Europei 2026: dalla gara individuale al sincro misto l’atleta è il nuovo volto dello sport italiano
La piscina del Paris La Défense Arena eri ha trattenuto il fiato e poi è esplosa per lei. Così Chiara Pellacani ha firmato una delle pagine più belle del nuoto italiano agli Europei di Parigi 2026, guadagnando due ori nella stessa giornata. L’azzurra conquista prima il titolo nel sincro trampolino 3 metri misto con Matteo Santoro, in finale alle 19, quindi replica alle 21 nel trampolino 1 metro femminile, salendo due volte sul gradino più alto del podio nella stessa sera. Un back to back che porta a tre il bottino di medaglie d’oro in questa rassegna, dopo il successo nel mixed team event di venerdì. La 24enne romana sta letteralmente dominando la scena, avvicinandosi ai record di un’altra grande: Tania Cagnotto.
Una doppietta da leggenda
Con le sue performance da record Chiara Pellacani ha dimostrato una solidità mentale e tecnica fuori dal comune, gestendo la pressione e la fatica con la lucidità dei grandi campioni. Nella finale del trampolino da un metro ha totalizzato 298.90 punti, staccando nettamente la svizzera Michelle Luisa Heimberg (258.80) e la britannica Desharne Bent-Ashmeil (254.35). Due ore prima, aveva conquistato il pubblico insieme a Matteo Santoro nel sincro misto da tre metri. La coppia azzurra ha chiuso con 305.85 punti, una prestazione perfetta che ha messo in fila la coppia di atleti neutrali russi (286.17) e quella tedesca (284.19). L’affiatamento tra i due nasce quasi da bambini, e si traduce in una naturalezza in gara che lascia senza fiato. Lo stesso Santoro, dopo il trionfo, ha affermato: “Con Chiara è tutto più facile. Nei primi due tuffi mi tremavano le gambe ma con lei di fianco ce la faccio sempre”. Un legame che va oltre lo sport e che diventa un’arma in più per dominare le competizioni.
Chiara Pellacani nella storia dei tuffi europei
La tripletta d’oro a Parigi 2026 non è solo una questione di medaglie. Chiara Pellacani sta scrivendo il suo nome accanto a quello di Tania Cagnotto, la più grande tuffatrice italiana di sempre. Con l’oro di Parigi, la romana ha conquistato la sua diciottesima medaglia a livello europeo, la nona d’oro, diventando la seconda tuffatrice più medagliata della storia dei campionati continentali. Un traguardo che la proietta nell’Olimpo della disciplina, superando leggende del calibro di Vera Ilina e Yulia Pakhalina. La giornata azzurra, peraltro, non si ferma a lei. C’è anche l’argento nel duo tecnico misto artistico firmato da Filippo Pelati e Lucrezia Ruggiero, fermati a 0.6691 punti dai britannici. Un risultato che inorgoglisce il direttore tecnico Patrizia Giallombardo e che conferma la salute del movimento italiano. Ma è la tuffatrice romana a rubare la scena, con una capacità di ripetersi ad altissimo livello che pochi atleti al mondo possiedono.
Le radici di un talento inarrestabile
Per capire Chiara Pellacani bisogna tornare indietro, ai primi tuffi nel centro federale di Pietralata. Nata a Roma il 12 settembre 2002, ha incontrato la disciplina da bambina e l’ha resa il centro della sua vita. Secondo alcuni racconti aveva appena 6 anni quando iniziò ad allenarsi seriamente; per altri fu un compagno di scuola a convincerla a provare il trampolino a 8 anni. In ogni caso, il tratto decisivo è uno solo: l’impatto immediato con una specialità che richiede coraggio, precisione e una disciplina quasi assoluta. A 14 anni debutta in nazionale maggiore agli Europei di Kiev 2017; l’anno dopo, a Glasgow, arriva il primo oro continentale nel sincro 3 metri con Elena Bertocchi, diventando la più giovane azzurra di sempre a vincere un titolo europeo a 15 anni e 11 mesi.
Da Kiev al trionfo di Parigi
Da lì in poi, gli Europei diventano il suo terreno più fertile. A Kiev 2019 vince l’oro nel sincro dalla piattaforma; a Budapest 2020 conquista l’oro nel sincro misto, l’argento nel trampolino da 3 metri e il bronzo da 1 metro. Roma 2022 rappresenta uno dei vertici della sua carriera continentale: in casa, davanti al pubblico italiano, Chiara Pellacani mette insieme un oro nel trampolino da 3 metri, un argento nel sincro e due bronzi, dimostrando una versatilità rara anche ai massimi livelli. Negli anni successivi la traiettoria non rallenta. Ad Antalya 2025 torna sul gradino più alto nel trampolino da 1 metro e conferma l’intesa con Santoro. In totale il palmarès della tuffatrice azzurra vanta 1 oro, 2 argenti e 4 bronzi ai Campionati Mondiali, oltre a 9 ori, 5 argenti e 4 bronzi ai Campionati Europei, impreziosito dallo storico oro iridato nel trampolino 3m sincro misto vinto a Singapore nel 2025 in coppia con Matteo Santoro.
Il valore olimpico
L’atleta ha partecipato a Tokyo 2020 e Parigi 2024, sfiorando il podio in entrambe le edizioni. Nei tuffi, dove la differenza si gioca in pochi decimi, la continuità di rendimento vale quasi quanto un titolo. La sua capacità di restare competitiva su tre specialità e attraverso più cicli internazionali è il segno di una solidità tecnica e mentale non comune. E poi c’è il legame con gli Stati Uniti, dove si è allenata e ha studiato, che raccontano il cambiamento di ritmo e di mentalità rispetto all’ambiente italiano. La storia di Chiara unisce tre elementi narrativi forti: il talento precoce, la crescita tecnica e la longevità competitiva. Non è solo una campionessa di oggi, ma una sportiva che sembra aver già attraversato più fasi della propria carriera pur essendo ancora molto giovane. E gli ori a Parigi 2026 sono solo l’ultimo capitolo di una storia che promette un finale ancora lontano.
Credit foto: Marco Iacobucci Epp/Shutterstock.com
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