Dopo gli incendi e i primi decessi legati al caldo le associazioni di anziani chiedono protocolli di evacuazione e rifugi climatici
Dal 21 al 28 maggio, si stima che 64 persone di età superiore ai 65 anni siano decedute a causa del caldo, almeno secondo le statistiche del sistema di monitoraggio MoMo dell’Istituto di Salute Carlos III, e la situazione non sembra migliorare. Ma non si muore solo di caldo. Gli incendi che hanno bruciato Madrid, Toledo, Castellón e Ávila –il più vasto nella storia spagnola – hanno riacceso il dibattito sulla tutela degli anziani dagli eventi meteorologici estremi. Specialmente se vivono soli, hanno scarsa autonomia o difficoltà motorie. Le principali associazioni del paese si sono impegnate a chiedere un accordo politico e sociale che metta al centro della crisi climatica proprio i più fragili. La Piattaforma degli Anziani e dei Pensionati (PMP), che riunisce oltre trenta organizzazioni, guida l’appello che intende trasformare l’emergenza in un’occasione per ripensare le politiche di protezione civile.
I più colpiti dalle emergenze climatiche
Jesús Norberto Fernández, presidente del PMP, ha sottolineato con dati alla mano che le ondate di calore e gli incendi non colpiscono tutti allo stesso modo. L’Istituto di Sanità Carlos III stima per l’estate 2025 circa 3.832 decessi attribuibili alle alte temperature, con l’84% concentrato tra gli over 74. L’Organizzazione Mondiale della Sanità aggiunge un dato impressionante: la mortalità legata al caldo tra gli over 65 è cresciuta dell’85% tra il 2000 e il 2021. Numeri che spingono le associazioni a denunciare che gli anziani non possono restare un gruppo invisibile nei piani di contrasto ai cambiamenti climatici. La Confederazione spagnola delle organizzazioni per gli anziani (CEOMA) insiste sul fatto che chi vive in aree rurali o in strutture vicine alle foreste corre un rischio doppio, e chiede che ogni strategia nazionale tenga conto di queste specificità.
Protocolli di evacuazione ad hoc
Le richieste delle associazioni si fanno concrete. La CEOMA propone l’identificazione preventiva delle persone con esigenze di supporto, sistemi di trasporto accessibili e informazioni chiare attraverso canali adatti anche a chi ha problemi di vista o udito. Un modello virtuoso è il recente “Protocollo di comunicazione e assistenza per le persone con disabilità in situazioni di emergenza”, promosso dalla Protezione Civile spagnola e dal Centro di Sottotitolaggio e Audiodescrizione. Santiago González Carreño, presidente dell’Associazione del Gruppo Anziani di Telefónica, ha ribadito che in caso di calamità bisogna considerare le difficoltà motorie degli over 65 e garantire loro attenzione prioritaria. La Croce Rossa, che già assiste gli sfollati nei rifugi, insiste sulla necessità di un quadro normativo specifico che accompagni ogni fase dell’emergenza, dalla prevenzione all’evacuazione.
Rifugi e comunità
Le associazioni non si limitano a chiedere protocolli, ma avanzano una visione più ampia. Accolgono con favore la creazione di una rete di rifugi climatici, ma vogliono che questi luoghi non siano semplici spazi per ripararsi dal caldo. Chiedono che diventino centri di aggregazione intergenerazionale, capaci di combattere la solitudine e di tessere relazioni sociali. Una richiesta che guarda alle aree rurali e spopolate, dove gli anziani rappresentano una fetta significativa della popolazione e dove gli incendi hanno conseguenze devastanti a causa della dispersione geografica e della scarsità di risorse. Gloria Veiga, presidente della Confederazione statale degli anziani attivi (CONFEMAC), sostiene che proteggere i più vulnerabili significa investire in prevenzione ed educazione, non solo reagire alle catastrofi. Un approccio che anticipa i problemi invece di subirli.
Nessuno resti indietro
La voce delle organizzazioni che rappresentano gli anziani si fa sempre più insistente: qualsiasi strategia per affrontare la crisi climatica deve integrare le loro esperienze e necessità. Non si tratta solo di ridurre la mortalità, ma di prevenire l’isolamento e l’interruzione dell’assistenza durante e dopo le emergenze. Jesús Norberto Fernández ha parlato di “lungimiranza e capacità di accordo”, invitando a lasciare lo scontro per costruire un consenso ampio che rafforzi la prevenzione e la risposta. In una società che invecchia rapidamente, nessuna strategia sulle emergenze climatiche può dirsi completa se non mette al centro gli anziani. La sfida è trasformare la fragilità in forza, e fare della protezione dei più fragili il banco di prova di un paese che vuole affrontare il futuro dalla parte dei più fragili.
Credit foto: Mazur Travel/Shutterstock.com
TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SU SPAZIO50.ORG
© Riproduzione riservata
