In un contesto internazionale segnato da forti tensioni geopolitiche, i consumatori cercano tutele contro crisi e cancellazioni. Federazione Italiana Associazioni Imprese di Viaggi e Turismo: «Siamo gli architetti del tempo libero e i garanti legali di chi viaggia»
«Ci prepariamo a un’estate caratterizzata da una domanda estremamente resiliente, ma indubbiamente influenzata da una nuova dinamica dei costi. Il caro carburante e l’inflazione hanno spinto verso l’alto i prezzi dei voli e dei servizi a terra, ma la voglia di viaggiare non sembra diminuire; semmai, cambia il modo di pianificare». Gian Mario Pileri, presidente di Fiavet, la Federazione Italiana Associazioni Imprese di Viaggi e Turismo aderente a Confcommercio che associa le agenzie di viaggio, fa un quadro su prenotazioni, tendenze e aspettative dei viaggiatori, in una fase particolarmente complessa segnata da tensioni geopolitiche internazionali che stanno segnando mercati, flussi turistici e mete di viaggio.
Presidente Pileri, che estate si prospetta per il turismo e quali saranno le mete protagoniste del 2026?
Gli italiani confermano la predilezione per le mete mediterranee, l’Italia stessa e la Spagna, l’Europa e gli Stati Uniti. Sul fronte dell’incoming (turismo in entrata, ndr), il nostro Paese resta una delle destinazioni più sognate al mondo: prevediamo un afflusso massiccio di turisti internazionali, in particolare dal Nord America e dai mercati asiatici in ripresa. C’è un grande ritorno al viaggio in Italia, il turismo di prossimità resta solido, con una riscoperta dei borghi e di forme di turismo lento che valorizzano il nostro patrimonio meno conosciuto. Finalmente è in ripresa nel lungo raggio l’Oriente, dopo una prima fase di incertezza sui voli che facevano scalo in Medio Oriente. È un’ottima stagione anche per gli Stati Uniti e i grandi parchi nazionali. Nel corto e medio raggio, oltre ai classici intramontabili come Grecia, Spagna e Croazia, vediamo una crescita esponenziale per l’Europa del Nord e le crociere.
Qual è oggi il profilo del viaggiatore italiano?
Assistiamo a un fenomeno di polarizzazione consapevole. Il viaggiatore post-pandemia è maturato: se da un lato il prezzo resta una variabile determinante, dall’altro la qualità dell’esperienza è diventata il vero ago della bilancia, assieme alla sicurezza. Non si cerca più il risparmio a ogni costo, che spesso si traduce in disservizi, ma il “valore reale”. L’italiano oggi è disposto a spendere qualcosa in più, se percepisce che quel plus garantisce sicurezza, accesso a luoghi esclusivi o un’assistenza continua. In sintesi, il prezzo apre la trattativa, ma è la qualità dell’esperienza a chiuderla.
I viaggiatori over 50 rappresentano una quota sempre più importante del turismo organizzato. Come stanno cambiando le loro esigenze?
Sono, per noi, il segmento più stimolante. Non parliamo più di “turismo della terza età” nel senso tradizionale, ma di viaggiatori “silver” estremamente dinamici, colti e digitalizzati. Le loro esigenze si sono spostate verso il benessere e la personalizzazione. Chiedono flessibilità, comfort logistico e contenuti culturali di alto livello. Vogliono viaggiare in sicurezza, sapendo di avere una polizza assicurativa seria e un consulente pronto a intervenire per ogni imprevisto. Le agenzie Fiavet rispondono con una cura del dettaglio quasi sartoriale: trasferimenti privati, guide preparate, itinerari che rispettano i ritmi del viaggiatore senza lo stress del turismo di massa. È un pubblico che viaggia anche nelle stagioni di spalla, contribuendo in modo decisivo alla destagionalizzazione del settore.

In un’era dominata dal digitale, che ruolo stanno tornando ad avere le agenzie di viaggio?
Stiamo assistendo a un vero e proprio “ritorno al porto sicuro”. Dopo anni di ebbrezza da “fai da te digitale”, molti consumatori hanno compreso – spesso a proprie spese – che la rete non offre garanzie in caso di crisi o cancellazioni. L’agenzia di viaggio oggi non è un semplice intermediario, ma un consulente strategico e un garante legale. Il ruolo centrale è quello della tutela: quando un cliente entra in agenzia, acquista la certezza di non essere mai lasciato solo. Inoltre, in un mondo sovraccarico di informazioni, la capacità dell’agente di filtrare, selezionare e validare le proposte è un valore immenso. Il consulente di viaggi, oggi, è l’architetto del tempo libero del cliente.
Le prenotazioni last minute esistono ancora oppure prevale l’anticipo (advanced booking)?
Il last minute sta diventando una strategia rischiosa e sempre meno conveniente, a cui sembrava che quest’anno, con la crisi mediorientale, si stesse tornando. Tuttavia, con la riduzione della capacità aerea su alcune rotte e l’aumento della domanda globale, chi aspetta l’ultimo momento oggi non trova il “prezzaccio”, ma spesso non trova proprio posto, oppure finisce per pagare cifre altissime. L’advanced booking è in assoluto la scelta vincente. Noi spingiamo molto in questa direzione: prenotare con mesi di anticipo permette di bloccare le tariffe migliori, scegliere le strutture più belle e pianificare con calma ogni dettaglio. Chi prenota prima viaggia meglio e spende meno.
Infine, Presidente, quali interventi servono per sostenere il Turismo?
Il turismo rappresenta una quota fondamentale del PIL nazionale, ma continua a soffrire della mancanza di una visione strategica di lungo periodo. In particolare, il turismo organizzato è il motore che programma, muove e garantisce i flussi turistici, e costituisce quindi un settore strategico per il Paese. È necessario valorizzare maggiormente il contributo economico del turismo outgoing (in uscita, ndr) e costruire una strategia integrata tra trasporti, infrastrutture, cultura e turismo, così da rendere il sistema Italia più competitivo anche a livello internazionale.
(dal numero della rivista 50&Più Giugno)
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