A un decennio dalla tragedia del 24 agosto 2016 che causò 299 vittime, i dati mostrano un’accelerazione dei cantieri al 40%, ma restano 8.700 famiglie senza casa. Iniziate le commemorazioni ad Amatrice, Accumoli e Arquata
299 vittime, comuni interi rasi al suolo, migliaia di sfollati. È questo il bilancio del terremoto che il 24 agosto del 2016 colpì Lazio, Molise, Abruzzo e Umbria. Di Amatrice, Accumuli e Arquata del Tronto non rimase nulla, neppure ‘qualche brandello di muro’ avrebbe detto Ungaretti. Dieci anni dopo il terremoto, la ricostruzione dei paesi distrutti è ancora in corso e in occasione del decennale e della cerimonia di commemorazione a cui è attesa anche la premier Giorgia Meloni, tornano puntuali le promesse.
24 agosto 2016, la notte in cui la terra tremò
Erano le 3:36 del 24 agosto del 2016, quando un violento terremoto di magnitudo 6.0 ha scosso l’Italia centrale, squarciando il silenzio della notte tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. L’epicentro, localizzato tra i comuni di Accumoli e Arquata del Tronto, ha innescato una sequenza sismica devastante che ha raso al suolo interi borghi storici. Il centro più colpito è stato Amatrice, la cui immagine del campanile rimasto in piedi tra le macerie è diventata il simbolo di una tragedia immane. Il bilancio finale è stato drammatico: 299 vite spezzate, decine di feriti e circa 41.000 persone sfollate. Intere comunità si sono ritrovate improvvisamente prive della propria casa, della propria memoria e del proprio tessuto sociale ed economico.
Gli interventi e la solidarietà
La risposta dei soccorsi, con la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e migliaia di volontari giunti da ogni parte del Paese, è stata immediata, consentendo di estrarre centinaia di persone ancora vive dalle rovine. A quell’evento sono seguite altre forti scosse nei mesi di ottobre e gennaio, prolungando l’incubo e allargando l’area del cratere sismico. Oltre all’immenso dolore per le perdite umane, il sisma ha riaperto con urgenza il dibattito sulla prevenzione, sulla vulnerabilità del patrimonio edilizio appenninico e sulle complesse sfide legate alla ricostruzione. A distanza di anni, la memoria delle vittime e la tenacia dei residenti continuano a spingere per la rinascita di questi territori feriti.
I numeri della ricostruzione
A dieci anni dal sisma, è il Rapporto del Commissario straordinario della Presidenza del Consiglio dei ministri a fornire una fotografia sullo stato dell’arte e sull’avanzamento della ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto del 2016 (https://sisma2016.gov.it/2026/06/23/rapporto-sisma-2016-accelera-la-ricostruzione-riparte-leconomia/). Dal documento si legge: nell’ultimo anno più di 1300 nuclei familiari hanno fatto rientro nelle loro case, per un totale di circa 2800 beneficiari (il 13,5% di rientri in più, rispetto al 2025). Ci sono ancora 8700 nuclei in attesa. Ancora troppi, certo, ma negli ultimi tre anni sono stati circa 5500 i nuclei familiari che hanno potuto ritrovare la loro casa riparata o ricostruita. […] Al 31 maggio 2026 le richieste di contributo per la ricostruzione (Rcr) presentate sono 36.149, per un importo richiesto complessivo di 17,82 miliardi di euro.
Cosa è cambiato dallo scorso anno
È ancora il rapporto del Commissario a fornire dati: Rispetto al 2025, quando le Rcr erano 34.148 per 15,89 miliardi, si registra un incremento di 2.001 domande, pari al 5,9%, e un incremento di 1,93 miliardi di euro di importi richiesti, pari al 12,1%. Le pratiche approvate dagli Uffici Speciali sono 24.650, pari al 68,2% delle domande presentate. I contributi concessi raggiungono 12,59 miliardi di euro, 1,82 miliardi, in più rispetto allo scorso anno. L’evoluzione dal 2023 a oggi mostra quindi uno spostamento progressivo verso la ricostruzione pesante. […] Complessivamente, lavori in corso e lavori conclusi rappresentano ormai circa il 40% dell’intera programmazione, contro il 34,4% del 2025.
L’appello del sindaco di Amatrice: «Abbracciate la nostra comunità»
Giorgio Cortellesi, sindaco di Amatrice dal 2021, ha lanciato un appello dalla sua pagina Facebook, invitando tutti ad abbracciare la comunità: «Ricorre il decimo anniversario dal tragico sisma che ci ha colpiti, privandoci delle persone più care, gli affetti più veri e le cose che contano. Le cose che fanno una vita, una storia, una comunità. Sarà un’occasione importante di riflessione dove il dolore che non si cancella, si deve accompagnare alla voglia di riscatto e di ripartenza. In quei tragici giorni siamo stati aiutati da tanti “eroi del quotidiano”, volontari, associazioni del terzo settore, operatori, protezione civile, vigili del fuoco, forze dell’ordine. Ma soprattutto abbiamo sentito l’abbraccio solidale di un’intera nazione che ci è stata vicina con atti umanitari e concreti. Per questo vi chiedo di partecipare ancora una volta all’abbraccio con la nostra comunità. Lunedì venite ad Amatrice, a stare insieme a noi».
Terremoto, dieci anni dopo. Tajani: «Nessuno deve essere abbandonato»
«Nessuno deve essere abbandonato. Adesso viene la parte decisiva: completare la ricostruzione e soprattutto impedire lo spopolamento. Ricostruire le case non basta: dobbiamo impedire che si svuotino i paesi» ha detto a mezzo stampa il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Si può sempre fare di più ma questo non significa che non sia stato fatto tanto. Vanno considerate pure le dimensioni del sisma, si è intervenuti su un territorio vastissimo e complesso, inoltre per troppo tempo procedure e burocrazia hanno rallentato tutto».
Il programma delle celebrazioni ad Accumuli, Amatrice e Arquata del Tronto
Il Comune di Amatrice, di Accumuli e di Arquata del Tronto organizzano – in occasione del decennale – un evento di commemorazione diffuso e si svolgerà sui territori colpiti dal sisma. Dopo la santa messa ad Accumuli – celebrata del vescovo Piccinonna – nella serata di domenica 23 agosto, un’altra celebrazione si terrà lunedì mattina alle 11 presso l’area Sae di Pescara del Tronto: qui, il cardinale Zuppi officerà la messa solenne. Nel pomeriggio, le celebrazioni si sposteranno ad Amatrice, sarà ancora il cardinale Zuppi a celebrare la santa messa, preceduta della deposizione della corona di alloro per le vittime del sisma del 2016. Alle 20.30, il ‘requiem rimembranza’ presso il campo sportivo di Amatrice.
Foto di Simone Migliaro per Shutterstock
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