Dal 17 luglio alla Galleria Civica di Trento un progetto espositivo tra arte e antropologia sui luoghi fragili e abbandonati
A partire dal pensiero dell’antropologo Vito Teti e nel solco delle proposte del Mart negli spazi della Galleria Civica di Trento, la mostra ‘Pietre di pane’ propone una nuova indagine sui luoghi fragili, spopolati e abbandonati con particolare attenzione alle “terre alte”. L’esposizione, che si terrà dal 17 luglio al 15 novembre 2026, trasforma gli spazi di via Rodolfo Belenzani in un laboratorio di riflessione sulle geografie culturali e sulla possibilità di sperimentare impegno, cura e responsabilità attraverso l’arte. Al centro del progetto espositivo c’è la “restanza”. Rovesciando gli stereotipi legati all’emigrazione, la restanza riguarda tutti i cittadini, nelle città come nelle aree interne. Interroga la relazione che ciascuno stabilisce con il luogo in cui abita, chiamando a essere protagonisti dello spazio in cui si vive, a prendersene cura e a diventare “guardiani” del bene comune.
Restanza tra permanenza e rigenerazione
Col termine restanza Teti descrive una condizione che va oltre la semplice permanenza fisica in un luogo. La restanza non indica un pigro e inconsapevole stare fermi. Né un attendere muti e rassegnati. Al contrario, per Teti denota un movimento, una tensione, un’attenzione. La parola ha un’origine concreta: nelle lingue contadine indicava il pane che “restava” dai giorni precedenti, che non si gettava ma si conservava indurito per essere consumato nei giorni successivi. In un’epoca segnata dalle migrazioni, la restanza rappresenta il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi: significa sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente. Il concetto è stato recentemente reso popolare anche dal film ‘Un mondo a parte’ di Riccardo Milani, che ha contribuito a portare all’attenzione del grande pubblico il tema del ritorno e della riappropriazione dei luoghi d’origine.
Un percorso tra latenze, attriti, derive e riattivazioni
Intrecciando opere delle Collezioni del Mart con interventi site-specific e un panel di opere di arte pubblica e attività extramuros, il percorso di ‘Pietre di pane’ prende forma attraverso una costellazione di villaggi, nuclei di memorie parziali e architetture silenziose organizzati attorno a diversi campi di intensità. Le sezioni espositive si sviluppano intorno a quattro concetti chiave. Latenze, in cui emergono resti e assenze apparenti. Attriti, segnati da archivi incompleti, conflitti e storie irrisolte. Derive, attraversate da migrazioni e discontinuità territoriali. Riattivazioni, in cui pratiche performative mettono in relazione le tracce con la presenza dei visitatori. In questi spazi di confine la mostra apre una soglia di interrogazione, dove anche ciò che appare inerte, una pietra, un luogo abbandonato, può custodire qualcosa di organico e lievitante. La domanda che attraversa l’intero progetto è quale pane possa portare in sé ogni pietra.
Artisti, collaborazioni e catalogo
La mostra ‘Pietre di pane’, realizzata in collaborazione con il Comune di Trento, si avvale del contributo di autorevoli partner scientifici: Trento Film Festival, Arte Sella, Fondazione Franco Demarchi e STEP – Scuola per il governo del territorio e del paesaggio, Fondazione Stava 1985. A completare il progetto un catalogo che riunisce una serie di contributi critici, tra cui un testo dello stesso Vito Teti. Il panorama espositivo include opere di trentatré artisti tra internazionali e italiani: Carla Accardi, Giorgio Andreotta Calò, Giovanni Anselmo, Mirella Bentivoglio, Antonio Biasiucci. Marina Caneve, Theresa Hak Kyung Cha, Camilla de Maffei, giulia deval. Regina José Galindo, Shilpa Gupta, Ruud Janssen, Zhanna Kadyrova, YoungEun Kim, Maria Lai, Eunhee Lee, Richard Long. Matteo Lucca, Piero Manzoni, Ana Mendieta, Marzia Migliora, Francis Offman. OHT | Office for a Human Theatre, Sarker Protick, Mario Schifano, Santiago Sierra, Giovanna Silva, Mladen Stilinović, Natália Trejbalová, Andra Ursuța, Alice Visentin.
Inaugurazione e giornate speciali
L’inaugurazione è in programma giovedì 16 luglio alle 19.00 alla Galleria Civica di Trento, una delle sedi del Mart. Per l’occasione, ingresso libero dalle 19.00 alle 22.00 e brindisi con Rotari. La mostra sarà visitabile da martedì a domenica con orario 10.00-13.00 e 14.00-18.00, con biglietto d’ingresso a 2 euro. La Galleria Civica rimarrà aperta anche in occasione della Festa Patronale di Rovereto e Ferragosto, il 5 e 15 agosto.
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