La proposta di legge “Cieli Blu” vuole fermare le fantomatiche linee nel cielo ma la scienza rassicura: si tratta di un fenomeno naturale
Le scie chimiche tornano d’attualità. È partita la raccolta firme per una legge di iniziativa popolare intitolata “Cieli Blu”, che chiede di “vietare la dispersione deliberata di sostanze nell’atmosfera”. Tradotto, si tratta di fermare gli aerei che, secondo i proponenti, starebbero irrorando veli tossici ai danni della popolazione mondiale. Una proposta peraltro priva di basi scientifiche, che al momento non ha raccolto alcuna adesione né dalla maggioranza né dalle opposizioni. Le scie chimiche rappresentano da anni un classico all’interno della galassia complottista. Pronta a vedere nelle linee bianche in cielo agenti chimici o biologici diffusi da ignoti per chissà quale oscuro fine. Controllo del clima, condizionamento psicologico, riduzione della fertilità.
Cosa prevede la legge “Cieli Blu”
Un fenomeno non solo italiano. Robert Kennedy Jr., attuale segretario della Salute degli Stati Uniti, è un convinto no-vax che da anni promette battaglie contro le scie chimiche senza mai averne avviata una seria. La norma vuole vietare qualsiasi attività di geoingegneria non autorizzata. Definita come “qualsiasi iniezione, rilascio, emissione o dispersione di una sostanza chimica nell’atmosfera con lo scopo di produrre un cambiamento artificiale nella composizione, nel comportamento o nella dinamica dell’atmosfera”. Le pene ipotizzate per i trasgressori prevedono multe fino a centomila euro e cinque anni di carcere. Tuttavia l’intero impianto normativo poggia su un presupposto inesistente: la certezza che gli aerei stiano diffondendo sostanze nocive. Una certezza che la comunità scientifica respinge da decenni.
Per la scienza è una bufala
Ad oggi non esiste alcuna prova, nemmeno una, dell’esistenza di chissà quali scienziati incappucciati che spargono alluminio, bario o stronzio dalle stive degli aerei di linea. È un’invenzione senza fondamento, come spiega il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, che in più occasioni ha dovuto ribadire l’ovvio. Quelle strisce bianche in cielo non sono altro che scie di condensazione, ovvero nuvole artificiali formate da micro-cristalli di ghiaccio. Il fenomeno è puramente fisico: i motori degli aerei, bruciando il cherosene, emettono vapore acqueo caldissimo e minuscole particelle di scarico. Quando questo flusso incontra l’aria gelida delle alte quote, con temperature spesso inferiori ai quaranta gradi sotto zero, il vapore si condensa istantaneamente attorno a quelle particelle e ghiaccia, rendendosi visibile come una lunga linea bianca.
Perché certe scie durano a lungo
Quello che molti non sanno è che la durata di una scia dipende esclusivamente dalle condizioni meteorologiche del momento. Se l’aria in alta quota è secca, i cristalli evaporano in pochi secondi e la scia scompare subito. Se invece l’aria è umida, la scia può resistere per ore e perfino allargarsi a causa dei venti, trasformandosi in una nuvola vera e propria. Non c’è alcun segreto, tantomeno un mistero oscuro: i meteorologi sanno prevedere con precisione quando e dove si formeranno queste scie, grazie a un modello matematico noto come Diagramma di Appleman, che incrocia i dati di temperatura e umidità. Un altro dettaglio che smonta ogni teoria sull’irrorazione occulta.
Un futuro incerto per la proposta
Alla fine, la legge “Cieli Blu” rischia di rimanere solo l’ennesimo episodio di una saga senza fine. Per diventare legge, dovrebbe raccogliere almeno cinquantamila firme entro centottanta giorni dal lancio della campagna. Forse ci riusciranno, forse no. Di certo è difficile immaginare che il Parlamento possa mai approvare una norma che criminalizza un fenomeno naturale trasformandolo in un reato. Con buona pace dei sostenitori delle scie chimiche, il cielo continuerà a essere solcato da aerei e da innocui ghiaccioli sospesi. E ogni tanto, magari, qualcuno alzerà lo sguardo e vedrà solo la bellezza di un fenomeno perfettamente spiegabile, senza bisogno di teorie del complotto. La scienza, si sa, vince sempre sulla fantasia. Ma la fantasia è dura a morire.
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