In campo 48 squadre, 5 milioni di tifosi e un sistema di controlli senza precedenti
I Mondiali di calcio del 2026 sono il progetto più ambizioso mai immaginato finora. Per la prima volta nella storia del torneo, si sono qualificate otto nazionali arabetra cui Marocco, Tunisia, Egitto, Algeria, Arabia Saudita, Qatar, Iraq e Giordania. Haiti torna per la prima volta dal 1974, mentre l’Uzbekistan, Curaçao, Capo Verde e Giordania sono all’esordio. Svolgendosi negli stadi di Stati Uniti, Canada e Messico, sono anhe il più grande evento sportivo mai organizzato dalla FIFA, con 48 squadre attese quest’anno rispetto alle 32 che hanno partecipato al torneo del 2022 in Qatar. La Federazione ha stimato che più di cinque milioni di tifosi assisteranno alle 104 partite disputate nei tre paesi ospitanti, rendendolo così il più grande Mondiale della storia in termini di scala e geografia.
Il peso della situazione internazionale
Il torneo però si svolge in un momento di acute tensioni geopolitiche. Il Dipartimento di Stato americano ha completamente sospeso il rilascio dei visti per i cittadini di alcuni paesi le cui squadre si sono qualificate, tra cui l’Iran e Haiti, nonostante per Haiti si tratti della prima qualificazione ad un Mondiale dal 1974. Solo una settimana prima dell’inizio del torneo, la Federazione calcistica dell’Iran ha riferito che a migliaia di tifosi sono stati revocati i biglietti. Non solo. Al capo della Federazione calcistica palestinese è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti, mentre i tifosi in Marocco si sono scontrati con il rifiuto del visto, e molti hanno perso migliaia di dollari in piani di viaggio già confermati.
L’algoritmo dei visti
Per gli altri paesi del Medio Oriente la strada da percorrere è in salita a seconda della nazione. I tifosi di nazioni come la debuttante Giordania hanno dovuto richiedere i visti con molti mesi di anticipo. Sebbene i tempi di attesa siano poi migliorati, c’è stato un tasso di rifiuto superiore al 40%. Barriere simili sono emerse in tutta l’Africa. I tifosi della Costa d’Avorio e del Senegal hanno fatto i conti con diverse segnalazioni di visti respinti. Mentre le autorità USA hanno negato a un arbitro somalo, con visto statunitense già approvato, l’ingresso al momento dello sbarco a Miami. A dimostrazione di come l’approvazione ufficiale del viaggio non garantisca necessariamente l’ammissione alla frontiera.
Il prezzo del sogno americano
Oltre agli ostacoli legati ai visti, i tifosi, i giocatori e lo staff calcistico di alcune nazioni africane partecipanti ai Mondiali, potrebbero versare depositi cauzionali d’ingresso fino a 15.000 dollari. Le linee guida del Dipartimento di Stato affermano che i candidati possono essere sottoposti a controlli e screening approfonditi, inclusa la revisione dei social media e delle attività online. Alcuni casi vengono poi reindirizzati al ‘trattamento amministrativo’, una revisione di sicurezza a tempo indeterminato che può durare settimane o mesi senza una tempistica chiara. A ciò si aggiungono i controlli biometrici sia nella fase del visto che in quella di frontiera, che possono includere il rilevamento delle impronte digitali e tecnologie di confronto facciale, le quali possono causare ulteriori ritardi o portare a controlli supplementari anche per chi è in possesso di un visto approvato.
L’IA controlla le frontiere
Le nuove tecnologie stiano cambiando il modo in cui le persone attraversano le frontiere. Questo include l’uso di sistemi di IA, sorveglianza biometrica, triage dei visti. È noto, inoltre, che i funzionari dell’immigrazione utilizzano la tecnologia per tracciare e monitorare le persone che attraversano la frontiera con visti temporanei, anche dopo il loro ingresso negli Stati Uniti. Per chi riesce a entrare nel paese, resta poi il problema dei costi. I prezzi dei biglietti sono circa tre volte più alti rispetto a Qatar 2022. Il sistema di dynamic pricing non prevede alcun tetto e la Fifa trattiene il 30% su ogni rivendita. Si prevede che guadagnerà circa 3 miliardi di dollari, il triplo di quattro anni fa . Oltre 180mila biglietti risultano ancora invenduti, nonostante un calo dei prezzi del 20% nell’ultimo mese. Per la finale al MetLife Stadium del New Jersey i posti più economici partono da oltre 4.000 dollari.
Un Mondiale sotto sorveglianza
La tecnologia controlla ogni movimento, dentro e fuori gli stadi. La Federazione ha creato il sistema di assistenza arbitrale più preciso mai impiegato nel calcio: scansioni a 360 gradi di ogni giocatore, precise fino a 1-2 millimetri; 16 telecamere che seguono costantemente più di venti punti anatomici su ciascun calciatore; un pallone da gara che registra la propria posizione 500 volte al secondo. Poi ci sono le tecnologie di riconoscimento facciale, che sottopongono a controlli i tifosi agli ingressi degli stadi. Cani robot che pattugliano gli impianti di Dallas e del New Jersey, oltre allo stadio di Monterrey, in Messico. Ma le polemiche non si fermano. I video diffusi sui social delle lunghe perquisizioni, borsone per borsone e con cani antidroga, dei calciatori del Senegal e dell’Uzbekistan hanno scatenato l’accusa di trattare gli ospiti sportivi come criminali.
Credit foto: kovop/Shutterstock.com
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