Sangalli: “L’Italia ce la può fare ma resta l’incertezza”. Meloni: “Questa non è la repubblica delle banane”.
Questa mattina, 10 giugno, l’Auditorium della Conciliazione ha ospitato l’Assemblea annuale di Confcommercio, aperta dal Canto degli Italiani eseguito dalla banda della Guardia di Finanza, che quest’anno celebra il centenario dalla sua costituzione. Tra gli ospiti presenti, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il vicepresidente del Consiglio dei ministri Antonio Tajani e la premier Giorgia Meloni.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato una lettera. “Il tessuto produttivo-imprenditoriale italiano è di fronte a complessità che richiedono autentico dialogo tra istituzioni e società”, ha scritto il Capo dello Stato. Mattarella ha ricordato come “sin dall’epoca delle libertà comunali i mercanti sono incisi nella storia d’Italia come uno dei passaggi che segnano la nostra identità nazionale”. Ha poi aggiunto che “responsabilità particolari interpellano le parti sociali, alle quali compete in primis, nel dialogo contrattuale, la regolazione del mercato del lavoro, per contribuire, aderendo al dettato costituzionale, all’affermazione della coesione sociale, con la eliminazione di quelle distorsioni e pratiche che si traducono in arretramenti degli standard di tutela per i lavoratori”.
Sangalli: Confcommercio storia di popolo
Nel corso dell’Assemblea, il presidente Carlo Sangalli ha tracciato un quadro dell’economia italiana e internazionale. “Confcommercio è una storia di popolo, diffusa in tutto il Paese e profondamente intrecciata con la storia dell’Italia”, ha dichiarato. Ha poi ricordato che il terziario di mercato rappresenta oggi il principale motore dell’economia italiana, creando quasi quattro milioni di posti di lavoro negli ultimi trent’anni. “Il Made in Italy si può copiare. Il Sense of Italy, no”, ha quindi affermato. Nel suo lungo intervento ha poi sottolineato che in Italia “in generale, c’è incertezza, ma anche una sensazione di potercela fare”, ha detto Sangalli all’assemblea, precisando che ci sono segnali positivi, “ma non mancano elementi di debolezza, come la crisi di fiducia dei giovani” e la bassa partecipazione femminile al mondo del lavoro.
Troppa fiscocrazia
Sangalli ha poi denunciato l’eccesso di burocrazia e pressione fiscale. “Nel nostro Paese viviamo in una fiscocrazia: troppe tasse e troppa burocrazia frenano imprese, investimenti e crescita”. Ha inoltre lanciato l’allarme per la chiusura di migliaia di attività commerciali: “Da un lato, basti pensare alla desertificazione imprenditoriale, con la drammatica chiusura di oltre 156mila esercizi commerciali negli ultimi 13 anni. Dall’altro lato, emergono fenomeni di sfruttamento intensivo delle città come l’affitto breve indiscriminato che penalizza le imprese dell’accoglienza e l’equilibrio dei tempi e dei luoghi delle comunità. Per reagire, è fondamentale: regole chiare, stabili, eque. A proposito, ci preoccupa la legge delega sull’artigianato così come è impostata. Stesso mercato, stesse regole; rimanendo, comunque, sempre disponibili al confronto”.
Lavoro, dumping contrattuale e crisi demografica
Sul fronte del lavoro, Sangalli ha ribadito la centralità della contrattazione. “Il lavoro, la qualità del lavoro, è il fondamento della nostra Repubblica ed è il senso ultimo del nostro essere e fare rappresentanza. Il sistema contrattuale di Confcommercio, complessivamente, interessa circa 5 milioni di lavoratori. Parliamo di milioni di persone con un consolidato e innovativo sistema di welfare, purtroppo sotto attacco del dumping contrattuale che riduce la qualità dell’occupazione e ne frena la crescita”, ha spiegato. Ha inoltre osservato che “c’è sempre la possibilità che le cose vadano male, ma raccontarci peggio di come siamo è un danno per tutti. La fiducia è un valore anche economico”. In Italia, “in generale, c’è incertezza, ma anche una sensazione di potercela fare”, ha concluso.
Meloni: “Non è la repubblica delle banane”
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha aperto il suo intervento all’Assemblea di Confcommercio ricordando come non sia la prima volta che presenzia, ma è la prima nell’attuale veste di governo. Una presenza ufficiale che mancava ha aggiunto, da 10 anni, sottolineando come questa assenza “non renda onore e giustizia” al ruolo dell’Associazione. “Questa non è la repubblica delle banane, qui si rispettano le regole, come ricordava il presidente Sangalli non c’è mercato senza regole, non ci sono imprese sane e non c’è crescita”, ha detto Meloni. Sottolineando le misure varate dal governo contro le attività ‘apri e chiudi’. “Non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più per ridurre il carico fiscale sul ceto medio”, ha poi aggiunto. La premier ha indicato nell’emergenza demografica una delle priorità e in chiusura ha definito Confcommercio “una delle colonne del sistema Italia, uno dei motori più identitari e dinamici dell’economia della nostra nazione”. “Come ricordava il presidente Sangalli – ha detto – siete una forza di popolo, che nasce dal basso”.
credit foto: sito ufficiale Confcommercio
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