Tra il ritorno sul set a Salerno, una serie in accademia militare e il biopic su Gigi D’Alessio, l’attore e regista si confessa: «Non voglio limitarmi a un solo genere. La mia prossima sfida alla regia sarà la più ambiziosa di sempre»
Tra il ritorno dell’avvocato Malinconico, un secondo film da regista, una serie ambientata in una scuola militare e il biopic su Gigi D’Alessio, Massimiliano Gallo si prepara a vivere una stagione particolarmente intensa, confermando la sua volontà di continuare a muoversi liberamente tra linguaggi e generi diversi, dal grande al piccolo schermo.
L’attore partenopeo, 58 anni, è stato protagonista di un incontro con la stampa a Napoli, organizzato da Film Commission Regione Campania nel Distretto Campano dell’Audiovisivo di Bagnoli, all’indomani della cerimonia della sesta edizione dei Nastri d’Argento Grandi Serie (assegnati dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani). Un’occasione per parlare dei suoi prossimi progetti tra televisione, cinema e streaming.
Gallo passerà i prossimi mesi, fino a metà ottobre – agosto escluso – a Salerno, sul set della terza stagione di Vincenzo Malinconico-Avvocato d’insuccesso, la serie di Rai 1 tratta dai romanzi di Diego De Silva, la cui messa in onda è prevista nella primavera del 2027. Tante le novità, ha assicurato l’attore, a partire dalla regia affidata a Cosimo Gomez, che «saprà cogliere nuovi aspetti del Malinconico pensiero». Del legale più anticonvenzionale della tv italiana, ha raccontato: «Malinconico continuerà a osservare la realtà con il suo consueto sguardo ironico e fuori dagli schemi, elemento che ha contribuito a renderlo così popolare al pubblico». Poi sui nuovi episodi ha aggiunto: «Saranno incentrati soprattutto sui temi dell’amore e della famiglia allargata, concentrandosi non solo sulle vicende personali del protagonista, ma anche sulle relazioni dei personaggi che fanno parte del suo mondo».
L’attore sta lavorando anche a un secondo film da regista. Proprio negli spazi dell’ex Base Nato di Napoli, ha girato il suo debutto, La salita, che ha ottenuto tre candidature ai Nastri d’Argento (Miglior film d’esordio, Migliore sceneggiatura, scritta insieme a Riccardo Brun e Mara Fondacaro, e Miglior colonna sonora, curata da Enzo Avitabile). Il film trae ispirazione dalla vicenda reale che nel 1984 legò l’impegno di Eduardo De Filippo ai giovani detenuti dell’Istituto penale per minorenni di Nisida. «La salita è stata un’avventura nuova che ho deciso di intraprendere quando mi sono sentito pronto. Avevo pensato di debuttare alla regia con una commedia, poi invece Riccardo Brun mi portò questo soggetto, all’inizio diverso, ambientato a Nisida ai giorni nostri, e per questo ho declinato l’invito. Poi siamo tornati a questa storia che raccontava di Eduardo, negli anni Ottanta, un momento storico, non solo della nostra città, ma del nostro Paese, che andava ricordato. Era la prima volta che l’arte incontrava il carcere, la prima volta che, grazie a Eduardo, cominciarono a cambiare le leggi sul carcere minorile».
Per la sua opera seconda, Gallo ha optato per una sfida diversa, un progetto che ha definito «il più ambizioso della mia carriera». Ossia realizzare il remake di un grande classico della commedia all’italiana. «Siamo riusciti ad acquisire i diritti di questo film, di cui non è ancora tempo di rivelare il titolo – ha raccontato -. Questa commedia era ambientata a Roma, noi trasferiremo l’azione a Napoli. Speriamo di iniziare a girare il prossimo anno. E chissà che stavolta non mi ritaglierò anche un ruolo, a differenza de La salita che ho solo diretto».
L’attore ha poi sottolineato come la scelta più semplice sarebbe stata quella di proseguire sulla strada del cinema d’autore, che fino ad oggi gli ha garantito riconoscimenti e apprezzamenti dalla critica. «Non voglio limitarmi a un solo genere – ha spiegato -. Nel corso della mia carriera ho sempre alternato cinema autoriale, come È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, a produzioni commerciali e progetti televisivi, mantenendo quella stessa curiosità anche sul palcoscenico teatrale, dove ho affrontato testi di autori molto diversi tra loro, da Pirandello a Strindberg».
Tra i nuovi progetti di Gallo c’è anche La scuola, serie Netflix diretta da Ivan Silvestrini e ambientata negli anni Novanta in un’accademia militare, ispirata alla storica e rigorosa Scuola Militare Nunziatella di Napoli. L’attore sarà uno dei protagonisti insieme a Cristiana Capotondi e Irene Maiorino. Al centro della storia, il percorso di formazione di otto giovani allievi all’interno di un contesto caratterizzato da disciplina, tradizione e spirito di appartenenza.
Nel futuro di Gallo non manca il cinema biografico. Sarà, infine, tra gli interpreti del biopic sugli esordi e sull’ascesa musicale di Gigi D’Alessio, Solo se canti tu diretto da Luca Miniero, dove interpreterà il suocero del cantante partenopeo. «È un film molto pop», ha sottolineato l’attore, che grazie a questo ruolo ha «potuto sperimentare nuove sfumature recitative» e si è «divertito particolarmente durante il lavoro di costruzione del personaggio».
Foto di Tommaso Vitiello
© Riproduzione riservata
