Quando l’anno dei mondiali finisce con il numero 6, qualcosa di memorabile si prepara. È successo solo tre volte, tutte difficili da dimenticare.
Leonardo Guzzo
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Il 22 giugno di quarant’anni fa, ai Mondiali in Messico, il “pibe de oro” siglava la rete più iconica di tutti i tempi
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Quando non è il più veloce, è quello che fa meno errori. Anche le statistiche confortano Kimi: chi ha vinto quattro gare su cinque all’inizio, ha sempre conquistato il mondiale
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Cinquant’anni dopo Adriano Panatta, Jannik conquista gli Internazionali d’Italia. A soli 24 anni ha già vinto tutti i titoli Master 1000 del tennis professionistico
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Una vita da pilota e una da eroe. Campione di Formula Indie, nel 2001 perde le gambe in un incidente. Torna a vincere in pista e poi conquista quattro ori paralimpici in handbike. Se ne va un simbolo globale di rinascita.
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Il 25 giugno del 1876 il Settimo Cavalleggeri del generale Custer fu annientato dai nativi americani che difendevano le proprie terre. L’unico superstite si chiamava in realtà Giovanni Martini, era emigrato dall’Italia solo tre anni prima
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Tredici itinerari tra arte, fede e storia per riscoprire Napoli attraverso le donne che l’hanno plasmata. Il progetto del Comune e dell’Arcidiocesi.
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Sei designer italiani espongono a San Paolo creazioni ispirate al Brasile. La mostra “5+1” all’Istituto Italiano di Cultura celebra l’Italian Design Day
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Jannik Sinner vince il Masters 1000 di Montecarlo, batte Alcaraz in finale e torna numero uno ATP. Quattro Masters 1000 consecutivi: solo Nadal e Djokovic prima di lui.
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Cinquant’anni fa si spegneva una delle voci letterarie più pure del Novecento italiano. Gioiosa e malinconica, seria e bambina, la sua poesia è una lunga “testimonianza d’amore”
