Un progetto del Comune toscano di Colle Val d’Elsa porta la narrazione condivisa nelle case di riposo per anziani, puntando su volontari formati, appuntamenti bisettimanali e percorsi intergenerazionali con le scuole.
Pinocchio come strumento di cura
“C’era una volta un pezzo di legno”. E c’era una volta, forse, anche una sala di una RSA in cui gli anziani aspettavano in silenzio che il tempo passasse. Da qualche settimana, però, qualcosa è cambiato nella struttura Bottai di Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena.
Lì, grazie a un progetto promosso dal Comune in collaborazione con la Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa (FTSA), un lettore volontario ha cominciato a leggere ad alta voce le avventure di Pinocchio. Non come intrattenimento, ma come atto di cura.
Il progetto si chiama “Parole in Compagnia” e ha superato con successo la fase sperimentale avviata nelle scorse settimane. Da aprile entrerà a regime con appuntamenti bisettimanali strutturati: percorsi narrativi a puntate, albi illustrati, racconti della tradizione italiana. L’obiettivo non è mettere in scena una performance letteraria, ma costruire relazione attraverso la parola condivisa. Un legame tra chi legge e chi ascolta, in un contesto in cui l’isolamento è spesso la condizione più difficile da affrontare.
Solitudine degli anziani
Il contesto in cui nasce questa iniziativa non è secondario. L’Italia è uno dei Paesi più anziani d’Europa: secondo i dati Istat più recenti, gli over 65 rappresentano oltre il 23% della popolazione, con una tendenza in costante crescita. L’isolamento sociale tra gli anziani, soprattutto quelli non autosufficienti nelle strutture residenziali, è riconosciuto dalla letteratura scientifica come fattore di rischio per declino cognitivo, depressione e peggioramento della qualità della vita. Un problema strutturale che i servizi sociosanitari tradizionali faticano a coprire da soli.
“Parole in Compagnia” prova a inserirsi in questo spazio. Lo fa con strumenti semplici: una voce, un libro, un momento di ascolto condiviso. La lettura ad alta voce, in ambito geriatrico e psicologico, è già riconosciuta come pratica di “cura relazionale”: stimola la memoria, attiva il dialogo, riduce la percezione di solitudine. E costa poco, in termini economici. Il che la rende, in un sistema sotto pressione come quello dei servizi alla persona, uno strumento particolarmente prezioso.
Il modello: volontari formati e biblioteca come regia
Quello che distingue questo progetto da una semplice iniziativa ricreativa è la struttura organizzativa che lo sorregge. Non si tratta di lettori improvvisati che si presentano con un libro sotto il braccio.
Il Comune pubblicherà un bando aperto per selezionare e formare un gruppo di volontari lettori, coordinati dalla Biblioteca Comunale “M. Braccagni”. Il percorso prevede formazione specifica, monitoraggio periodico degli incontri e una metodologia definita nella scelta dei testi e nella conduzione del dialogo successivo alla lettura.
L’assessore al welfare culturale del Comune di Colle di Val d’Elsa, Daniele Tozzi, ha inquadrato l’iniziativa nel più ampio dibattito sul welfare di comunità. Perché la cultura può diventare, non solo metaforicamente, infrastruttura della città e della società, con le parole che si trasformano in presidio di cura concreta.
Intergenerazionalità e presìdi culturali nelle RSA
Il progetto guarda anche oltre la fase iniziale. In una seconda fase è previsto il coinvolgimento delle scuole attraverso i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO) e incontri intergenerazionali: studenti e anziani che si incontrano attorno a un testo, costruendo un ponte tra mondi che raramente comunicano. Un’idea che non è nuova in assoluto ma che qui assume una forma istituzionale e replicabile.
C’è poi un’ulteriore prospettiva di sviluppo: la creazione di punti prestito all’interno delle strutture assistenziali, con libri ad alta leggibilità, audiolibri e materiali inclusivi. L’obiettivo è trasformare le RSA da luoghi di assistenza passiva a presìdi culturali attivi, integrati nel tessuto della comunità.
Il Comune di Colle di Val d’Elsa dichiara esplicitamente di voler costruire un modello replicabile su scala nazionale. Resta da vedere se e come questa ambizione si tradurrà in protocolli condivisibili con altri territori.
Una scommessa sul tempo libero degli anziani
“Parole in Compagnia” non risolve il problema strutturale della solitudine nelle RSA italiane. Ma offre una risposta concreta, a basso costo e ad alto impatto relazionale, in un settore dove le risorse scarseggiano e le sperimentazioni virtuose faticano spesso a superare i confini comunali.
Il fatto che il progetto parta dalla biblioteca pubblica dice qualcosa di interessante sul ruolo che le istituzioni culturali locali possono ancora svolgere nel welfare territoriale. Aprile è vicino. I lettori volontari si stanno formando, Pinocchio ha già cominciato il suo viaggio.
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