Contro siccità e desertificazioni un intero Paese si è mobilitato per rafforzare il patrimonio boschivo nazionale
Milioni di persone di tutte le età hanno sfidato la pioggia, il vento e persino la neve, per piantare un albero. È quello che è accaduto lo scorso 14 febbraio in Algeria, quando l’intero Paese si è fermato per mettere a dimora cinque milioni di piantine in un solo giorno. Un record assoluto nella storia del Paese, e uno dei più grandi eventi di rimboschimento mai organizzati su scala nazionale in tutto il mondo. A scendere in campo, grazie anche all’intervento dei social, cittadini comuni, studenti, forze armate, polizia, gendarmeria, protezione civile, aziende pubbliche e private, associazioni. Tutti insieme, in tutte e 69 le province del Paese, comprese quelle che si affacciano sul Sahara.
L’Algeria verde contro siccità e incendi
Il Paese è il più vasto dell’Africa e il decimo al mondo per superficie — oltre 2,38 milioni di chilometri quadrati, quasi otto volte l’Italia — ma più dell’80% del suo territorio è desertico o semi-arido. Le foreste coprono appena il 3% del suolo nazionale, circa 4 milioni e 150 mila ettari secondo i dati ufficiali. Numeri che mostrano la fragilità di un ecosistema sotto pressione, particolarmente negli ultimi anni. Le siccità, infatti, si sono fatte più lunghe e intense, i fiumi si sono prosciugati, le falde acquifere si sono abbassate, i raccolti si sono dimezzati. Nel Sahara si sono registrate temperature record superiori ai 50 gradi e sono aumentati gli incendi. Il progetto “Algeria Verde” non è una trovata di facciata, ma una risposta necessaria a un’emergenza reale.
Argan, ulivo e carrubo: una scelta non casuale
La campagna, promossa dal ministero dell’Agricoltura in collaborazione con l’associazione ambientalista El Djazair El Khadra — in arabo “L’Algeria Verde” — ha seguito criteri scientifici precisi. Le piantine non sono state scelte a caso: il 71% sono alberi forestali, il 26% piante da frutto, il 3% specie ornamentali. Tra le varietà selezionate spiccano l’argan, il carrubo e l’ulivo, scelti non solo per le loro proprietà ambientali ma anche per il valore economico che possono restituire alle comunità locali.Ogni sito di rimboschimento è stato scelto tenendo conto del microclima e della composizione del terreno. È prevista l’irrigazione programmata e la protezione dal pascolo incontrollato, due fattori spesso trascurati nelle iniziative di rimboschimento frettoloso che poi falliscono nel giro di pochi anni. Questa volta, dicono le autorità, si punta alla continuità.
Il progetto Algeria verde sui social
Il successo dell’iniziativa si deve in gran parte a Fouad Maalla, un attivista ambientale algerino, fondatore del progetto “Algeria Verde” (El Djazair El Khadra), nato nel 2013 come semplice gesto personale: piantare un albero davanti a casa sua per combattere desertificazione e deforestazione. Maalla è molto attivo sui social, autore di slogan come “Khadra bi idni Allah” (“Verde, con la volontà di Dio”), che catturano milioni di follower, disposti a mobilitarsi per piantumazioni di massa su scala nazionale. L’iniziativa di febbraio segue quella del 25 ottobre 2025, quando sempre nell’ambito della stessa strategia, era stato piantato un milione di alberi in un giorno.
Una “Grande Muraglia” di alberi
Nel quadro green si inserisce anche il ritorno di un progetto storico: la “Grande Muraglia Verde”, concepita negli anni Settanta dall’allora presidente Houari Boumédiène. Si tratta di un corridoio forestale lungo 1.500 chilometri e largo circa 40, che dovrebbe attraversare il nord del Sahara dal confine tunisino fino al Marocco, come uno scudo verde contro l’avanzata delle sabbie. Il governo di Algeri ha annunciato la riattivazione di questo ambizioso programma, aggiornandolo alle conoscenze attuali: non più solo alberi forestali, ma anche specie da frutto, per coniugare la tutela ambientale con lo sviluppo economico delle comunità che abitano quelle zone.
La svolta green contro il carbonio
Anche il colosso energetico statale Sonatrach ha deciso di fare la sua parte: l’azienda, che gestisce i principali giacimenti di petrolio e gas del Paese, ha annunciato un piano per piantare oltre 400 milioni di alberi in diverse regioni algerine, nell’ambito di una strategia più ampia di riduzione delle emissioni di carbonio. Un segnale importante, che dimostra come anche il settore industriale stia cercando di fare i conti con la propria impronta ecologica. Il progetto Algeria Verde rappresenta oggi uno degli esempi più significativi di come un governo possa mobilitare l’intera società civile attorno a una sfida ambientale. Un modello che, visti i cambiamenti climatici in atto su scala globale, potrebbe ispirare molti altri Paesi.
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