Disponibile anche ne nostro Paese, in accesso anticipato, la nuova versione basata sull’intelligenza artificiale generativa, che cambia il modo di interagire con la tecnologia domestica.
Alexa+ in Italia: non più comandi, ma conversazioni
Fino a ieri bisognava stare attenti alle parole; formule precise, comandi brevi, niente frasi articolate. Chiunque abbia mai provato a usare un assistente vocale sa bene come funziona: si parla come a una macchina, perché in fondo è quello che è. Adesso, almeno in parte, le cose cambiano.
Amazon ha lanciato in Italia Alexa+, la versione aggiornata del suo assistente vocale, costruita su un’architettura basata sull’intelligenza artificiale generativa. È disponibile in accesso anticipato gratuito per tutti, con la possibilità di provarla subito acquistando un dispositivo Echo oppure iscrivendosi al programma di accesso anticipato su amazon.it/nuovalexa. Sarà un’espansione graduale lungo le prossime settimane.
Il salto rispetto alla versione precedente non è solo tecnico: è concettuale.
La vecchia Alexa richiedeva una certa rigidità nel linguaggio. Quella nuova no. Si può cambiare argomento a metà frase, fare domande di seguito senza ripetere la parola di attivazione, tornare su un tema precedente. Il microfono resta aperto durante la conversazione e si chiude da solo quando non c’è risposta per qualche secondo. In pratica, funziona come funziona una chiacchierata normale.
Come funziona il nuovo modello nuovo
Alexa+ non si basa su un singolo modello linguistico. Usa Amazon Bedrock, un’infrastruttura che coordina più sistemi in base al tipo di richiesta, combinando modelli proprietari come Amazon Nova con altri sviluppati esternamente, tra cui Claude di Anthropic. La scelta del modello avviene in modo automatico a seconda del compito richiesto.
C’è però un aspetto che Amazon ha curato in modo specifico per il mercato italiano. Il centro di ricerca e sviluppo di Torino ha lavorato su un adattamento culturale vero e proprio, attraverso tecniche di ottimizzazione dei modelli. Il punto, come ha spiegato Michele Butti, responsabile di Alexa International, è che i grandi modelli linguistici tendono a essere multilingue ma monoculturali: capiscono la lingua ma ragionano con una prospettiva angloamericana. Risultato pratico: un modello non adattato potrebbe tranquillamente suggerire un cappuccino dopo pranzo. Quello sviluppato per l’Italia no.
Il sistema riconosce sfumature linguistiche locali, squadre di calcio, abitudini alimentari, espressioni idiomatiche regionali. Se si dice “Quand’è la prossima partita in casa?”, senza specificare la squadra, Alexa+ recupera il contesto da conversazioni precedenti e risponde senza bisogno di ulteriori spiegazioni. È il tipo di dettaglio che fa la differenza nell’uso quotidiano.
Cosa può fare: dalla cucina al calendario
La parte più interessante di Alexa+ non riguarda tanto le risposte che sa dare, ma le azioni che sa compiere. Amazon la definisce non un semplice assistente conversazionale, ma un agente capace di operare nel mondo reale. La distinzione non è solo di marketing: ha un senso tecnico preciso.
Un esempio concreto: nelle prossime settimane sarà attiva l’integrazione con TheFork per la prenotazione di ristoranti. Durante la presentazione è stato mostrato come funzionerà: chiedendo a voce di prenotare il ristorante preferito della moglie per un determinato giorno e orario, Alexa+ recupera il locale dalle conversazioni precedenti, verifica la disponibilità, effettua la prenotazione, aggiunge l’evento al calendario e imposta un promemoria. Tutto in meno di un minuto, senza aprire nessuna applicazione. Seguiranno integrazioni con ProntoPro per trovare artigiani e professionisti, Treatwell per i servizi estetici, WeTaxy per gli spostamenti, Tripadvisor per i viaggi.
Negli ultimi tre anni, i clienti italiani hanno interagito con Alexa oltre 40 miliardi di volte. Con la nuova versione, il sistema punta ad andare oltre la risposta: gestisce la lista della spesa tenendo conto delle preferenze alimentari di tutta la famiglia, controlla i dispositivi smart home con istruzioni generiche (“fa caldo qui” viene interpretato come un comando per abbassare il termostato), sposta la musica da una stanza all’altra quando ci si muove per casa.
Secondo i dati forniti da Amazon, il 76% delle interazioni con Alexa+ negli Stati Uniti riguarda attività che altri strumenti di intelligenza artificiale non possono ancora compiere in autonomia.
Seguire l’utente nella giornata
Una delle novità più significative riguarda la gestione della memoria. Alexa+ impara le preferenze che l’utente decide di condividere esplicitamente — gusti musicali, intolleranze alimentari, ristoranti preferiti, abitudini della famiglia — e le usa nelle interazioni successive in modo proattivo. Riconosce i diversi membri del nucleo familiare attraverso la voce e personalizza le risposte di conseguenza.
La continuità si estende anche tra dispositivi diversi. Una conversazione avviata in cucina su uno schermo Echo può proseguire sullo smartphone mentre si è fuori casa, o in salotto sulla Fire TV: il contesto segue l’utente senza interruzioni.Entro poche settimane sarà disponibile anche una versione accessibile via browser, da qualsiasi computer, senza installare nulla.
Tipologia d’accesso e privacy
Durante il periodo di accesso anticipato, Alexa+ sarà gratuita. Al termine, costerà 22,99 euro al mese ma chi ha già un abbonamento Prime non pagherà nulla in più: il servizio rientrerà tra i benefici dell’abbonamento, insieme a spedizioni veloci, Prime Video e Amazon Music.
Sul fronte della privacy, Amazon mantiene la stessa impostazione degli anni precedenti. L’assistente non ascolta in sottofondo e non usa i documenti condivisi per addestrare i propri modelli. Attraverso la sezione dedicata nell’applicazione è possibile consultare la cronologia delle conversazioni, cancellarle singolarmente, scegliere per quanto tempo vengono conservate e modificare le preferenze memorizzate in qualsiasi momento. I profili per i bambini, con limiti di orario e controllo delle attività, restano disponibili come in precedenza.
I dispositivi di prima generazione, non più in vendita, non sono compatibili. Tutti gli altri Echo, e sono oltre il 90% di quelli presenti nelle case italiane, possono accedere al servizio.
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