avesse vista sul mare, luce solare e ventilazione, lasciando ampie aree per giardini e servizi pubblici». Qualche anno più tardi, il piano regolatore è stato aggiornato ed è stato eliminato il vincolo dell’altezza alle costruzioni. Per rendersi conto di quanto le fattezze di Benidorm siano diverse dai paesi confinanti, è sufficiente salire su uno dei punti panoramici della città, come il Castellum Roman Tossal de la Cala, situato su una collina alla fine della spiaggia di Poniente, costruito nel 77 a.C. come punto di osservazione strategico. Da qui la vista è semplicemente mozzafiato: si può ammirare soprattutto la bellezza delle spiagge, quella di Poniente – appunto – e quella di Levante, lunghe complessivamente 5 chilometri. A rendere le spiagge di Benidorm maggiormente attraenti, oltre all’acqua cristallina, alla sabbia finissima e al clima mite tutto l’anno, è l’accessibilità. In vari punti del litorale sono presenti pedane e scivoli che consentono anche a bagnanti con fragilità di raggiungere il mare senza ostacoli. E, da questo punto di vista, Benidorm può fare scuola. Lo scorso anno, la Commissione Europea ha definito Benidorm un modello di ‘smart city’ nominandola “Pioniere Verde Europeo del Turismo Intelligente 2025”, rispetto alla gestione dell’acqua, al turismo digitale, all’efficienza energetica e alla mobilità sostenibile. Il cuore operativo della strategia ‘smart city’ è il ‘BeCity Innovation Hub’, centro di controllo e coordinamento che applica la tecnologia per gestire la convivenza tra residenti e milioni di turisti. In altre parole, il ‘cervello digitale della città’ che raccoglie ed elabora dati su sensori di flusso, gestione idrica, qualità dell’aria e del rumore, e funge da raccordo tra pubblica amministrazione, aziende hi-tech e università. Tutto questo consente a Benidorm di passare da 80mila abitanti a circa 400mila nel periodo estivo. La ‘Manhattan del Mediterraneo’ è anche parchi, svago e benessere. Noleggiare una bici elettrica sul lungomare e salire verso la sommità del Parco naturale di Sierra Helada (Gelada) è un’esperienza da fare. In pochi minuti si giunge al punto più alto del parco ‘gelato’, il primo parco naturale marittimo-terrestre della Comunità Valenciana, dove le scogliere raggiungono i 300 metri di altezza sul livello del mare. Al suo interno il Faro di Albir e le dune fossili. A Benidorm esiste un altro balcone sul mare, posto a metà tra Poniente e Levante, che per le sue potenzialità è definito ‘Balcone del Mediterraneo’ con i colori del bianco e dell’azzurro, tipici dell’area. Tra le zone più fotografate della Spagna, il balcone è costruito su una roccia dove un tempo sorgeva il Castello, di cui sono ancora visibili resti. È da qui che prendono avvio vari eventi, tra cui ‘Benidorm Gastronomic’. Ad aprile, in presenza del sindaco Toni Pérez e del presidente di Abreca, Javier Del Castillo, è iniziata la VI Jornadas del Atún. Benidorm, prima di essere la città dei grattacieli e della sostenibilità, è stata anche la patria dei maestri tonnaroti: ad oggi il tonno rappresenta il fortissimo legame tra la città e il mare. Un legame che trasuda in ogni angolo, anche nella Chiesa di San Jaime e Santa Ana. È l’edificio religioso più antico della città che conserva l’immagine della Virgen del Sufragio, la patrona di Benidorm. Secondo la leggenda, l’immagine fu trovata su una barca alla deriva che venne bruciata per paura della peste; la statua della Vergine fu l’unica cosa a salvarsi miracolosamente dalle fiamme. Non mancano, infine, svago e buona cucina. Da quest’anno ha preso il via anche Activa-t Fest Benidorm: un evento pubblico dedicata allo sport e al benessere, pensato appositamente per i senior. A poca distanza dalle spiagge, il Las Rejas Golf è un’alternativa agli sport tra campi sconfinati e maestri professionisti. Bar e ristoranti a picco sul mare sono il valore aggiunto di una città che sta vivendo una delle sue stagioni più floride, grazie all’impegno dell’Ufficio del Turismo e degli Enti del turismo spagnolo collocati in varie parti d’Europa.
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