La presenza dello squalo bianco nel Mediterraneo è nota da sempre, ma la sua popolazione talmente ridotta rende un incontro visivo un evento eccezionale
Un grande squalo bianco adulto nuota lentamente nel blu profondo del Canale di Sicilia, osserva curioso i sub impegnati nel loro lavoro, poi scompare nelle profondità marine, così come era venuto. L’eccezionale avvistamento è avvenuto durante una missione di recupero delle cosiddette reti fantasma, attrezzi da pesca abbandonati che continuano a intrappolare e uccidere la fauna marina. Le immagini che hanno fatto il giro del mondo, appartengono a un gruppo di subacquei della fondazione Healthy Seas, in collaborazione con Ghost Diving e SDSS, che lavoravano su un relitto tra Sicilia e Tunisia. Secondo gli esperti, il predatore era attratto dagli animali morti rimasti impigliati nelle reti recuperate dai sommozzatori. Il filmato, di grande valore scientifico, mostra un imponente esemplare maschio adulto di Carcharodon carcharias, una specie autoctona del Mediterraneo.
Nelle tracce di DNA
Come riporta La Sicilia online, dal 2021 al 2023, i ricercatori hanno utilizzato metodi innovativi per localizzare lo squalo bianco nel Mediterraneo senza riuscire a filmare alcun esemplare. L’analisi del DNA ambientale (eDNA) e le telecamere subacquee con esche hanno permesso di raccogliere dati fondamentali nel Canale di Sicilia, considerato l’ultima roccaforte della specie. Quelle spedizioni non hanno mai avvistato nessuno squalo bianco: una circostanza normale vista la scarsità della popolazione. Tuttavia, la presenza è stata accertata in cinque campioni di eDNA su 159, raccolti vicino ai banchi di Pantelleria, Lampedusa e le isole Egadi. I risultati hanno confermato che gli animali si trovavano spazialmente (entro 25 km) e temporalmente (entro 48 ore) vicino ai punti di campionamento. Per questo, il filmato subacqueo realizzato dai volontari di Ghost Diving rappresenta il primo documento visivo nella storia di uno squalo bianco nel Mediterraneo adulto nel suo habitat naturale.
Pesca illegale e reti fantasma
Nonostante sia superpredatore, lo squalo bianco nel Mediterraneo è una specie vulnerabile nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Alcune delle specie di squali più minacciate, compresi i grandi squali bianchi, sono in vendita nei mercati ittici del Nord Africa, sebbene pescarle o venderle sia illegale. Monitorando i porti di pesca sulla costa mediterranea del Nord Africa, i ricercatori hanno scoperto che solo nell’area di studio nel 2025 sono stati uccisi almeno 40 grandi squali bianchi. Ambientalisti e scienziati affermano di aver visto specie protette in vendita nei mercati ittici. Il ricercatore Francesco Ferretti, autore principale dello studio “On the tracks of white sharks in the Mediterranean Sea” ha spiegato su BBC Information che molte popolazioni di squali sono diminuite drasticamente nel Mediterraneo. L’impatto della pesca industriale si è intensificato ed è plausibile che si estingueranno nel prossimo futuro.
Una speranza per il futuro
Il filmato del grande squalo bianco nel Mediterraneo non è solo un emozionante documento naturalistico. Per i biologi marini, rappresenta una prova inequivocabile che la specie, seppur al limite del collasso, è ancora presente nelle acque del Mare Nostrum. Le operazioni di rimozione delle reti fantasma e il monitoraggio costante dei porti di pesca, come quello condotto dalla Blue Marine Foundation, offrono strumenti concreti per invertire la rotta. L’obiettivo è costruire strategie di conservazione basate su dati reali: zone di protezione rafforzata, controllo della pesca illegale e coinvolgimento delle comunità locali. Gli attacchi all’uomo restano eventi rarissimi, mentre è l’uomo la minaccia più concreta per questo abitante dei mari. Il primo video subacqueo di uno squalo bianco adulto nel Mediterraneo entra così nella storia della biologia marina, come un appello alla responsabilità collettiva prima che sia troppo tardi.
Credit foto: Andrea Izzotti/Shutterstock.com
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