Per la prima volta un testo letterario di Omero viene rinvenuto incorporato nel processo di imbalsamazione
Quella avvenuta a Ossirinco, lungo la Valle del Nilo, è una delle scoperte archeologiche più straordinarie degli ultimi anni: un papiro dell’Iliade rinvenuto all’interno di una mummia egizia. La scelta di collocare il rotolo all’interno della mummia potrebbe riflettere la convinzione che la letteratura avesse un potere protettivo o un ruolo preciso nell’accompagnare l’anima del defunto. Oppure potrebbe semplicemente essere l’espressione dell’amore di una persona colta per quei versi. Una squadra di archeologi dell’Università di Barcellona ha effettuato il ritrovamento durante campagne di scavo nell’area dell’antica Ossirinco, oggi El-Bahnasa, nell’Egitto centrale. Il sito è famoso per il gran numero di rotoli scoperti a partire dalla fine del XIX secolo, tra cui opere letterarie, documenti ufficiali e registri di vita quotidiana. Tuttavia, la maggior parte di questi testi è stata rinvenuta in antichi cumuli di rifiuti, mai in contesti funerari.
La città dei papiri
Dalla fine dell’Ottocento, il sito di Ossirinco, a 190 km dal Cairo, ha restituito migliaia di reperti e documenti della vita quotidiana dell’Egitto greco-romano. Ma tutti questi reperti provenivano da un luogo preciso: le antiche discariche della città, cumuli di rifiuti dove il clima secco del deserto aveva miracolosamente preservato la carta di papiro per secoli. Stavolta, invece, il papiro dell’Iliade è uscito da una tomba. Ed è proprio questa la novità che ha colpito gli esperti di tutto il mondo. Non era mai successo prima, nella storia dell’archeologia, che un testo letterario greco venisse ritrovato deliberatamente incorporato nel processo di imbalsamazione di una mummia. Una prima volta assoluta, che apre scenari interpretativi di grande fascino.
Tre camere, riti insoliti
Lo scavo ha portato alla luce tre camere sepolcrali danneggiate dai secoli e dai saccheggi. Nonostante questo, i ricercatori hanno recuperato testimonianze di pratiche funerarie sorprendenti. In una un vaso di ceramica conteneva resti umani cremati. Una rarità assoluta in Egitto, dove la cremazione non ha mai rappresentato la norma. Accanto, lo scheletro di un neonato e il cranio di un gatto avvolti in tessuti. Una seconda camera custodiva le ceneri di due individui e ulteriori resti di felini. Questi elementi suggeriscono un momento di transizione culturale e religiosa, in cui le antiche pratiche funerarie egizie si intrecciavano con influenze greche e romane.
Lingue d’oro per parlare con Osiride
Ma la scoperta più spettacolare arriva da un’altra struttura funeraria, la cosiddetta Tomba 65: un ipogeo, cioè una camera sotterranea, dove alcune mummie giacevano avvolte in lenzuoli di lino decorati con motivi geometrici e accompagnate da bare di legno dipinte. Tre di queste mummie avevano in bocca lingue d’oro e una di rame. Si trattava di amuleti funerari diffusi nell’Egitto romano: si credeva che garantissero al defunto la capacità di parlare nell’aldilà, soprattutto durante il giudizio di Osiride. La presenza di foglia d’oro applicata su alcune delle mummie fa ritenere agli esperti che i sepolti appartenessero a una classe benestante o comunque a un’élite locale.
Il Catalogo delle navi nell’oltretomba
La scoperta più densa di significato, però, rimane il papiro dell’Iliade. Il frammento corrisponde a uno dei passi più noti dell’opera omerica: il “Catalogo delle navi”, nel secondo libro dell’Iliade. Si tratta dell’elenco delle forze greche che salparono verso Troia, un passo che è quasi un documento storico in versi. Trovarlo in una mummia è un messaggio. Come ha sottolineato il dottor Hisham El-Leithy, del Consiglio Supremo delle Antichità egiziane: «La scoperta suggerisce che l’élite di Ossirinco non solo fosse influenzata dalla cultura greca, ma partecipasse attivamente alle sue tradizioni letterarie». In altre parole, Omero non era soltanto un nome su uno scaffale: era parte dell’identità culturale, forse persino spirituale, di chi lo portava con sé nella morte.
La fusione di due culture
Il ritrovamento del papiro dell’Iliade in questo contesto funerario ha implicazioni concrete per la ricerca storica. Gli studiosi potranno approfondire come circolavano i testi classici nell’Egitto romano, al di fuori dei grandi centri culturali come Alessandria. Ossirinco era una città di provincia, non una capitale del sapere. Eppure i suoi abitanti leggevano Omero, lo studiavano, lo onoravano. Questo testimonia la diffusione dell’alfabetizzazione e sulla circolazione della cultura greca in un’epoca – i secoli compresi tra l’età tolemaica e quella romana – in cui Egitto, Grecia e Roma si fondevano in una civiltà composita e straordinariamente fertile.
TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SU SPAZIO50.ORG
© Riproduzione riservata
