Dalla musicoterapia all’intelligenza artificiale, tre giovani ricercatori italiani si aggiudicano il Premio Longevitas 2026 a Roma, davanti a istituzioni scientifiche e politiche.
Longevità: Roma premia i giovani talenti
C’è un’Italia che studia il proprio futuro demografico e lo fa guardando ai giovani. Si è svolta il 23 aprile 2026, nella prestigiosa Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio Longevitas.
L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Longevitas, è dedicata ai migliori lavori accademici italiani sui temi dell’invecchiamento attivo, della prevenzione e della qualità della vita. Una ricerca di eccellenza portata avanti da laureandi e laureati delle università italiane, che sempre più spesso scelgono la longevità come terreno di indagine privilegiato. Il numero di tesi pervenute ha confermato un interesse crescente e trasversale. Dall’architettura inclusiva all’economia della longevità, dai servizi alla persona fino alle più recenti applicazioni dell’intelligenza artificiale in medicina.
I tre vincitori: musicoterapia, fragilità e lavoratori over 50
Il primo premio è andato a Cristina Vesprini, con una tesi incentrata sull’uso della musica come strumento terapeutico nel trattamento della demenza. Una ricerca che esplora come la musicoterapia possa migliorare concretamente il benessere dei pazienti, aprendo prospettive interessanti in un ambito dove i margini farmacologici restano limitati.
Il secondo premio è stato assegnato a Maurizio Nicolaio, il cui lavoro propone nuovi modelli per misurare la fragilità nella popolazione anziana; un tema cruciale per chi opera in ambito sanitario e si trova a pianificare interventi calibrati su bisogni molto differenti tra loro.
Il terzo premio è toccato a Matilde Maniscalco, autrice di un’analisi centrata sul benessere e sull’inclusione dei lavoratori over 50, con particolare attenzione alle politiche di invecchiamento attivo nelle organizzazioni. Tre lavori distinti per argomento ma accomunati da una stessa visione: la longevità non è solo una questione medica, ma un fenomeno multidimensionale che attraversa la società in ogni suo strato.
Un ospite d’eccezione
Tra i momenti più attesi della giornata, la presenza come ospite speciale di Laurent Simons, sedicenne di origine belga già noto in ambito accademico internazionale.
Dopo aver terminato le scuole superiori a otto anni e ottenuto laurea triennale e magistrale in fisica a dodici, Simons ha recentemente completato un dottorato in fisica quantistica e si appresta ad avviarne uno in scienze mediche a Monaco, con un focus specifico su intelligenza artificiale e biomedicina.
Il suo intervento a Roma ha riguardato le frontiere più avanzate della ricerca sull’invecchiamento, sottolineando come l’integrazione tra fisica, IA e scienze della vita rappresenti oggi una delle direttrici più promettenti per comprendere i meccanismi biologici dell’invecchiamento.
Scienza, politica e sanità intorno allo stesso tavolo
La cerimonia ha visto la presenza di rappresentanti di rilievo del mondo istituzionale, scientifico e industriale. Tra i presenti, il senatore Guido Quintino Liris, il presidente del CNR Andrea Lenzi, esponenti del Ministero dell’Università e della Ricerca, rappresentanti di Farmindustria e Confindustria Dispositivi Medici, oltre al vertice di Fondazione SoLongevity.
Dal lato industriale e sanitario, è emerso con forza il tema della sostenibilità. Una vita più lunga non deve tradursi in diseguaglianza. Il rischio che la non autosufficienza e le fragilità legate all’età diventino un fattore di esclusione è reale, e richiede risposte di sistema che vadano ben oltre la singola prestazione medica.
Verso il Milan Longevity Summit
Il Premio Longevitas si conferma, alla sua seconda edizione, come uno spazio di incontro tra generazioni e discipline: da un lato le istituzioni e le grandi organizzazioni sanitarie e industriali; dall’altro i ricercatori più giovani, con le loro idee e i loro strumenti nuovi.
I vincitori di quest’anno porteranno i propri lavori al Milan Longevity Summit il 20 e il 23 maggio prossimi, dove il dialogo si allargherà a una dimensione internazionale.
Nel frattempo, il fatto che tesi su musicoterapia, fragilità geriatrica e inclusione lavorativa arrivino a competere sullo stesso palco dice già qualcosa di preciso: la longevità è diventata un campo di ricerca maturo, capace di attrarre talenti da ambiti molto diversi.
TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SU SPAZIO50.ORG
© Riproduzione riservata
