Dai viaggi gratuiti sul “Milano 25” alle iniziative in camper e in barca a vela per i bambini oncologici, una promessa trasformata nella rete di speranza della tassista più famosa d’Italia
“Non è solo un lavoro, ma una missione”. Per Caterina Bellandi, la tassista più conosciuta di Firenze, nota anche come Zia Caterina, il suo taxi ‘Milano 25’ è questo, “una missione di pace” che da venticinque anni porta momenti di gioia e leggerezza gratuiti ai piccoli pazienti che si recano all’ospedale pediatrico Meyer, nel capoluogo toscano. Un progetto che nel tempo si è evoluto, trasformando una promessa fatta al suo compagno Stefano, che faceva il tassista e prematuramente scomparso per un tumore, in una rete di solidarietà a fianco di chi è più fragile per una malattia rara o oncologica, e che oggi coinvolge tanti volontari e sostenitori che aiutano Zia Caterina a portare avanti il taxi e il suo messaggio di speranza. «Stefano morendo mi ha promesso che non mi avrebbe mai lasciata; io gli ho promesso di vivere meglio, e ci provo tutti i giorni – ricorda Caterina Bellandi, che ha ereditato il taxi ‘Milano 25’ dal suo compagno -. Mi ha lasciato un’eredità importante: una struttura per poterci lavorare e per avere relazioni umane con chi sale e scende, con l’idea che il servizio è umiltà. Così, ho iniziato a interagire e ho scoperto che il mio servizio poteva essere anche altro».
Il suo non è un comune taxi, ma un luogo dove si viene accolti da luci e oggetti carichi di ricordi. Doni che Zia Caterina Bellandi indossa anche, insieme al suo inconfondibile cappello fiorito. «Questo vestito è un luogo non luogo della fantasia che abito – spiega sorridendo Caterina -. È nato da una serie di esperienze, come l’incontro con Patch Adams in Russia o con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella; in quell’occasione mi sono vestita tutta di bianco. Ma nasce anche da un regalo, un pensiero, come può esserlo un braccialetto, una collana o degli orecchini, simboli di un tempo, di una vita spesa insieme a qualcuno che si è preso cura di te».
Destinatari del progetto ‘Milano 25’, che negli anni è diventato anche un’associazione ODV (organizzazione di volontariato, ndr), sono piccoli e grandi Supereroi, come ama chiamarli Caterina Bellandi. Persone a cui la malattia non ha tolto la capacità di essere ciò che sono, con naturalezza. «Incontro tanti Supereroi, bambini e adolescenti soprattutto, che hanno la capacità di vivere il dolore senza dover controllare tutto, che ci insegnano tanti valori importanti, diversi dalla ricerca della forza, della bellezza, della bravura. Valori con cui potremmo conquistare il mondo», commenta Zia Caterina, che nel 2023, per il suo impegno, ha ricevuto l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Tra i tanti simboli ricchi di messaggi che trasporta il taxi, c’è anche l’importanza del viaggio, del percorso da condividere. Come quello che veicola il taxi home, un camper attrezzato che si è aggiunto alcuni anni fa al taxi ‘Milano 25’ per fare dei viaggi con i pazienti, una ludoteca viaggiante, più spaziosa del taxi, che si chiama Kikkohome in ricordo di un piccolo Supereroe di Marsala. Tra i progetti nati negli ultimi anni c’è anche “Io Sono con Te”, un progetto di vicinanza sociale che, con il supporto delle mamme dei Supereroi, porta sostegno morale e materiale in tutta Italia a persone in condizione di solitudine, a cui manca qualcuno che le sostenga. E ci sono spazi per affrontare insieme la malattia, come “Oltre gli schemi: navigare per ritrovarsi”, un progetto basato sulla navigazione in barca a vela che, attraverso la forza delle passioni e l’ascolto della natura, “aiuta i ragazzi a liberarsi da paure, schemi, aspettative e diagnosi”.
Il taxi ‘Milano 25’ resta però il cuore di tutti i progetti di Zia Caterina, un servizio che chiunque può scoprire a Firenze, facendo una chiamata e chiedendo di ‘Milano 25’. E anche se ha dovuto ridurre le sue corse, alternandosi alla guida del taxi con un volontario, Zia Caterina non ha perso l’amore e la passione per questo progetto e i suoi Supereroi. «‘Milano 25’ è un mezzo straordinario: le persone si chiudono lì dentro e in otto minuti cambiano. Scendono ballando e ridendo. Chiunque ci sale si innamora, perché lì dentro non si è soli, si è un Noi», aggiunge Caterina.
Una condivisione e un impegno che hanno portato, un anno fa, alla creazione della Fondazione Zia Caterina, una decisione che Caterina Bellandi ha preso dopo essersi ammalata di una malattia autoimmune – “una malattia invisibile”, come lei stessa la definisce -, che le ha fatto guardare a chi è più fragile da un nuovo punto di vista. «L’idea iniziale era di fare del taxi di Stefano un luogo di memoria e bellezza, adesso l’intenzione è di fare della Fondazione questo luogo, uno spazio dove chi è malato sia tutelato come in una casa – precisa Caterina -. Ci sono malattie come la mia, invisibili, che nessuno vede da fuori, e chi è malato soffre nel non essere riconosciuto. E non tutti hanno la mia fortuna e le mie possibilità. Dico sempre che se non c’era Stefano in cielo, non potevo attaccarmi alla vita così tanto». E con il suo taxi, e i progetti collegati, Zia Caterina continua a restituire a tanti altri pazienti e alle loro famiglie quello spirito di servizio e umanità che le ha lasciato il suo Stefano.
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