Business class addio? Forse sì se vogliamo salvare il pianeta
Viaggiare in aereo rappresenta oggi una delle attività umane che incide maggiormente sul clima, ma non tutti i passeggeri pesano allo stesso modo sulla salute del pianeta. Uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications Earth & Environment ha analizzato oltre 27 milioni di voli commerciali, arrivando alla conclusione che la trasformazione delle cabine passeggeri sia la via più rapida per ridurre l’impatto ambientale dei voli. Un sedile nelle classi di lusso, infatti, può generare un inquinamento fino a cinque volte superiore rispetto a un posto in classe economica. Questo accade perché lo spazio fisico occupato dai passeggeri “premium” è molto vasto, riducendo drasticamente il numero di persone che un singolo velivolo può trasportare. In termini semplici, per far viaggiare poche persone in totale comodità, l’aereo finisce per bruciare molto più carburante per ogni singolo individuo a bordo, aumentando la quota di gas serra dispersi nell’atmosfera.
La geografia del consumo nei cieli
L’aviazione globale è responsabile di circa il 4% delle emissioni generate dall’uomo, ma questa percentuale non è distribuita in modo uniforme. Esiste una differenza tra le varie tratte del mondo, influenzata dall’efficienza tecnologica dei mezzi e dalla loro configurazione interna. Se la media globale si attesta sugli 84 grammi di CO2 per chilometro a passeggero, alcune rotte meno efficienti arrivano a cifre spaventose, superando i 900 grammi. Numeri che evidenziano la necessità di ripensare il modo in cui si occuoa lo spazio ad alta quota per limitare l’impatto ambientale dei voli. La ricerca evidenzia come i paesi più sviluppati siano i principali responsabili di questo fenomeno. Gli Stati Uniti guidano la classifica mondiale dell’inquinamento aereo, contribuendo da soli a un quarto delle emissioni totali. Anche l’Europa gioca un ruolo di primo piano, con il Regno Unito, la Germania e l’Italia tra i maggiori emettitori. In molti casi, questo dipende dall’utilizzo di aerei non aggiornati o dalla gestione di rotte che privilegiano il numero di voli rispetto al loro reale riempimento.
Una domanda in crescita
Negli ultimi quarant’anni, l’industria aeronautica ha fatto passi da gigante. Un aereo moderno consuma molto meno rispetto a un modello degli anni Ottanta, ma questo progresso si scontra con un ostacolo imprevisto: la voglia irrefrenabile di viaggiare. La domanda globale di voli cresce talmente in fretta da annullare i benefici dei motori più ecologici. È una corsa contro il tempo in cui la tecnologia fatica a stare al passo con i volumi di traffico sempre più imponenti. A complicare la situazione, anche i fattori geopolitici. Le chiusure degli spazi aerei dovute ai conflitti internazionali obbligano le compagnie a percorsi più tortuosi, allungando le distanze e gonfiando il consumo di cherosene. Anche le prospettive future non sono tutte rosee. Il possibile ritorno dei voli supersonici, promesso entro la fine del decennio, preoccupa gli scienziati poiché questi velivoli, pur essendo incredibilmente veloci, rischiano di aggravare pesantemente l’impatto ambientale dei voli.
Una classe unica per un futuro più pulito
La soluzione più efficace non riguarda motori futuristici, ma una diversa organizzazione dei sedili. Riconfigurare gli aerei eliminando la business class per lasciare spazio solo alla classe economica permetterebbe di trasportare più persone con lo stesso dispendio di energia. Questa mossa, da sola, potrebbe abbattere le emissioni di una percentuale compresa tra il 22% e il 57%. Accanto a questo, è fondamentale evitare i voli semi-vuoti: portare l’occupazione dei posti dall’attuale 80% al 95% significherebbe ottimizzare al massimo ogni decollo. Queste strategie, unite all’impiego dei velivoli più moderni e leggeri, come il Boeing 787-9, potrebbero ridurre l’impatto ambientale dei voli fino al 75%. Secondo gli esperti serve una politica internazionale che premi l’efficienza. I governi potrebbero introdurre tasse aeroportuali basate sulle reali prestazioni ambientali degli aerei, spingendo le compagnie a investire su flotte più “green”. In attesa di carburanti totalmente puliti, la scelta di viaggiare in classe economica resta il modo più concreto e immediato per volare in armonia con il pianeta.
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