Obiettivo della nuova figura: ascoltare, vigilare e promuovere politiche mirate per la terza età, contrastando solitudine, abusi e disagio sociale
Milano è una delle città italiane con il tasso di invecchiamento più elevato, con oltre 309mila residenti over 65 anni e più di 116mila ultraottantenni. Di loro da oggi si occuperà il Garante dei diritti degli anziani nella persona di Paolo Favini. La presentazione è avvenuta ieri in occasione della Giornata Internazionale per la consapevolezza degli abusi sugli anziani. All’incontro hanno preso parte istituzioni, enti del terzo settore e stakeholder, per gettare le basi per una collaborazione stabile e progettuale a favore della popolazione over 65. Il sindaco Giuseppe Sala ha definito l’iniziativa “una conquista di cui dobbiamo essere fieri come comunità”. La figura del Garante dei diritti degli anziani della Città metropolitana di Milano, ha aggiunto, sarà in grado di mettersi in ascolto delle istanze di assistenza, socialità e valorizzazione delle persone anziane, dialogando con le amministrazioni locali e le realtà associative.
Il Garante sul campo
Il regolamento approvato dal Consiglio metropolitano definisce con precisione i compiti del nuovo organismo. Il Garante dei diritti degli anziani della Città metropolitana di Milano vigila sull’applicazione delle norme a tutela delle persone anziane, sostiene iniziative per prevenire discriminazioni e promuove azioni per diffondere la conoscenza dei diritti tra i cittadini e gli enti del territorio. Particolare attenzione è riservata al raccordo con i Comuni e con le organizzazioni iscritte al Registro unico nazionale del Terzo Settore per favorire una programmazione condivisa delle politiche sociali.
Tra le prime iniziative già operative, spiccano le visite guidate settimanali gratuite a Palazzo Isimbardi, pensate per favorire aggregazione e inclusione culturale tra gli anziani. In autunno, inoltre, è previsto un grande convegno che coinvolgerà esponenti della medicina, delle forze dell’ordine, del terzo settore e della comunità scientifica. L’evento affronterà temi cruciali come la salute, l’invecchiamento attivo, la sicurezza e la prevenzione delle truffe. Ma anche il rapporto con la pubblica amministrazione attraverso l’alfabetizzazione digitale, fino ai temi del fine vita e dei diritti degli anziani.
Sul fronte della sicurezza, il Garante dei diritti degli anziani di Milano sta sviluppando progetti specifici contro raggiri e truffe, anche digitali, in collaborazione con la Polizia locale e le Forze dell’ordine. Parallelamente, saranno avviati percorsi di alfabetizzazione digitale per ridurre l’isolamento sociale e agevolare l’accesso ai servizi pubblici. In ambito sanitario, la collaborazione con ATS e le strutture territoriali punta a potenziare la presa in carico dei pazienti cronici e a promuovere soluzioni di teleassistenza, sulla scorta di esperienze già positive in altri contesti.
Il ‘Tutor del tempo’ e la prevenzione degli abusi
Tra le progettualità in fase di sviluppo, merita attenzione il ‘Tutor del tempo’, un modello innovativo che punta a valorizzare le competenze e le esperienze degli over 60, promuovendo relazioni positive, partecipazione attiva e supporto tra pari. L’obiettivo è contrastare la solitudine e l’isolamento, favorendo al contempo un invecchiamento attivo e consapevole. Il neo Garante Paolo Favini, ha richiamato i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui il 16% delle persone over 60 ha subito qualche forma di violenza: il 2,6% fisica, l’11,6% psicologica e il 6,8% finanziaria. Favini ha sottolineato la necessità di un cambiamento culturale che riconosca alle persone anziane dignità, rispetto, sicurezza e piena inclusione sociale, valorizzando le loro capacità a beneficio dell’intera collettività. La prevenzione primaria e la sensibilizzazione diventano quindi strumenti chiave per garantire una tutela effettiva dei diritti della terza età.
Una sfida per tutta la comunità
L’istituzione del Garante dei diritti degli anziani rappresenta una scelta strategica per orientare le politiche sociali del prossimo decennio. Il percorso tracciato dalla Città metropolitana di Milano si fonda sull’ascolto e sulla collaborazione tra istituzioni, enti locali, terzo settore e società civile. L’obiettivo è promuovere una nuova cultura dell’invecchiamento, che non consideri gli over 65 come un peso, ma come una risorsa di esperienza e competenza. In questo senso, il garante si configura non solo come un tutore dei diritti, ma come un motore di innovazione sociale. Capace di generare risposte concrete ai bisogni emergenti di una popolazione che, numeri alla mano, continuerà a crescere nei prossimi anni. Con le funzioni di vigilanza, ascolto e proposta, la nuova figura contribuisce a rendere la città più inclusiva, attenta e rispettosa delle sue generazioni più longeve.
Credit foto: Hans Elmo/Shutterstock.com
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