Dal 6 marzo al cinema e poi su Netflix, la saga sbarca sul grande schermo con The Immortal Man. Ambientato in una Birmingham devastata dalle bombe del 1940, il film segna il ritorno del premio Oscar Cillian Murphy in un dramma esistenziale che esplora il confine tra redenzione e rovina, aprendo la strada a un nuovo atteso sequel
A marzo l’universo narrativo della saga della famiglia Shelby, creata e raccontata a partire dal 2013 da Steven Knight in una delle serie di maggior successo degli ultimi anni, si prepara a vivere un nuovo, cruciale capitolo, ma stavolta cinematografico.
In alcune sale selezionate il 6 marzo e dal 20 solo su Netflix, esce Peaky Blinders: The Immortal Man, film epico diretto da Tom Harper e sceneggiato da Knight, con protagonista il premio Oscar Cillian Murphy nel ruolo sempre di Tommy Shelby, leader carismatico e spietato della banda criminale dei Peaky Blinders. Nel cast della pellicola, Rebecca Ferguson, Tim Roth, Sophie Rundle, Barry Keoghan e Stephen Graham.
La storia è ambientata nel 1940, in una Birmingham dilaniata dalla Seconda guerra mondiale. Tommy Shelby, dopo essersi autoesiliato nel finale della sesta e ultima stagione della serie (uscita quattro anni fa), è costretto a tornare. È la guerra a richiamarlo, una guerra che è anche profondamente interiore. Il film lo ritrae all’apice del conflitto tra passato e futuro, tra redenzione e rovina, tra il rimanere imprigionato nella leggenda dei Peaky Blinders o distruggere tutto per provare a salvarsi. La posta in gioco è molto alta, perché a rischio ci sono il futuro della sua famiglia e il destino dell’intera nazione.
Peaky Blinders: The Immortal Man più che un film di gangster o guerra, si preannuncia quindi un dramma esistenziale che esplora le conseguenze delle scelte compiute, affrontando temi come la memoria, l’eredità, il potere, il sacrificio, l’identità. Tommy Shelby, come sempre, è al centro della scena, ma stavolta la sua forza sembra cedere il passo a una profonda crisi personale. La guerra esterna riflette quella interiore, mentre le alleanze si sfaldano e la fiducia scarseggia.
Il magnetico antieroe dei Peaky Blinders ora non è più solo un gangster ambizioso, ma una figura tragica sospesa tra mito e decadenza. Il titolo, Peaky Blinders: The Immortal Man, allude proprio alla resistenza in qualche modo sovrumana del personaggio, ma anche alla sua condanna a vivere imprigionato nel ruolo che si è costruito. Tommy, come un moderno Prometeo, ha sfidato tutto e tutti per conquistare il potere, e ora si trova davanti al prezzo finale da pagare.
L’interpretazione di Cillian Murphy è il perno emotivo e drammatico del film, come lo era nella serie originale. Il suo Tommy Shelby, già entrato nella storia della televisione, qui si arricchisce di nuovi strati emotivi e psicologici, lasciando intravedere il ritratto definitivo di un personaggio destinato a restare ancora di più impresso nella memoria collettiva. L’attore irlandese, 49 anni, aveva dovuto dire addio al ruolo nel 2022, con la messa in onda dell’ultima stagione della serie. «È strano parlare di fine. Non l’ho ancora metabolizzata», aveva detto Murphy, che poco dopo è stato scelto da Christopher Nolan per interpretare il fisico che inventò la bomba atomica in Oppenheimer. Personaggio che gli ha fatto vincere l’Oscar nel 2024. Poi c’è stato il ritorno nei panni di Tommy Shelby nel film, un ruolo che l’attore ha definito «un dono. Ha segnato un quarto della mia vita e della mia carriera. Interpretarlo per così tanto tempo ha significato non solo recitare, ma crescere insieme al personaggio, vivendo le sfide e le ombre di un uomo per lo più negativo».
Tom Harper, già regista di alcuni episodi della prima stagione della serie, è tornato qui dietro la macchina da presa con l’intento, come ha dichiarato, di portare quello stesso stile visivo e narrativo sul grande schermo, mantenendo la tensione dark e viscerale tipica di Peaky Blinders, ma puntando anche su scene d’azione più spettacolari, una ricostruzione storica sempre più accurata e una fotografia capace di valorizzare tanto l’introspezione dei personaggi, quanto l’epica. Ad accompagnare il tutto, una colonna sonora che fonde rock moderno e atmosfere d’epoca, rafforzando l’identità unica di questa saga.
Il film non rappresenta un punto di arrivo per Peaky Blinders, ma un ponte verso il futuro. La pellicola, infatti, aprirà ufficialmente le porte a una nuova serie sequel già confermata, composta da due stagioni da sei episodi ciascuna, prodotti da BBC e Netflix.
Ambientata nel 1953, la nuova serie (con Murphy tra i produttori esecutivi) mostrerà una Birmingham in piena ricostruzione postbellica, dove la famiglia Shelby si troverà coinvolta in un’enorme competizione per il controllo di un ambizioso progetto urbanistico. Il contesto si rinnova, ma la lotta per il potere e la sopravvivenza rimane centrale, con nuovi personaggi pronti a raccogliere l’eredità, o minacciare l’impero, dei Peaky Blinders.
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