Presentata a Roma una vettura completamente inedita che apre un nuovo capitolo nella storia del marchio di Maranello
Il 25 maggio 1947, sul circuito delle Terme di Caracalla, la Ferrari 125 S conquistò la prima vittoria ufficiale del Cavallino Rampante. Oggi, a distanza di decenni, la stessa città è stata scelta per un altro debutto destinato a fare la storia, quello della Ferrari Luce, la prima vettura full electric del marchio di Maranello. Un passaggio atteso e studiato nei minimi dettagli. Perché se è vero che l’elettrificazione sta trasformando l’intero settore automobilistico, farlo per una casa come Ferrari significa riuscire a coniugare tradizione e futuro senza tradire l’essenza del marchio. Vale la pena sottolineare che l’intero progetto ha dato origine a oltre 60 nuovi brevetti, tutti sviluppati internamente a Maranello.
Non una semplice elettrica
Ferrari Luce è stata sviluppata su una piattaforma dedicata, pensata fin dall’inizio per ospitare la propulsione elettrica senza compromessi. Il risultato è una silhouette del tutto nuova, dominata da una grande glass house dalla forma simile a una conchiglia, con superfici pure e continue che regalano alla vettura un aspetto al tempo stesso futuristico ed elegante. Il design è stato sviluppato in collaborazione con LoveFrom, il collettivo creativo fondato da Sir Jony Ive e Marc Newson. L’obiettivo era reinterpretare il DNA del Cavallino creando un’architettura capace di esaltare contemporaneamente prestazioni, lusso e spaziosità. Missione riuscita, a giudicare dai primi sguardi sulla vettura. Le nuove appendici flottanti anteriori e posteriori lavorano sull’efficienza aerodinamica, mentre i cerchi da 23 pollici all’anteriore e 24 al posteriore rappresentano i più grandi mai adottati su una Ferrari stradale.
Oltre 1.050 CV e 60 nuovi brevetti
La Ferrari Luce è spinta da quattro motori elettrici, uno per ruota, progettati e assemblati internamente. La potenza massima complessiva raggiunge i 1.050 CV, con prestazioni da vera supercar. L’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 2,5 secondi, mentre per toccare i 200 km/h bastano 6,8 secondi. La velocità massima supera i 310 km/h. La grande batteria da 122 kW consente un’autonomia superiore ai 530 km e supporta la ricarica rapida fino a 350 kW. Il peso in ordine di marcia si attesta a 2.260 kg, una cifra importante ma giustificata dalla complessità tecnica del progetto. A gestire una potenza così elevata ci pensa il nuovo e-manettino, che modula potenza e trazione in funzione della modalità selezionata, affiancato dall’iconico manettino a cinque posizioni che si adatta alle diverse condizioni di aderenza.
Un nuovo sound
Una delle domande più ricorrenti, quando si parla di una supercar elettrica, riguarda il sound. Ferrari ha voluto rispondere con un approccio radicale: il suono deve essere autentico, funzionale e coerente con la meccanica della vettura. Niente artifici o colonne sonore sintetiche. Il sound della Ferrari Luce nasce da un sistema sviluppato e brevettato internamente che capta in tempo reale le vibrazioni generate dagli organi rotanti dell’assale elettrico, le filtra e le amplifica in modo funzionale per chi guida. Questo sound si attiva solo quando il manettino è in posizione ‘performance’. Il resto del tempo, l’abitacolo resta avvolto in un silenzio che fa parte dell’esperienza.
Cinque posti e aperture a sorpresa
Un’altra sorpresa riguarda l’abitabilità. La Ferrari Luce è una supercapace di accogliere comodamente cinque persone, grazie a quattro porte. Quelle posteriori presentano un’apertura controvento, soluzione già vista sulla Purosangue, che facilita l’accesso e dona un tocco di praticità in più a una vettura dal carattere decisamente sportivo. Esternamente, spiccano le due grandi ali poste all’anteriore e al posteriore, che lavorano sulla gestione dei flussi d’aria contribuendo alla massima stabilità. I gruppi ottici sono perfettamente integrati nelle superfici: a luci spente, i fanali anteriori e posteriori sembrano quasi scomparire, preservando la pulizia della carrozzeria. Un bel richiamo al passato, invece, arriva dai fanali posteriori rotondi, che ricordano la bellezza essenziale di modelli iconici come la Ferrari 360 Modena e la 458 Italia.
Trazione integrale elettrica
Il progetto porta al debutto la trazione integrale elettrica, una soluzione inedita per la Casa di Maranello. Questa architettura consente al torque vectoring di esprimere appieno il proprio potenziale, distribuendo la coppia in modo puntuale tra le ruote e rendendo la vettura più precisa, prevedibile e leggibile in ogni fase di guida. Completano il quadro tecnico il nuovo torque shift engagement e la rigenerazione estesa, sviluppati per garantire una progressione naturale della coppia e del freno motore. Il risultato, promette l’azienda, è una Ferrari immediata, controllabile e capace di restituire al pilota le sensazioni di una vera supercar. Insomma, l’elettrico non deve significare freddezza, ma anzi può amplificare il piacere di guida se sviluppato con la cura che solo Maranello sa mettere.
Le parole di Elkann
In occasione della presentazione, John Elkann, Presidente di Ferrari, ha sottolineato il significato di questo debutto: “Con Ferrari Luce, ridefiniamo ancora una volta i limiti del possibile. Oggi non presentiamo soltanto una nuova vettura, ma inauguriamo un capitolo che trasforma la nostra visione in realtà, rafforzando la tradizione Ferrari di anticipare e plasmare il futuro”. L’elettrico, ha ricordato, è frutto di una filosofia aziendale che guarda avanti. Elkann ha anche evidenziato il valore delle collaborazioni, come quella con LoveFrom per il design, e ha voluto legare il debutto romano alla prima vittoria del Cavallino del 1947. “Roma, ha detto, luogo simbolo della nostra prima vittoria, diventa il punto di partenza per una Ferrari che illumina il futuro e apre nuovi orizzonti”. Inoltre Ferrari è la prima casa al mondo ad affiancare l’architettura full electric a quella ibrida e termica per le vetture sportive, offrendo agli appassionati del marchio la massima libertà di scelta. Resta solo da vedere come risponderanno i puristi, quelli per cui il rombo del motore termico è insostituibile.
credit foto: Facebook – Ferrari
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