Al centro del romanzo, la storia di un ominide esiliato dalla comunità a causa di una memoria labile e di una sensibilità diversa. Una parabola primordiale che dimostra come l’isolamento possa trasformarsi nel motore dell’evoluzione umana
Amanti elementari di Paolo Sortino si avventura in un territorio narrativo arcaico e affascinante: le origini della coscienza umana. Ambientato in un’era preistorica dominata da una natura implacabile, il testo segue le vicende di un branco di ominidi regolati da leggi ferree e istintive, dove la gerarchia è dettata dalla forza del maschio alfa.
Al centro della narrazione emerge un giovane cacciatore ‘incapace’, un dissidente involontario che, a causa di una memoria labile e di una sensibilità differente, si ritrova ai margini della comunità. La sua esclusione diventa il catalizzatore di un’evoluzione inaspettata: attraverso l’isolamento e l’incontro con una femmina, i personaggi iniziano a sperimentare sensazioni che trascendono il mero istinto di sopravvivenza.
Sortino adotta uno stile denso e materico, capace di restituire la fisicità di un mondo fatto di fango e foreste acquitrinose. La scrittura esplora con precisione quasi anatomica il passaggio dalla percezione funzionale alla nascita del sentimento: quello che l’autore definisce “semplice come l’amore”. È proprio in questo scarto – la scoperta dell’altro come individuo – che risiede il cuore dell’opera.
Il romanzo non è solo una cronaca immaginaria, ma una riflessione filosofica sulla libertà. Il fuoco, che il branco teme, funge da metafora del desiderio e del progresso. Sortino ci consegna una storia primordiale sulla nascita del ‘noi’, dove la fragilità diventa la forza che permette di uscire dall’immobilità della natura.
Una prima domanda, Sortino. Spesso l’evoluzione viene raccontata come il trionfo del più forte, ma nel libro sembra che sia proprio il ‘difetto’ o la fragilità a permettere il salto di coscienza. Crede che l’umanità, oggi come allora, nasca più da un fallimento biologico che da un successo della forza?
Ad avere maggiori probabilità di sopravvivenza è chi meglio si adatta all’ambiente. Per spiegarlo, Darwin ha elaborato la teoria della selezione naturale, per cui gli esemplari di una specie fanno scelte dettate dalla convenienza, soprattutto nell’individuazione del partner con cui generare la prole. Tali scelte avvengono leggendo nell’altro, durante i corteggiamenti, i cosiddetti segnali onesti, cioè attendibili, di un migliore corredo genetico. La forza può essere uno di questi. Questa teoria non bastava però a spiegare l’esistenza di alcuni animali, come il pavone, di fronte al quale Darwin andava in crisi perché ha caratteristiche maladattive, antieconomiche. Il pavone è una preda facile, vola poco e male, ecc. Come spiegare la sua sopravvivenza nel tempo? Le innumerevoli generazioni precedenti dovevano aver compiuto scelte del partner sulla base di criteri diversi. Si erano concentrate a sviluppare, ad esempio, quella bellissima coda; le scelte adottate erano riconducibili al senso della bellezza, il che implica, in taluni esemplari, la presenza della soggettività. Darwin elabora così la teoria della selezione sessuale, un passaggio cruciale ancora oggi poco considerato. Quando la soggettività irrompe, la convenienza salta e a quel punto la forza, le abilità, perdono potere. In quel preciso momento, tutte le caratteristiche dell’esemplare con soggettività hanno lo stesso peso, inclusa la fragilità, che può essere motivo di bellezza e, dunque, di preferenza da parte del partner.
In un’epoca dominata dal tecnicismo esasperato, cosa rappresenta oggi quel ‘fuoco’ primordiale? È ancora possibile provare quel sacro terrore davanti alle grandi scoperte che cambiano la nostra natura, o abbiamo perso la capacità di stupirci del pericolo?
La tecnica è il modo con cui la scienza, raggiunte le vette di certe sue astrazioni, torna a legittimarsi nella realtà. Senza tecnica perderemmo interesse per la scienza. Come specie abbiamo accesso a tutto; come individui, invece, non ci è dato. Ad essere esasperato è il singolo quando non trova accesso alle applicazioni. La maggioranza di noi deve attendere che i ritrovati della tecnica perdano di valore affinché siano distribuiti, perché superati da altri più nuovi. Il terrore che viviamo oggi non è dato dunque dalle scoperte, bensì dall’impossibilità di farne esperienza diretta. È per così dire un terrore negativo. All’individuo restano due vie: fare esperienza del sacro con la spiritualità – a cui non occorre l’autorizzazione di nessuno per accedervi – e gettarsi nell’esperienza amorosa, nella quale due terrori negativi si annullano a vicenda. Ciò non vale per chi non ha desiderio di conoscenza, chi meglio si adatta in società: a fargli terrore è l’individuo stesso.
Come è riuscito a separare l’atto puramente riproduttivo e gerarchico del branco dalla scoperta dell’altro come individuo? È possibile che l’amore sia nato originariamente come una forma di resistenza all’ordine costituito?
Che l’amore sia una forma di resistenza me ne sono convinto leggendo Darwin e trovando conferma nella scrittura. Ma, più ancora, l’amore genera mondi alternativi a quelli del potere, proprio in virtù delle scelte di vita che avvengono nella soggettività e non per ragioni di convenienza.
In Amanti elementari, la natura è una forza immobile. Quanto ha influito la sua visione del rapporto attuale uomo-ambiente nella descrizione di questa natura preistorica che schiaccia e, allo stesso tempo, genera la vita?
La natura è un tutto dinamico il cui equilibrio è mantenuto dal movimento continuo. Ad essere immutabile è la morale naturale, quella sì, legge inamovibile che regge tutti gli esseri. Noi come specie la conosciamo solo in parte e mi pare che l’arte, la letteratura, ma anche l’evoluzionismo, la pedagogia, la psicologia traggano conoscenze proprio da lì. L’ambiente come paesaggio non è che un velo, una parvenza. Per me, ‘natura’ è il piano delle leggi che governano i fenomeni unitamente al piano simbolico, cioè quello dei significati. Natura è ciò che nasce nell’invisibile. Natura naturante.
(dal numero della rivista 50&Più Giugno)
TUTTI GLI ARTICOLI DI RENATO MINORE
© Riproduzione riservata
