Stop alle perdite di tempo mascherate da infortuni: se il portiere finge mette la squadra in difficoltà
Il calcio inglese si prepara a vivere una piccola rivoluzione regolamentare. La Football Association, la Premier League, l’English Football League, la National League e la Women’s Super League hanno ottenuto il via libera dall’International Football Association Board, l’organo della Fifa che custodisce il regolamento. La sperimentazione riguarda una delle situazioni più controverse del gioco moderno: il portiere che cade a terra e ferma la partita per un presunto problema fisico. Da oggi, se un portiere interrompe il gioco richiedendo l’intervento del fisioterapista, la sua squadra dovrà pagare un prezzo. Resterà in dieci giocatori per un minuto intero dopo la ripresa delle operazioni.
Cosa prevede la nuova regola
L’allenatore della squadra dovrà indicare immediatamente un giocatore di movimento che lascerà il campo. Quel calciatore resterà fuori almeno sessanta secondi dal momento in cui il gioco riprenderà. Se il tecnico non comunicherà il nome entro dieci secondi, a uscire sarà il capitano. Una procedura secca, senza margini di interpretazione. La norma punta a garantire che gli infortuni reali vengano gestiti con la dovuta attenzione, ma soprattutto a eliminare quelle pause ad hoc che spezzano il ritmo delle partite e che spesso nascondono tattiche di gestione del tempo. Il calcio inglese compie così un passo deciso verso un calcio più fluido e meno incline alle interruzioni strumentali.
L’eredità di Donnarumma
Il provvedimento non nasce dal nulla. Lo scorso novembre, durante un match di Premier League, il manager del Leeds United Daniel Farke accusò il portiere del Manchester City Gigio Donnarumma di aver simulato un infortunio per aggirare le regole e interrompere il gioco. Un episodio che fece scalpore e che riaccese il dibattito su un fenomeno ormai endemico. I portieri, si sa, godono di uno status particolare. Qualsiasi contatto sospetto o caduta improvvisa basta a fermare l’azione, spesso senza conseguenze per chi ne approfitta.
Il prezzo della sanzione
Con questa novità, il calcio inglese cambia la dinamica completamente. Se un estremo difensore cade a terra e il gioco si blocca, la sua squadra non potrà più respirare con un uomo in più. Anzi, dovrà fronteggiare un minuto di inferiorità numerica. Una sanzione che trasforma quella che fino a ieri era una strategia a costo zero in un rischio concreto. Il calcio inglese, come sempre, si muove con pragmatismo, introducendo una norma che tocca il cuore della partita e costringe le squadre a valutare attentamente il rapporto tra beneficio e danno di una sospensione.
Le eccezioni che salvano i veri infortuni
I legislatori hanno previsto una serie di eccezioni che scattano in circostanze specifiche. La regola non si applica quando un portiere dichiara di non aver bisogno del fisioterapista e non ha causato lui stesso l’interruzione del gioco. Non scatta nemmeno quando il portiere si scontra con un giocatore di movimento o quando subisce un fallo e necessita di cure immediate. La stessa deroga vale per le emorragie e per gli infortuni gravi che richiedono la sostituzione o che riguardano una commozione cerebrale. Queste eccezioni dimostrano l’attenzione dei legislatori nel distinguere tra chi simula e chi soffre realmente. Se funzionerà, potrà presto diventare patrimonio di tutto il calcio mondiale.
Un precedente per il calcio globale
La decisione dell’IFAB di concedere il via libera alla sperimentazione rappresenta un segnale importante. Non è la prima volta che il calcio inglese fa da apripista per cambiamenti epocali. Il Var, il goal-line technology, le sostituzioni aggiuntive in caso di commozione cerebrale sono passati da qui. La nuova regola sui portieri potrebbe seguire la stessa strada. L’impatto sul gioco sarà profondo. Le squadre dovranno ripensare le loro strategie di gestione del tempo, soprattutto nei minuti finali delle partite. Il portiere non potrà più cadere a terra per spezzare il ritmo di un avversario in attacco o per far rifiatare i compagni.
Il ruolo dei fisioterapisti
Un altro aspetto cruciale riguarda il lavoro dei fisioterapisti. Con la nuova regola, il loro intervento diventa ancora più delicato. Dovranno valutare in pochi secondi la gravità di un infortunio, consapevoli che la loro decisione potrebbe condannare la squadra a giocare in inferiorità numerica. Un peso non indifferente, che richiede preparazione e lucidità. Ma è proprio questo il senso della sperimentazione: responsabilizzare tutti gli attori in campo, dal portiere al medico, dall’allenatore al capitano.La Premier League, in particolare, è da sempre il campionato più osservato del mondo, il laboratorio dove le innovazioni regolamentari trovano la loro prima verifica sul campo. Presto potremmo vedere applicata la stessa regola anche in Serie A, in Liga o in Bundesliga.
Il verdetto del campo
I primi test saranno decisivi per capire se la nuova regola produrrà gli effetti sperati. Tutti si chiedono se si assisterà a un calcio inglese più fluido, con meno interruzioni sospette, e se i portieri rinunceranno alle loro finte per paura di lasciare la squadra in dieci. Oppure, si domandano gli osservatori, se troveranno nuovi modi per aggirare l’ostacolo. La risposta la daranno le partite, come sempre. Ma una cosa è certa: il calcio inglese ha dimostrato ancora una volta di non avere paura di cambiare. E di farlo con lo stile asciutto e diretto che lo contraddistingue. Senza giri di parole: solo regole chiare e conseguenze certe.
Credit foto: IOIO IMAGES/Shutterstock.com
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