Dalle case sull’albero ai borghi rinati in Calabria e Sicilia: cresce il popolo dei viaggiatori che cerca il silenzio e la disconnessione digitale per ritrovare il contatto con la natura e la comunità
C’è chi cerca resort sempre più esclusivi e chi, invece, sceglie di disconnettersi. In un’epoca in cui notifiche, email e ritmi frenetici scandiscono le giornate, il vero lusso sembra essere diventato il tempo. Non a caso, secondo l’American Psychological Association, oltre il 70% degli adulti dichiara di vivere livelli elevati di stress legati al sovraccarico informativo, mentre numerosi studi evidenziano come il contatto con la natura e la riduzione degli stimoli digitali possano migliorare il benessere psicofisico. È anche per questo che cresce il numero di viaggiatori che scelgono esperienze lontane dal turismo di massa, privilegiando luoghi capaci di offrire autenticità, silenzio e relazioni genuine con il territorio. Unexpected Italy, ad esempio, startup innovativa che valorizza l’Italia più autentica ed etica, ha selezionato luoghi spesso nascosti, che hanno scelto di non scendere a compromessi: «Il vero lusso, oggi, – spiega Elisabetta Faggiana, founder della tech company premiata all’ONU che valorizza il turismo responsabile e inclusivo – non risiede nell’aggiungere servizi, ma nell’avere il coraggio di togliere il superfluo. Noi, ad esempio, selezioniamo anche luoghi che chiamiamo ‘scomodi’ perché rifiutano i compromessi della standardizzazione per proteggere qualcosa di immensamente più raro: il silenzio, il tempo e la presenza. Non sono semplici strutture ricettive, ma presidi di resistenza culturale che scelgono di non piacere a tutti, preferendo la coerenza all’algoritmo. In un mondo saturo di stimoli digitali, rallentare non è una rinuncia, ma un atto di libertà. Proponiamo un’ospitalità etica, radicata nel territorio, dove la disconnessione diventa la chiave per ritrovare un contatto autentico con sé stessi e con la bellezza ruvida e vera del nostro Paese». Le tendenze diverse da movida e spiagge affollate? Dormire tra le fronde di una casa sull’albero, raggiungere un borgo a bordo di una piccola monorotaia elettrica, fare colazione alla luce delle candele in un villaggio medievale o risvegliarsi in una vecchia scuola degli anni Venti trasformata in guesthouse. Dal Piemonte all’Abruzzo, passando per Liguria, Toscana e Veneto: «Sei strutture italiane – precisa Elisabetta Faggiana – stanno riscrivendo il concetto di ospitalità lenta. Qui non ci sono programmi serrati né attrazioni da consumare in fretta: il vero lusso è il silenzio». Ed è subito magia. Gli ospiti percorrono gli ultimi metri a piedi, lasciano le auto alle spalle, cenano con cestini da picnic gourmet affacciati sui boschi, dormono in camere arredate con legno recuperato e oggetti della tradizione contadina. Ogni dettaglio, dai prodotti dell’orto alle viste sulle vallate e sulle colline, invita a rallentare il passo e ad abitare il paesaggio. Sono luoghi che non promettono evasione, ma qualcosa di più raro: la possibilità di disconnettersi dal rumore contemporaneo e ritrovare il ritmo delle stagioni, della natura e di sé stessi. In Calabria, ad esempio, stanno cominciando a rifiorire anche i piccoli borghi, spesso grazie anche alla tenacia di chi ha deciso di scommettere sul proprio territorio. Da Nord a Sud, insomma, il passo lento delle vacanze si fa strada.
Dopo anni di studio e lavoro tra Italia, Spagna e Regno Unito, Maria Grazia Rotondaro ha scelto di tornare nella sua Verbicaro, in provincia di Cosenza, per trasformare un sogno in impresa. Classe 1986, con una lunga esperienza nel settore dell’ospitalità, ha recuperato la casa dei bisnonni nel centro storico del borgo a rischio spopolamento, dando vita a una struttura ricettiva che unisce memoria, autenticità e accoglienza contemporanea. Il tutto grazie anche a un finanziamento territoriale. Ma la giovane donna è convinta che il turismo possa essere uno strumento di rinascita per le aree interne: «Come imprenditrice e vicepresidente dell’associazione Welcome to Verbicaro ETS, – dice la Rotondaro -, composta da operatori turistici del territorio, so che la velocità e la frenesia che si respira quotidianamente nella società di oggi non potrà durare per sempre. Le persone sono stanche di questi ritmi perciò cercano e cercheranno sempre di più un posto in cui rifugiarsi e avere la possibilità di fermarsi per assaporare la vita. La nostra associazione, si occupa proprio di promuovere un’accoglienza che permetta agli ospiti e ai turisti di vivere appieno il territorio con la riscoperta delle tradizioni, escursioni immerse nella natura, visite nel centro storico e una serie di iniziative che valorizzano i prodotti locali, il contatto diretto con la comunità e con la sua storia, considerando la possibilità di mantenere l’identità e l’autenticità di Verbicaro senza intaccarla, ma facendola apprezzare in ogni suo aspetto. Il futuro del turismo è questo e il suo processo è già iniziato». E in Sicilia? Stesse note. Dall’incontro tra due appassionati di surf è nato uno dei progetti più innovativi dell’ospitalità outdoor siciliana. Valerio De Riccardis e Alessandro Vincenti, imprenditore che ha fondato il primo servizio di scooter sharing elettrico in Italia, hanno trasformato una visione condivisa in Eutierra, il primo Outdoor Experience Glamping della Sicilia. Affacciato sul mare della Val di Noto, il progetto coniuga sostenibilità, sport e benessere in un contesto immerso nella natura. Qui gli ospiti possono praticare surf, yoga, arrampicata, trekking e bike tour, vivendo il territorio in modo autentico e rispettoso. Ma Eutierra è anche un laboratorio di innovazione agricola: coltiva prodotti biologici e sperimenta persino la produzione di caffè siciliano, in collaborazione con realtà storiche del territorio. «Volevamo creare un luogo dove sentirsi liberi, riconnessi con la natura e con gli altri», spiegano i fondatori. «Crediamo che il futuro del turismo passi da esperienze autentiche, sostenibili e profondamente legate all’identità dei luoghi che le ospitano».
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