A Bilbao un corso internazionale dell’OMS insegna a governare l’invecchiamento demografico. Quattro aree d’azione, dalla prevenzione all’ageismo, per costruire politiche sostenibili.
Invecchiamento demografico: l’OMS forma i leader a Bilbao
Per la prima volta nella storia, nella Regione europea dell’OMS gli adulti con più di 65 anni superano per numero bambini e adolescenti sotto i 15. Non si tratta di un dato isolato: entro il 2050, oltre il 32% della popolazione avrà più di 60 anni e la fascia degli ultra-ottantacinquenni è destinata a più che raddoppiare. Il quadro è noto. Quello che ancora manca, spesso, è la capacità di tradurlo in politiche coordinate e sostenibili.
Dal 13 al 15 maggio 2026, Bilbao ha ospita l'”Ageing is Living Leadership Course”, un programma residenziale dell’Ufficio Regionale Europeo dell’OMS realizzato in collaborazione con il Nagusi Intelligence Center della Provincia di Bizkaia. Quaranta partecipanti selezionati tra funzionari governativi, amministratori locali, politici e responsabili della comunicazione provenienti da tutta la Regione europea. Tre giorni di lavoro intensivo per costruire una visione strategica condivisa su come affrontare la transizione demografica in atto.
Un problema di sistema, non di settore
La sfida dell’invecchiamento non riguarda solo la sanità. Riguarda l’urbanistica, i trasporti, l’istruzione, le politiche abitative, la comunicazione. Intervenire su un solo comparto, ignorando gli altri, produce effetti limitati o contraddittori. È questo il punto centrale da cui parte il corso: l’invecchiamento è un fenomeno sistemico e va governato con strumenti altrettanto sistemici.
Il programma prevede sessioni plenarie con esperti OMS, laboratori sul pensiero strategico, esercitazioni di “problem-based learning” (“apprendimento basato sul problema”) applicate a casi reali di governance e momenti di peer learning tra partecipanti con background molto diversi tra loro. Una fase preparatoria online, con materiali di studio su leadership, economia comportamentale e governance multisettoriale, ha preceduto i lavori in presenza.
I partecipanti sono stati selezionati sulla base di criteri precisi: ruoli con responsabilità dirette su politiche che incidono sull’invecchiamento, capacità di guidare processi multisettoriali, esperienza nella costruzione di partnership interistituzionali. Il corso è gratuito, ma i costi di viaggio e alloggio restano a carico dei partecipanti.
Le quattro aree della strategia OMS
Il corso si inserisce nell’implementazione della nuova Strategia europea dell’OMS “Ageing is Living: Promoting a Lifetime of Health and Well-Being (2026–2030)“. La strategia si articola in quattro aree d’azione interconnesse: prevenzione per la salute nel corso della vita, creazione di ambienti inclusivi, trasformazione dei sistemi di cura, contrasto all’ageismo. La discriminazione basata sull’età, infatti, non è solo una questione culturale. Influenza le decisioni cliniche, le politiche del lavoro, la qualità dei servizi rivolti agli anziani. Combatterlo richiede interventi sulla comunicazione pubblica e sui media, oltre che sulle strutture istituzionali. Non a caso, tra i destinatari del corso figurano anche i responsabili della comunicazione.
Un altro dato che la strategia mette in evidenza riguarda la qualità della vita in età avanzata. Nella Regione europea, la speranza di vita a 60 anni è tra le più alte al mondo. Ma tra la durata totale della vita e gli anni trascorsi in buona salute esiste ancora un divario medio superiore ai cinque anni. Questo significa che molte persone vivono più a lungo ma non necessariamente meglio.
Una formazione che punta al cambiamento
L’obiettivo dichiarato del corso non è fornire nozioni, ma produrre “change-makers”, ovvero persone in grado di orientare scelte politiche, mobilitare risorse, costruire alleanze tra settori e livelli di governo diversi. Il passaggio che il programma si propone di facilitare è quello dalla gestione operativa alla leadership strategica.
Al termine del corso, ogni partecipante riceve un attestato di partecipazione. Ma il risultato atteso va oltre la certificazione individuale: è la costruzione di una rete europea di funzionari e decisori formati per affrontare insieme una transizione che riguarda, in misura diversa, tutti i paesi della Regione.
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