Il deterioramento dei meccanismi di pulizia cellulare accelera l’invecchiamento e apre la strada a diabete, sarcopenia e declino immunitario
I mitocondri sono noti soprattutto come le centrali energetiche delle cellule, ma fanno molto di più: hanno un ruolo fondamentale nel metabolismo e guidano processi chiave come l’infiammazione, la risposta allo stress e i segnali di sopravvivenza o morte cellulare. Per funzionare al meglio, l’organismo si affida a un vero e proprio sistema di manutenzione dei mitocondri. Questo meccanismo monitora costantemente lo stato di salute di queste centraline, riparando quelle difettose o eliminandole per fare spazio a mitocondri nuovi e fiammanti. Si tratta di un lavoro di pulizia fondamentale, soprattutto quando il corpo è sotto stress a causa dell’ambiente o di uno squilibrio metabolico. Se questo sistema di controllo va in tilt, la strada si spiana per malattie croniche come il diabete, le sindromi metaboliche e l’invecchiamento del sistema immunitario.
Deterioramento e malattie
Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nature Metabolism fa luce sul ruolo della manutenzione dei mitocondri nell’invecchiamento umano e nella longevità. Lo studio porta la firma di Anna Picca, docente di Biologia presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università Lum Giuseppe Degennaro, e di Luigi Ferrucci del National Institute on Aging di Baltimora. “La ricerca analizza inoltre le strategie terapeutiche emergenti, dall’attivazione dell’AMPK all’integrazione con NAD+ fino alla restrizione calorica, come possibili strumenti per una longevità più sana”. Lo studio fa il punto sulle attuali conoscenze relative alla biologia della manutenzione dei mitocondri in rapporto a una longevità umana in salute. Il testo esplora come questo meccanismo funzioni in condizioni fisiologiche normali e viene spiegato in che modo il suo deterioramento, tipico dell’avanzare dell’età, danneggi il metabolismo dell’intero organismo e le difese immunitarie.
Le parole della ricercatrice
“Il nostro lavoro – afferma Picca – illustra come le cellule monitorano, riparano e sostituiscono i mitocondri danneggiati per preservare la resilienza biologica. Un sofisticato sistema basato sulla dinamica di fusione e fissione mitocondriale, garantisce l’integrità strutturale e funzionale dei mitocondri, preservando l’omeostasi cellulare”. La mitofagia, cioè la rimozione e il riciclo dei mitocondri danneggiati, è un processo di importanza primaria per la cellula. Tanto da considerarsi una ‘spia’ di salute per l’organismo nel suo complesso. La disfunzione della mitofagia è stata recentemente inclusa tra i processi che caratterizzano l’invecchiamento e lo sviluppo di diverse condizioni patologiche. “Quando la manutenzione dei mitocondri viene sopraffatta dallo stress o perde efficienza con l’età, si riduce la resilienza cellulare e aumenta la suscettibilità allo sviluppo di patologie croniche, tra cui diabete, sarcopenia e immunosenescenza”, prosegue la ricercatrice.
Le prospettive terapeutiche
La manutenzione dei mitocondri si può potenziare attraverso interventi geroterapeutici emergenti, tra cui l’aumento della disponibilità di NAD+, gli attivatori di AMPK e la restrizione calorica. Questi favoriscono il mantenimento della funzione mitocondriale e della resilienza metabolica. “Rafforzare questi meccanismi di resilienza – conclude Picca – rappresenta una strategia fondamentale per preservare la salute durante l’invecchiamento e prevenire il declino funzionale associato all’età”. Gli studi sulla mitofagia e sui suoi attivatori hanno raggiunto la fase clinica e hanno confermato il ruolo centrale di questo processo biologico per la salute umana. L’obiettivo è migliorare la resilienza metabolica, mostrando come la ricerca preclinica e clinica possa sfruttare la manutenzione dei mitocondri come un vero e proprio scudo farmacologico contro l’invecchiamento.
Credit foto: Ursa Design/Shutterstock.com
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