Quasi quattro morti su dieci sulle strade della Marca Trevigiana sono over 65. La Provincia risponde con “Circolando fuori casa”, un piano triennale di formazione già adottato da 60 comuni.
Anziani al volante
Quasi quattro morti su dieci: è questo il dato che ha spinto la Provincia di Treviso ad agire. Nel 2024, gli anziani over 65 hanno rappresentato il 38% del totale dei decessi stradali registrati nella Marca Trevigiana. Un numero che, messo nero su bianco, non lascia molto spazio all’interpretazione. Qualcosa, nel modo in cui gli automobilisti più maturi si muovono sulle strade, non funziona come dovrebbe. E non si tratta di un fenomeno esclusivamente locale. ù
Secondo il rapporto ISTAT-ACI sugli incidenti stradali del 2024, il tasso specifico di mortalità più elevato in Italia si registra nella fascia 85-89 anni, con 103,8 morti ogni milione di abitanti. Un picco netto, che gli esperti collegano principalmente al rallentamento dei riflessi e alla maggiore fragilità fisica che accompagna l’invecchiamento.
In termini relativi, gli incidenti che coinvolgono un over 65 sono passati dal 25 al 27% del totale nell’arco dell’ultimo decennio: un aumento lento ma costante, che rispecchia anche la crescita demografica di questa fascia di popolazione e il fatto che sempre più anziani guidano regolarmente. La percentuale di over 65 che dichiara di usare l’auto spesso è salita dal 42% nel 2014 al 52% nel 2023: un cambiamento significativo, che impone risposte adeguate.
Con “Circolando fuori casa” formazione e prevenzione
La risposta della Provincia di Treviso si chiama “Circolando fuori casa: la buona sicurezza in strada non ha età”. Il progetto, nato da una convenzione tra la Provincia, l’Ulss 2 Marca Trevigiana e il Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana, punta su formazione pratica, aggiornamento e sensibilizzazione, con un approccio che non vuole essere punitivo ma costruttivo.
L’obiettivo è aiutare i guidatori più anziani a mantenersi autonomi sulle strade, fornendo loro strumenti concreti per affrontare situazioni di guida in sicurezza. Il primo incontro si è tenuto il 21 aprile e da lì in poi lì prenderà il via un percorso triennale che coinvolgerà l’intero territorio provinciale.
Alla realizzazione degli incontri partecipano 16 esperti: 8 provenienti dalle Polizie Locali e 8 dalle autoscuole affiliate a Unasca. Il progetto affianca quelli già esistenti dedicati ai giovani conducenti, completando così un’offerta formativa che abbraccia tutte le fasce d’età.
Sessanta comuni già aderenti
Il segnale più concreto dell’interesse suscitato dall’iniziativa è il numero di adesioni: sono già 60 i comuni della provincia di Treviso che hanno scelto di partecipare.
Ciascuno di essi sarà protagonista di appuntamenti sul proprio territorio nel corso del triennio, con incontri pensati per essere accessibili, pratici e vicini alle esigenze reali dei partecipanti. Non si tratta di lezioni teoriche sul codice della strada, ma di giornate di aggiornamento che affrontano i temi più sensibili per questa fascia d’età: la gestione dell’attenzione, i cambiamenti fisici che influenzano la guida, l’uso dei sistemi di assistenza presenti nelle auto moderne.
Il progetto si inserisce in un percorso già avviato nelle scorse annualità con una fase sperimentale, condotta dal Gruppo di lavoro Over 65 del Tavolo sicurezza stradale provinciale, i cui risultati hanno convinto le istituzioni ad ampliare l’intervento su scala più larga.
Il quadro nazionale
Vale la pena inquadrare il fenomeno su scala più ampia, perché i dati locali si inseriscono in un panorama nazionale che rimane preoccupante.
Nel 2024 in Italia si sono verificati 173.364 incidenti stradali con lesioni a persone, con 3.030 vittime e 233.853 feriti. In pratica, ogni giorno muoiono in media 8 persone sulle strade italiane. Il costo sociale di questi incidenti, secondo l’Istat, ammonta a poco più di 18 miliardi di euro, quasi l’1% del PIL nazionale. I comportamenti errati più frequenti restano la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità eccessiva: insieme rappresentano il 37,8% delle cause degli incidenti con lesioni.
Per quanto riguarda gli anziani nello specifico, i conducenti over 65 sono stati coinvolti in incidenti che hanno causato 417 morti, solo nel 2024, dato dell’ultimo rilevamento.
Un numero che va letto, però, con la giusta prospettiva: gli over 65 costituiscono il 24,6% della popolazione italiana, una quota ben più ampia rispetto ai giovanissimi, e la loro presenza sulle strade è in continua crescita. Il problema, insomma, non è tanto l’età in sé, quanto la necessità di accompagnare l’invecchiamento attivo con strumenti di aggiornamento che tengano il passo con i cambiamenti, fisici, tecnologici e stradali, del contesto in cui si guida.
Una risposta concreta a un problema reale
L’iniziativa trevigiana ha il merito di spostare il discorso dalla cronaca alla prevenzione. Invece di limitarsi a registrare i danni, o di alimentare dibattiti sulla necessità di revocare le patenti agli anziani, sceglie un approccio diverso: informare, formare, accompagnare.
Un modello che potrebbe essere replicato altrove, visto che il problema non riguarda solo la Marca Trevigiana. Ma, intanto, sessanta comuni che aprono le porte a questi incontri sono un punto di partenza concreto.
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