Secondo il report “L’Età senza Età” quella del benessere è una teoria da manuale, mentre la pratica quotidiana arranca tra affanni, costi e mancanza di tempo
Gli italiani conoscono le regole fondamentali per invecchiare bene, ma quando si tratta di metterle in pratica qualcosa si inceppa. Succede così che due su tre siano consapevoli delle buone abitudini, eppure sei su dieci ammettano di non riuscire a essere costanti. È il quadro che emerge dalla nuova edizione dell’Osservatorio Nestlé “L’Età senza Età”, un progetto di ricerca focalizzato sulla healthy longevity. Termine attuale per indicare il vivere a lungo ma soprattutto bene, mantenendo salute fisica, equilibrio mentale e autonomia fino in età avanzata. Non si tratta più solo di aggiungere anni alla vita ma di aggiungere vita agli anni. La lettura dei risultati è chiara: gli italiani hanno le conoscenze per costruirsi una longevità sana, ma nella vita reale si scontrano con ostacoli concreti come lo stress, il poco tempo e perfino il portafoglio.
Alimentazione sana sì, ma teorica
Quasi tutti gli intervistati riconoscono che nutrizione ed equilibrio emotivo fanno la differenza. Più di sette italiani su dieci sanno quali cibi preferire per invecchiare senza problemi, e tra le donne la percentuale sale a otto su dieci. Solo una persona su due, però, riesce a seguire una dieta equilibrata con una certa regolarità. Un intervistato su quattro confessa di farcela raramente. La fatica a mantenere nuove abitudini, soprattutto nella fascia 45-54 anni, il costo dei prodotti considerati sani e quella maledetta mancanza di tempo che colpisce in particolare i più giovani. La spesa è il primo atto di prevenzione per conciliare salute, gusto e velocità, ma serve pianificazione. Anche quando ci si mette ai fornelli. Per il 36% dei senior cucinare è un piacere e un gesto d’amore, ma per un altro 20% resta solo un dovere senza particolare coinvolgimento. Insomma, la strada per una longevità sana passa anche dalla voglia di prendersi il tempo necessario.
Movimento e ambiente
Muoversi è altrettanto cruciale, e da questo punto di vista due italiani su tre dichiarano di praticare attività fisica moderata almeno una volta a settimana, un’abitudine trasversale a tutte le età. Tuttavia, per più della metà oggi uno stile di vita sano non è davvero alla portata di tutti. Conta moltissimo l’ambiente circostante: quasi un italiano su due ritiene che avere piste ciclabili, parchi e spazi urbani attrezzati faciliti l’esercizio quotidiano. La volontà conta, ma deve essere sostenuta da un ambiente che renda facili le scelte sane. A ciò si aggiunge la cosiddetta wellness economy: palestre, servizi, programmi alimentari e strumenti digitali sono spesso concentrati nelle città e hanno prezzi non sempre abbordabili.
La psicologia della longevità
C’è poi un altro elemento: le relazioni umane e la capacità di progettare il futuro. Per il 70% degli italiani avere obiettivi da raggiungere è la motivazione più potente per prendersi cura di sé. La visione del domani diventa così una spinta emotiva capace di trasformare le nozioni teoriche in gesti concreti. Al di là dell’età, il bisogno principale dichiarato è sentirsi bene sia fisicamente che emotivamente, una richiesta che supera il 50% del campione. Un altro 20% preferirebbe vivere meno anni ma in piena autonomia e in buona salute, un’idea che però convince meno i giovani tra i 35 e i 44 anni. Le ansie legate alla propria longevità sana non mancano. In cima alla lista c’è lo stress, che preoccupa il 42% delle persone. Seguono la familiarità con malattie, che sale al 45% tra le donne, la solitudine (35%) e l’inquinamento, che preoccupa di più gli uomini (35%).
Donne più preparate ma anche più fragili
Un dato interessante è che la prevenzione e la cura di sé sono sentite in modo diverso tra generi. Le donne, secondo l’indagine, sono teoricamente più preparate: il 79% sa come mangiare bene per invecchiare in salute contro il 66% degli uomini, e il 63% ha usato integratori nell’ultimo anno. Il 45% teme le malattie ereditarie, mentre tra gli uomini la percentuale scende al 31%. Le donne vivono più a lungo, ma spesso con maggiore fragilità. Sono più consapevoli, ma continuano a prendersi cura soprattutto degli altri, trascurando sé stesse. Insomma, per raggiungere una vera longevità sana non bastano controlli periodici, movimento costante e alimentazione equilibrata. C’è bisogno anche di sonno di qualità, gestione dello stress e relazioni sociali solide. Coltivare interessi, tenere la mente attiva e circondarsi di persone con cui condividere esperienze aiuta a proteggere il benessere psicofisico nel tempo.
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