Il primo Papa americano e agostiniano compie un anno sul soglio di Pietro: le tensioni con Trump, i viaggi in Africa e Medio Oriente e la prima enciclica sull’intelligenza artificiale. Oggi in visita pastorale a Pompei e Napoli.
Il primo anno di pontificato di Papa Leone XIV
L’8 maggio 2025, dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro, un uomo di Chicago con decenni di missione peruviana alle spalle si affacciava sul mondo e chiedeva pace presentandosi come “figlio di Sant’Agostino”. Dodici mesi dopo, Robert Francis Prevost è ancora lì, e quel primo discorso si è rivelato un programma fedele.
Leone XIV, il nome scelto in omaggio a Leone XIII, autore nel 1891 della Rerum Novarum, ha costruito il suo primo anno di pontificato attorno ad alcuni assi portanti: la pace nei conflitti armati, l’attenzione alle periferie, il dialogo come metodo. Non ha cambiato rotta, neppure quando la rotta ha incontrato venti contrari.
L’anniversario dell’elezione cade oggi in una giornata tutt’altro che simbolica: il Papa è partito in elicottero dal Vaticano intorno alle ore 8 e alle 8.50 è atterrato a Pompei, nel giorno in cui la Chiesa celebra la Vergine del Rosario venerata nel santuario cittadino.
Nel pomeriggio si prevede una sosta a Napoli, per l’incontro con il clero e successivamente in piazza del Plebiscito per il saluto alla cittadinanza. La città si è preparata con cura: da ieri sera la colorazione del colonnato di San Francesco di Paola, su indicazione della Prefettura, è stata cambiata dal blu al giallo e al rosa, i colori pontifici.
La pace come bussola
Su ogni dossier geopolitico, Leone XIV ha mantenuto una posizione riconoscibile: non cedere alla logica degli schieramenti, insistere sul negoziato, non smettere di nominarla, la pace, anche quando l’interlocutore non gradisce. I rapporti con Donald Trump si sono fatti presto difficili. Il presidente americano, in un discorso pubblico, aveva definito il Pontefice “un debole” e ha sostenuto che senza di lui alla Casa Bianca, Prevost non sarebbe mai arrivato in Vaticano. Leone XIV ha risposto dicendo di non aver paura dell’amministrazione Trump, e che non intendeva aprire un dibattito. Il messaggio restava lo stesso, quello del Vangelo, che non doveva essere “abusato come alcuni stanno facendo”.
E il 7 maggio, alla vigilia dell’anniversario, un primo segnale di distensione: il Papa ha incontrato il segretario di Stato americano Marco Rubio.
I viaggi: Monaco, Turchia, Libano, Africa
In un anno Leone XIV ha già percorso buona parte del mondo. Ha visitato il Principato di Monaco, centro nevralgico della finanza europea, per lanciare un appello a favore di un sistema finanziario più etico e sostenibile. È stato in Turchia per i 1700 anni del Concilio di Nicea, e in Libano. Ad aprile ha compiuto il viaggio più lungo: quattro Paesi africani, durante il quale ha denunciato esplicitamente il saccheggio delle risorse naturali del continente. Non sono stati discorsi di circostanza. Su ogni tappa ha portato la stessa agenda: ascolto, vicinanza alle comunità locali, richiamo ai governi e alle élite economiche.
In parallelo, ha avviato un ciclo di visite pastorali nelle parrocchie di Roma, per incontrare le periferie della capitale. E la ‘sua’ Chiclayo, la città peruviana dove è stato vescovo per anni, festeggia questo anniversario con una settimana intera di celebrazioni.
L’enciclica sull’intelligenza artificiale e il ritorno alla tradizione
Uno dei terreni più attesi del pontificato riguarda la tecnologia. Leone XIV ha dedicato la sua prima enciclica all’intelligenza artificiale, di imminente pubblicazione. In più occasioni ha sottolineato che la Chiesa non può ignorare questa trasformazione, e che al centro di qualunque sviluppo tecnologico deve restare la persona e la sua dignità. Non è una posizione di chiusura, ma di vigilanza.
Sul piano dei segni esteriori, il pontificato ha segnato qualche discontinuità rispetto agli anni di Francesco. Fin dalla prima apparizione Leone ha indossato la mozzetta rossa, simbolo tradizionale del papato che il predecessore aveva abbandonato. Ha scelto di tornare a vivere nel Palazzo Apostolico, rimasto vuoto per dodici anni, e ha ripreso l’uso di Castel Gandolfo per i periodi estivi. Gesti che alcuni hanno letto come un ritorno alla forma, senza però che il contenuto pastorale cambiasse di segno.
Il profilo del nuovo Papa dunque, senza essere una copia di Francesco, si pone in chiara continuità con lui, tenendo lo sguardo rivolto verso le persone emarginate e impegnandosi senza tregua per la pace.
Pompei e Napoli, la giornata del primo anniversario
La scelta di trascorrere l’anniversario del pontificato a Pompei e Napoli non è casuale. A Pompei, come primo atto della visita, il Papa ha incontrato circa quattrocento persone impegnate nelle opere di carità del Santuario. 140 tra minori e adolescenti provenienti da situazioni di disagio, spesso affidati dai tribunali, bambini del centro educativo Beata Vergine gestito dalle suore domenicane, componenti delle case famiglia, ragazze madri, poveri che ogni giorno gravitano attorno al santuario. Ha ascoltato alcune testimonianze, poi ha tenuto un discorso. Alle 10 ha reso omaggio a San Bartolo Longo nella cappella a lui dedicata, e poi ha presieduto la messa. Un anno di Leone XIV si chiude, e si riapre nel cuore del Mezzogiorno.
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