Il momento di massima attività è previsto per oggi alle 19:40 GMT, che per l’Italia corrisponde soprattutto alla notte fonda tra il 22 e il 23
Le Liridi, lo sciame meteorico che ogni anno torna puntuale ad aprile, sarà visibile stanotte anche in Italia. L’appuntamento è nelle tarde ore notturne, dopo la mezzanotte, quando le condizioni si preannunciano particolarmente favorevoli grazie alla fase della Luna. Il satellite si troverà infatti nella fase crescente e la sua luce interferirà pochissimo con l’osservazione. Un dettaglio a favore dello spettacolo. La Terra, nel suo viaggio orbitale attorno al Sole, attraversa in questo preciso periodo dell’anno la nube di detriti seminata secoli prima dalla cometa C/1861 G1, nota come cometa Thatcher dal nome dello scopritore. Un corpo celeste che impiega oltre 400 anni per completare una singola rivoluzione attorno al Sole. I minuscoli frammenti di ghiaccio e roccia che ha rilasciato in tutto questo tempo lungo il proprio cammino entrano nell’atmosfera terrestre a velocità vertiginosa, incendiandosi per l’attrito e regalano il fenomeno delle stelle cadenti.
La costellazione della Lira
Osservando il fenomeno si nota che tutte le meteore sembrano provenire da un punto preciso della volta celeste, il cosiddetto radiante, che si trova nei pressi della costellazione della Lira. Per orientarsi con facilità e non perdersi nell’immensità del cielo, il riferimento visivo più utile e brillante è Vega. La quinta stella più luminosa dell’intera sfera celeste, superata soltanto da Sirio, Canopo, Alfa Centauri A e Arturo. Una volta individuata questa, il più è fatto: basta guardare con attenzione nelle sue vicinanze per assistere alla magia. Le scie luminose delle Liridi 2026 sembreranno irradiarsi proprio da quella direzione, un effetto puramente prospettico che inganna l’occhio umano ma che rende l’esperienza ancora più suggestiva e facile da individuare anche per chi non ha dimestichezza con le mappe stellari.
Mettere la sveglia prima dell’alba
Le prime osservazioni documentate delle Liridi risalgono a più di duemila anni fa, quando gli astronomi cinesi registrarono una pioggia di meteore particolarmente intensa e luminosa. Dunque, per godersi lo spettacolo non servono strumenti sofisticati. L’occhio nudo resta lo strumento più efficace, a patto di concedergli il tempo fisiologico necessario per adattarsi all’oscurità. Gli esperti suggeriscono di armarsi di pazienza e attendere almeno venti, meglio ancora trenta minuti prima che la vista si abitui completamente al buio. Le meteore, del resto, sono imprevedibili: possono apparire in qualsiasi settore del cielo, anche molto lontano dal radiante. Conviene quindi scegliere una postazione che offra una visuale quanto più ampia e sgombra possibile, magari sdraiandosi su un plaid o per abbracciare con lo sguardo l’intera cupola celeste. L’orario migliore per l’osservazione coincide con le ore che precedono l’alba, quando il radiante si trova più alto sull’orizzonte e le meteore sembrano danzare con maggiore frequenza.
Attenzione all’inquinamento luminoso
Il vero avversario da combattere, come sempre quando si parla di astronomia amatoriale, resta l’inquinamento luminoso. Le grandi città, con le loro mille luci artificiali accese a qualsiasi ora della notte, rendono estremamente difficile scorgere le meteore meno brillanti, quelle più tenui che spesso regalano le emozioni più intense proprio perché si fanno desiderare. Per questa ragione, sarebbe meglio spostarsi fuori porta. L’Italia, da questo punto di vista, offre un ventaglio di possibilità invidiabile. Dalle vette maestose delle Dolomiti agli altopiani appenninici, passando per la Val d’Orcia fino alla Sardegna. Anche i parchi naturali del Centro e del Sud Italia rappresentano delle cornici perfette per chi vuole riconciliarsi con la bellezza del cielo stellato.
I prossimi appuntamenti celesti
Vale la pena ricordare che le Liridi, pur non raggiungendo i numeri delle piogge meteoriche più celebri e pubblicizzate, possono riservare piacevoli sorprese anche agli osservatori più esigenti. In condizioni ottimali, lontano da fonti luminose, si possono osservare dalle quindici alle venti meteore ogni ora, un ritmo che permette di esprimere più di un desiderio. Alcune di queste stelle cadenti, inoltre, lasciano dietro di sé scie persistenti e brillanti. Chi dovesse perdersi lo spettacolo potrà consolarsi con il ricco calendario astronomico dei prossimi mesi. A maggio arriveranno le Eta Aquaridi, figlie dei detriti lasciati dalla celeberrima cometa di Halley. Agosto porterà le attesissime Perseidi, ottobre e novembre saranno il momento delle Orionidi e delle Leonidi, mentre il gran finale dell’anno spetterà alle Geminidi di dicembre, considerate dagli esperti lo sciame meteorico più intenso e spettacolare in assoluto.
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