Una ricerca dell’istituto Credem e Università Cattolica fotografa la generazione degli over 50: attenti alla salute, ma con scarsa consapevolezza finanziaria. Il 42% non sa quanto riceverà di pensione.
Longennials, gli over 50 tra longevità e pensione incerta
Li chiamano Longennials, unendo le parole “longevità” e “millennials”: sono gli italiani che hanno superato i cinquant’anni, ancora pienamente attivi sul lavoro e nella vita sociale, ma già alle prese con un futuro che si allunga.
A fotografarli è una ricerca condotta dall‘Osservatorio Opinion Leader 4 Future, promosso da Credem e da Almed, l’Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nell’ambito di un progetto dedicato al rapporto tra longevità e informazione. Il ritratto che emerge è quello di una generazione attenta al benessere fisico e alle relazioni, ma con una consapevolezza ancora limitata sul fronte economico e previdenziale. Un paradosso che, con il progressivo allungamento della vita media, rischia di diventare un problema sociale di prima grandezza.
Il nodo pensione: desideri e realtà
Il dato più rilevante che emerge dall’indagine riguarda il rapporto con la pensione. Il 64% degli over 50 intervistati vorrebbe smettere di lavorare entro cinque anni. Ma solo il 30% ritiene che questa prospettiva sia concretamente realizzabile.
Lo scarto tra desiderio e possibilità è già di per sé significativo. Il 42% dei lavoratori over 50 dichiara di non sapere quale sarà la reale differenza tra l’ultimo stipendio percepito e l’importo dell’assegno pensionistico. Un’ignoranza che si traduce direttamente in ansia: circa un terzo del campione teme che la pensione non basterà a sostenere il proprio tenore di vita. L’aspettativa media di vita dopo il pensionamento supera ormai i vent’anni, eppure molte persone non hanno ancora valutato in modo concreto l’impatto economico di questa fase della vita.
La ricerca mostra che la longevità viene vissuta più come dato anagrafico che come variabile da pianificare.
Benessere sì, risparmio no
Sul fronte del benessere individuale, i Longennials mostrano un’attenzione alta. L’85% considera fondamentale un’alimentazione corretta, l’81% attribuisce grande importanza all’equilibrio psicofisico, il 76% ritiene essenziale coltivare hobby e interessi personali. Sul fronte economico, invece, la situazione è meno solida. La pianificazione finanziaria di lungo periodo resta un terreno poco frequentato.
Circa il 60% degli intervistati dichiara di voler ricevere maggiori e più chiare informazioni su previdenza integrativa e investimenti. Il 44% ritiene utile una consulenza dedicata per costruire il proprio futuro economico. Quasi un italiano su due individua nel consulente della propria banca la figura di riferimento, preferendo nella maggior parte dei casi un rapporto diretto e personalizzato rispetto alle piattaforme digitali.
Stretti tra figli e genitori
A complicare ulteriormente il quadro c’è il ruolo familiare che molti over 50 si trovano a ricoprire. Questa generazione vive spesso schiacciata tra due fronti: il sostegno economico e affettivo ai figli ancora giovani, e la cura di genitori anziani che iniziano ad aver bisogno di assistenza continua.
Il 60% degli intervistati con figli dichiara di sentire il peso di questa responsabilità, mentre il 66% avverte una forte pressione verso i genitori. Nelle fasce di reddito medio-alto, la preoccupazione per i genitori in vita sale fino al 78%. Non sorprende, allora, che il 42% del campione guardi al futuro con ansia. Solo il 40% lo osserva con curiosità. E il 36% si dichiara preoccupato dalla prospettiva di vivere oltre gli 85 anni.
È la fotografia di una generazione che tiene insieme pezzi importanti del welfare familiare italiano, spesso senza strumenti adeguati per farlo in modo sostenibile.
Informati, ma non abbastanza
Sul piano dell’informazione, i Longennials si dichiarano un pubblico attento: il 74% afferma di seguire con regolarità le notizie. Si muovono con facilità tra canali tradizionali e digitali, il 35% predilige i primi, il 36% i secondi, ma il resto non esprime una preferenza.
Ma proprio sui temi più sensibili, come previdenza, investimenti e pianificazione finanziaria, emerge una lacuna rilevante. Avere accesso all’informazione non equivale, per questa generazione, ad avere chiarezza sulle scelte da compiere. Il bisogno segnalato è quello di un’informazione più specifica, accessibile e orientata alle decisioni concrete. Senza questo, il rischio è che la navigazione in un sistema già complesso, tra burocrazia, scelte sanitarie e gestione del risparmio, rimanga un percorso solitario e mal attrezzato.
Foto: Dee Karen per Shutterstock
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