(Adnkronos) – “Questo non è il coronavirus. Si tratta di un virus molto diverso”. L’Oms ridimensiona l’allarme legato al focolaio di hantavirus registrato a bordo della nave da crociera Mv Hondius, diretta alle Canarie. A fare il punto è il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Sabato scorso il Regno Unito ha notificato un focolaio di gravi malattie respiratorie a bordo della nave da crociera MV Hondius, battente bandiera olandese, in viaggio dall’Argentina a Capo Verde.
Finora sono stati segnalati 8 casi” legati a questo focolaio, “di cui tre decessi”. Al momento, in un quadro che rischia di risultare già superato, in relazione alla nave Hondius “5 degli 8 casi sono stati confermati come hantavirus, mentre gli altri 3 sono sospetti”, riassume. Gli esperti dell’agenzia Onu per la salute rassicurano sul fatto che “non è l’inizio di un’epidemia”, o peggio “di una pandemia”. Ma è possibile che si registrino ulteriori casi collegati, vista la lunga incubazione del virus. E per garantire tempestività “è stato predisposto anche l’invio di 2.500 kit diagnostici dall’Argentina a laboratori di 5 Paesi”.
E in effetti arrivano news di casi ad altre latitudini. Una assistente di volo della Klm è stata sottoposta a test per l’hantavirus dopo aver manifestato sintomi lievi, come riferisce il ministero della Salute olandese all’Afp. In Israele, un uomo risulta positivo dopo un viaggio in Europa dell’Est, scrive il Jerusalem Post.
L’incognita è rappresentata dai passeggeri della nave sbarcati a Sant’Elena, isola sudafricana. “L’Oms ha informato 12 Paesi i cui cittadini sono sbarcati. Questi 12 paesi sono: Canada, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Saint Kitts e Nevis, Singapore, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti”, dice Ghebreyesus leggendo la lista che non comprende l’Italia. “Inoltre – aggiunge – l’Oms sta supportando le autorità sanitarie sudafricane nel rintracciare le persone che si trovavano sullo stesso volo da Sant’Elena a Johannesburg” su cui ha viaggiato una donna deceduta in seguito in un pronto soccorso della città sudafricana. Si tratta della donna 69enne moglie del primo passeggero deceduto quando era ancora a bordo della nave.
Il ministero della Salute ha reso noto che sta “seguendo con attenzione, in raccordo con le autorità sanitarie internazionali Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) e Oms l’evoluzione del focolaio di Hantavirus che si è sviluppato sulla nave da crociera MV Hondius, attualmente ormeggiata al largo di Capoverde”. “A bordo della nave non sono presenti passeggeri di nazionalità italiana”, ha confermato il ministero ricordando che “l’Ecdc ha classificato come molto basso il rischio per la popolazione generale in Europa”. Il ministero “ha già trasmesso un’informativa, con i dati diffusi da Ecdc e Oms, alle Regioni e agli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) e continuerà a monitorare l’evolversi della situazione in stretto contatto con le autorità sanitarie internazionali nell’ambito delle attività di sorveglianza epidemiologica”.
A bordo della Hondius, “l’Oms ha fornito indicazioni all’operatore navale sulla gestione della salute a bordo della nave. A tutti è stato chiesto di rimanere nelle proprie cabine, le cabine vengono disinfettate e chiunque mostri sintomi verrà isolato immediatamente. Un esperto Oms è salito a bordo della nave a Capo Verde, ed è stato raggiunto da due medici olandesi e da un esperto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Ecdc, che rimarranno a bordo fino all’arrivo alle Isole Canarie”.
Esiste il rischio di un contagio dilagante? “Sebbene si tratti di un incidente grave, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) valuta il rischio per la salute pubblica come basso”, dice Tedros. “Conosciamo questo virus, gli hantavirus esistono da parecchio tempo. Conosciamo molti dettagli. Voglio essere categorica: non è Sars-CoV-2. E non è l’inizio di una pandemia. Si tratta di un focolaio che abbiamo osservato su una nave. C’è un’area circoscritta”, dice Maria Van Kerkhove, direttrice ad interim del Dipartimento per la prevenzione e la preparazione alle epidemie e pandemie dell’Oms. “Non è la stessa situazione di 6 anni fa”.
Anche perché l’hantavirus “non si diffonde allo stesso modo dei coronavirus. È molto diverso”. La trasmissione può avvenire tramite “il contatto stretto e intimo. E la maggior parte degli hantavirus non si trasmette affatto tra persone. La maggior parte si trasmette all’uomo dai roditori, attraverso le loro feci o la loro saliva. Solo per questo particolare virus, il ceppo Andes, che è stato identificato qui, abbiamo osservato una trasmissione da uomo a uomo. E le azioni che si stanno intraprendendo sono precauzionali per prevenire un’ulteriore diffusione”. “Questo non è l’inizio di un’epidemia. Questo non è l’inizio di una pandemia – ripete- ma è l’occasione perfetta per ribadire che gli investimenti nella ricerca su agenti patogeni come questo sono essenziali, perché trattamenti, test e vaccini salvano vite umane”.
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