Addio ansia: ora è possibile inviare la posizione esatta della valigia smarrita direttamente alla compagnia aerea
Chi ha vissuto l’esperienza di arrivare a destinazione e trovarsi davanti a un nastro trasportatore che scorre senza mai restituire la propria valigia sa di cosa si parla. Un incubo che, peraltro, non è un’eventualità così rara. Nel 2024 le compagnie aeree hanno gestito in modo scorretto circa 33,4 milioni di bagagli in tutto il mondo, tra valigie consegnate in ritardo, danneggiate o definitivamente scomparse. Un numero impressionante che, per quanto in lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti, evidenzia ancora un problema strutturale irrisolto. Il tracciamento bagagli è diventato per questo una delle frontiere tecnologiche più attive del settore aereo e le novità degli ultimi mesi promettono di offrire nuove garanzie per i viaggiatori.
Le paure dei viaggiatori
Secondo un sondaggio globale di Flight Centre Travel Group, il 47% di loro indica i problemi con i bagagli — smarrimento, ritardi, danni, furti — tra le principali preoccupazioni quando prende un aereo. Una percentuale che si colloca appena sotto quella di chi teme ritardi e cancellazioni dei voli, citata dal 55% degli intervistati. In Italia il fenomeno ha una dimensione concreta e misurabile. Un’indagine per una nota compagnia di assicurazioni, rivela che oltre 4,7 milioni di italiani hanno subito nell’ultimo anno il furto o lo smarrimento del proprio bagaglio durante un viaggio aereo. Di questi, circa 4 milioni non hanno mai più rivisto la propria valigia, un milione e mezzo l’ha ricevuta in ritardo, mentre quasi 549mila viaggiatori hanno subito un furto direttamente in aeroporto, al di fuori quindi di qualsiasi responsabilità del vettore.
L’evoluzione tecnologica: dagli AirTag a Find Hub
Negli ultimi anni compagnie aeree e aeroporti hanno investito in modo crescente nei sistemi automatizzati per la gestione dei bagagli, dai banchi self-service per il deposito delle valigie fino alle soluzioni di tracciamento in tempo reale. Ma la vera svolta degli ultimi mesi sta nell’integrazione di questi sistemi con i dati che i passeggeri stessi possono fornire direttamente dal proprio smartphone. Apple aveva già aperto la strada con la funzione Share Item Location, che consente agli utenti di AirTag di condividere la posizione del dispositivo con la propria compagnia aerea. British Airways, Lufthansa, Qantas, Cathay Pacific e Virgin Atlantic sono state tra le prime a integrare questa possibilità nelle proprie procedure operative. Un passo importante, ma limitato all’ecosistema Apple. Ora Google ha fatto lo stesso passo sull’altro versante del mercato, portando il tracciamento bagagli a una platea molto più ampia.
Come funziona l’app di Google
La novità si chiama Find Hub ed è disponibile su Google Play per gli utenti Android. Attraverso l’app si genera un link sicuro contenente la posizione aggiornata del tag o dell’accessorio di rete compatibile inserito nel bagaglio, e lo si condivide direttamente con la compagnia aerea, copiandolo e incollandolo nell’app o sul sito ufficiale del vettore. Da quel momento la compagnia può seguire in tempo reale gli spostamenti della valigia, esattamente come fa il suo proprietario. La gestione della privacy è affidata direttamente al passeggero: la condivisione si può interrompere in qualsiasi momento con un semplice tocco sullo schermo, e si disattiva in modo automatico non appena il telefono rileva che l’oggetto è tornato nelle mani del proprietario. Nessun accesso permanente ai propri dati, nessuna cessione di informazioni al di là del necessario: solo una finestra temporanea aperta per risolvere un problema concreto.
Le compagnie aeree già coinvolte
Oltre dieci grandi compagnie aeree internazionali hanno già integrato il sistema di tracciamento bagagli tramite Find Hub nelle proprie procedure di recupero. Tra queste figurano Air India, China Airlines, Turkish Airlines, Scandinavian Airlines, Saudia Airlines e l’intero gruppo Lufthansa, che comprende Austrian Airlines, Brussels Airlines e Swiss International Airlines. Altre compagnie, tra cui Qantas, dovrebbero aderire a breve. Le piattaforme WorldTracer e NetTracer hanno già integrato la tecnologia grazie al lavoro di SITA e della società software Reunitus. Come ha sottolineato Nicole Hogg, Portfolio Director Baggage di SITA, “le compagnie aeree si trovano a operare in un contesto in cui i passeggeri si aspettano di poter vedere dove si trova il proprio bagaglio in ogni fase del viaggio”.
La valigia del futuro
Google ha annunciato anche un progetto che guarda più lontano: una collaborazione con un noto produttore di valigie per integrare direttamente la tecnologia Find Hub nei modelli di nuova generazione. L’obiettivo è di eliminare la necessità di acquistare e inserire un tag separato, rendendo il bagaglio stesso un oggetto connesso e tracciabile fin dal primo utilizzo. Se il progetto andrà in porto, il tracciamento bagagli diventerà una caratteristica standard dell’equipaggiamento da viaggio, esattamente come oggi lo è la ruota girevole o la serratura con combinazione. Un cambiamento quasi invisibile, ma capace di ridurre in modo significativo uno degli stress più comuni per chi viaggia in aereo.
TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SU SPAZIO50.ORG
© Riproduzione riservata
