L’Italia si conferma tra i Paesi europei più efficienti nel recupero degli imballaggi in alluminio. I dati del 2025 mostrano un sistema che non solo rispetta i target comunitari, ma li anticipa di cinque anni.
Numeri sopra la media europea
Nel 2025, il tasso di riciclo degli imballaggi in alluminio in Italia si è attestato al 69,5%, con un recupero complessivo che sale al 72,9% se si include la gestione dei materiali compositi. Sono i dati presentati all’assemblea annuale di Cial, il Consorzio nazionale imballaggi alluminio. Il sistema nazionale supera il target europeo fissato al 50% per il 2025 e anticipa anche quello del 2030, che è fissato al 60%.
La quantità di imballaggi riciclati ha raggiunto le 65mila tonnellate, il livello più alto degli ultimi anni, con un incremento del 4,2% rispetto al 2024. Il lieve calo di due punti percentuali rispetto al dato precedente non è il segnale di un arretramento: dipende dall’aumento del 7% delle quantità immesse sul mercato, a sua volta legato a una migliore congiuntura economica e all’applicazione di nuovi criteri di calcolo imposti dalla normativa europea, che includono anche la quota di alluminio presente negli imballaggi compositi.
Il grande riciclo di lattine
È il dato sulle lattine per bevande a segnare la performance più rilevante: un tasso di riciclo del 92,8%, in crescita di 5,5 punti percentuali rispetto all’anno prima. È il risultato di una procedura di misurazione dedicata avviata da Cial nel 2021, condivisa con il Consorzio Conai.
Il confronto con il panorama europeo restituisce un quadro interessante. In Europa, il tasso medio di riciclo delle lattine nei Paesi che hanno adottato il sistema con deposito cauzionale, il cosiddetto DRS, ancora al centro del dibattito in molti Paesi, si aggira attorno al 92%. Includendo anche i sistemi basati sulla raccolta differenziata, la media complessiva scende al 75%. L’Italia, pur senza deposito cauzionale, si posiziona ai vertici del continente.
Clima e risparmio energetico: i benefici concreti del riciclo
Le 65mila tonnellate riciclate nel 2025 hanno permesso di evitare l’emissione di circa 460mila tonnellate di CO₂ equivalenti. A questo si aggiunge un risparmio energetico corrispondente a 205mila tonnellate equivalenti di petrolio. Entrambi i valori superano quelli del 2024, per effetto delle maggiori quantità avviate al riciclo.
Il dato ha una radice tecnica precisa: l’alluminio riciclato richiede soltanto il 5% dell’energia necessaria per produrre alluminio primario da bauxite. Questo significa che ogni lattina o imballaggio recuperato è una riserva di energia già incorporata, riutilizzabile senza quasi nessun costo aggiuntivo rispetto alla produzione primaria. Una caratteristica che rende l’alluminio uno dei materiali più convenienti, sul piano ambientale, nell’economia circolare.
Il sistema consortile
Il perimetro operativo di Cial include oggi 429 convenzioni attive con i gestori locali, per una copertura che raggiunge il 79% della popolazione italiana e il 71% dei comuni.
Al Nord, nel corso del 2025, sono stati aggiunti circa 600mila abitanti rispetto all’anno precedente. Il sistema è in grado di operare anche nei piccoli comuni, che tradizionalmente rappresentano la parte più difficile da raggiungere per i consorzi di filiera. Sono risultati che dimostrano come sostenibilità ambientale ed efficacia economica non sono obiettivi in contraddizione, e che il modello italiano può essere un punto di riferimento per il riciclo di qualità su scala europea.
Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi
Il 22 gennaio 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, noto con l’acronimo PPWR. Entrato in vigore l’11 febbraio 2025, diventerà applicabile dal 12 agosto 2026 e introdurrà cambiamenti significativi per l’intera filiera: dalla progettazione degli imballaggi fino ai sistemi di raccolta e riciclo.
Tra le novità di maggiore impatto figura l’introduzione di un’etichettatura ambientale armonizzata: entro il 12 agosto 2028, tutti gli imballaggi dovranno riportare indicazioni sulla corretta destinazione di conferimento.
Cial partecipa ai tavoli di lavoro nazionali e internazionali per accompagnare questa transizione e sta già lavorando in sinergia con le istituzioni europee per anticipare i nuovi standard, capitalizzando i risultati già raggiunti dal sistema nazionale.
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