Un giovane ingegnere ha trasformato una falla nel sistema catastale elvetico in un reame, con tanto di costituzione, esercito e banca
Per diventare re a Jonas Lauwiner è bastato sfogliare i registri catastali della Confederazione Elvetica. Nato nel 1994 a Unterseen, nel Cantone di Berna, questo project manager dell’industria farmaceutica ha scoperto molto presto una passione insolita: quella per i terreni dimenticati da tutti. Tutto comincia nel 2015, quando per il compleanno il padre gli regala un piccolo prato agricolo. Da quel momento, Lauwiner si mette al setaccio di decine di migliaia di pagine alla ricerca di appezzamenti senza intestatario. In Svizzera, del resto, un terreno abbandonato per trent’anni entra a far parte dei cosiddetti “beni senza proprietario”. A quel punto, chiunque può presentare una richiesta, pagare le spese amministrative e diventarne il legittimo titolare. Un metodo col quale il giovane bernese ha accumulato 149 particelle in nove cantoni diversi, per un totale di oltre 114mila metri quadrati. Un piccolo impero ottenuto versando cifre irrisorie: a volte bastano dieci franchi per una pratica notarile, altre volte qualche centinaio.
L’incoronazione in chiesa
Nel 2019 Jonas Lauwiner si autoproclama re della Svizzera e organizza una cerimonia di incoronazione nella chiesa di Nydegg, a Berna. Sul sito ha costruito un apparato istituzionale completo: mappa dei territori conquistati, carta costituzionale, inno nazionale, valuta propria e persino una banca imperiale. Non manca un esercito, battezzato “Empire Legion”, né tantomeno un formulario per chi volesse richiedere la cittadinanza del regno di Burgdorf, la cittadina di 17mila abitanti eletta a capitale del suo dominio. Il sedicente re ha persino tentato la via elettorale, candidandosi al consiglio comunale di Burgdorf con un budget di appena 800 franchi e raccogliendo oltre mille voti. Troppo pochi per vincere, ma abbastanza per far capire che la sua figura suscita un misto di curiosità, simpatia e allarme.
Un carro armato in piazza
La fama di Jonas Lauwiner, re della Svizzera, ha varcato i confini cantonali quando si è presentato a Berna su un carro armato anfibio. L’uscita, immortalata da fotografi e passanti, non ha entusiasmato le autorità locali, che gli hanno ricordato come i veicoli militari non siano esattamente omologati per la circolazione urbana. Le tensioni con le istituzioni, del resto, stanno crescendo. A Geuensee, nel Canton Lucerna, il sovrano ha chiesto pedaggi fino a 150mila franchi per il passaggio sulla strada Rosenweg, di cui detiene la proprietà. Una richiesta che ha fatto infuriare i residenti e spinto il Parlamento cantonale a presentare un’interpellanza trasversale, firmata da quasi tutti i partiti, per denunciare “l’arroganza e la mania di protagonismo del sedicente re”. Il parlamento sta valutando nuove norme per espropriare o centralizzare la gestione dei terreni orfani, in modo da chiudere la falla legale che ha permesso a Lauwiner di accumulare il suo patrimonio.
L’uomo dietro la corona
Questo giovane che si veste da sovrano asburgico è appassionato di regimi assolutisti, vive in un’ex fabbrica trasformata in castello personale. Si è fatto incoronare due volte, ha posato per ritratti ufficiali con agenti della polizia francese e dichiara di voler sviluppare agricoltura e turismo sui suoi appezzamenti. Intervistato da Euronews, alla domanda su come gli sia venuta l’idea di diventare re della Svizzera, risponde con disarmante semplicità: “Lo sono diventato, semplicemente”. E aggiunge: “Conquisto terreni”. Il suo attivismo politico ruota attorno a un’opposizione viscerale all’Unione Europea e a una difesa altrettanto netta della sovranità elvetica. Qualcuno lo ha paragonato ai Reichsbürger tedeschi, i cittadini che rifiutano di riconoscere l’autorità dello Stato moderno, ma lui respinge il paragone e rivendica di agire sempre nel solco della legalità svizzera.
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