Il Report 2026 fotografa una vera e propria emergenza sociale: +191% di over 65 in difficoltà in dieci anni
Anziani sempre più soli e impoveriti. La fotografia scattata dalla Caritas Italiana dà l’immagine di un Paese in cui le difficoltà sociali non accennano a diminuire. Non solo: conferma il progressivo invecchiamento della popolazione vulnerabile. L’età media delle persone seguite, infatti, ha raggiunto i 48 anni nell’ultimo anno, con una crescita rispetto ai 46 anni registrati un triennio prima. Ma colpiscono prevalentemente i dati sulla componente anziana della popolazione. Nell’arco di un decennio, infatti, gli anziani seguiti sono aumentati del 191%. Un dato che evidenzia come la vulnerabilità economica si salda all’invecchiamento, alla precarietà della salute, alla solitudine e alla crisi delle famiglie.
Poveri a due velocità: italiani over 55, stranieri under 45
Nel Report si legge che l’età media delle persone accompagnate ha raggiunto i 48 anni, confermando un progressivo invecchiamento della popolazione in condizione di vulnerabilità. Solo tre anni fa questo valore si attestava a 46 anni. Tra le persone di origine straniera l’età media si ferma a 42,9 anni mentre tra gli italiani sale a 55,3 anni. Anche la distribuzione per classi d’età evidenzia chiaramente il divario legato alla cittadinanza. Oltre la metà degli utenti italiani si colloca tra gli over 55, mentre tra gli stranieri oltre il 50% rientra nelle fasce 18-34 e 35-44. Si tratta di un dato particolarmente significativo, che restituisce due profili differenti. Da un lato una povertà italiana sempre più anziana, spesso legata a pensioni insufficienti, solitudine, fragilità sanitarie e precarietà abitativa. Dall’altro una vulnerabilità straniera più giovane, frequentemente connessa a condizioni di precarietà lavorativa, lavoro povero, instabilità abitativa e percorsi migratori ancora incompiuti.
La povertà degli anziani in forte crescita
Tra le tendenze più significative che emergono dal Report statistico spicca l’aumento della componente anziana accompagnata dalla rete Caritas nel corso dell’ultimo decennio. Se nel 2015 gli over 65 rappresentavano il 7,7% delle persone seguite, nell’ultimo anno la loro incidenza raggiunge il 15,4% del totale, e il 26,3% tra i cittadini italiani. Ancora più evidente appare la crescita in valore assoluto: in dieci anni si è registrato infatti un + 191%, a fronte di un aumento complessivo dell’utenza del 48%. È un dato che richiama l’attenzione su un intreccio sempre più stretto tra povertà economica, invecchiamento, fragilità sanitaria, indebolimento delle reti familiari e isolamento sociale. Federica De Lauso, ricercatrice Caritas, dichiara a Vatican News che sempre di più la povertà si combina a situazioni di malattie croniche, di malattie mentali, di handicap e tutto questo anche per gli anziani, soprattutto per gli over 65, sta a significare un onere e delle fatiche in più, quindi salute, deprivazione materiale, problemi abitativi che si sommano.
Solitudine, il moltiplicatore delle fragilità
Accanto all’invecchiamento cresce anche la solitudine. Le persone sole sono passate, nello stesso arco temporale, da un’incidenza del 23,8% al 32,9% del totale degli assistiti. Quasi un utente su tre è rappresentato da un nucleo composto da una sola persona. Le traiettorie di vita sono spesso attraversate da eventi critici, quali lutti, separazioni o altre forme di rottura biografica, che possono compromettere la disponibilità di risorse economiche, relazionali e sociali. Secondo il rapporto, la solitudine agisce come un moltiplicatore delle fragilità: il 59,9% delle persone sole sperimenta forme di povertà multipla, con difficoltà economiche, sanitarie e abitative concomitanti. Come sottolinea Caritas, “in questa prospettiva la povertà si mostra sempre di più come progressivo assottigliarsi dei legami, delle relazioni di prossimità e delle possibilità concrete di essere accompagnati nei momenti di maggiore difficoltà”. La povertà degli anziani, in particolare, appare strettamente connessa a questa dimensione relazionale: chi invecchia da solo rischia di vedere rapidamente erose le proprie risorse economiche e sociali, in assenza di una rete familiare in grado di offrire sostegno.
Lavoro povero e difficoltà abitative
La maggior parte di chi si è rivolto alla Caritas (78%) lo fa per carenza di reddito, tanto che l’Isee medio è inferiore ai 5.000 euro. Quasi la metà di chi si rivolge alla Caritas è disoccupata, ma addirittura il 24% ha un lavoro che non permette di arrivare in modo dignitoso a fine mese. Il fenomeno del lavoro povero assume particolare rilievo nelle fasce centrali di età, raggiungendo il 31,7% tra i 35-44enni. La vulnerabilità abitativa coinvolgeva il 34,9% delle persone seguite, mentre l’11,8% ha faticato a sostenere i costi dell’abitazione tra affitti, utenze e spese domestiche. L’aumento più significativo degli assistiti si osserva nel Nord Italia (+61,8%), a testimonianza di un disagio che attraversa trasversalmente tutto il territorio nazionale. Se si considera che l’inflazione nell’area euro si attesterà quest’anno almeno al 3,1%, il rischio è che la povertà degli anziani e delle famiglie più fragili possa ulteriormente aggravarsi, erodendo il potere d’acquisto di pensioni già insufficienti.
Famiglie monogenitoriali e minori in difficoltà
Da non sottovalutare la condizione di tante famiglie, di sovente monogenitoriali, che sono i soggetti che chiedono più spesso aiuto: il 52% ha figli minori, pari a 147 mila nuclei, come il numero di bambine e ragazzi in ristrettezza economica assistiti dalla rete Caritas. Si tratta di un dato che evidenzia come la povertà degli anziani non esaurisca il quadro complessivo delle fragilità, ma si inserisca in un contesto più ampio di difficoltà diffuse che coinvolgono trasversalmente diverse generazioni. Le famiglie con figli minori rappresentano una fetta significativa dell’utenza, segnalando l’urgenza di interventi che sostengano la genitorialità in condizioni di precarietà. Il fenomeno della povertà degli anziani, in particolare, richiede interventi mirati che tengano conto della fragilità crescente di una fascia di popolazione sempre più esposta al rischio di esclusione sociale, in un contesto in cui le politiche di welfare sembrano faticare a contrastare un’emergenza che si fa cronica.
Credit foto: Alexander Raths/Shutterstock.com
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