Un astronauta cinese resterà in orbita per un anno intero, stabilendo un primato mondiale nella ricerca sugli effetti dello spazio sul corpo umano
Il 24 maggio scorso, alle 23.08 italiane, dal Centro di lancio di Jiuquan è decollato un razzo con a bordo tre astronauti. Destinazione: la stazione spaziale Tiangong. È iniziata così Shenzhou-23, la missione spaziale cinese che rappresenta un momento cruciale non solo per Pechino, ma per l’intero panorama dell’esplorazione umana dello spazio. A capo della squadra Zhu Yangzhu, 39 anni, reduce da una precedente esperienza orbitale con Shenzhou-16. Insieme a lui Zhang Zhiyuan, quarantenne ex pilota dell’aeronautica militare cinese, e Lai Ka-ying (nella foto), forse la figura più emblematica della spedizione. Originaria di Hong Kong, dove ha lavorato come agente della polizia locale, Li rappresenta il primo cittadino della ex colonia britannica a raggiungere lo spazio, oltre ad essere la prima donna cinese a ricoprire il ruolo di ‘specialista di carico utile’. La missione spaziale cinese mostra così al mondo il suo volto di inclusività, diversità, ricerca di talenti in contesti tradizionalmente lontani dai programmi spaziali.
Lai Ka-ying, l’ex poliziotta di Hong Kong
Lai Ka-ying è nata nel 1982 a Hong Kong. Dopo aver completato gli studi universitari in informatica e aver conseguito il dottorato nella medesima disciplina, ha scelto di lavorare per la Hong Kong Police Force, dove è rimasta per anni in qualità di agente e successivamente come supervisore tecnico. Stavolta la Cina ha deliberatamente cercato professionisti con competenze trasversali, capaci di portare prospettive diverse a bordo della stazione spaziale. Quando la sua candidatura è stata annunciata il 22 maggio 2026, poche ore prima del lancio, è diventata il simbolo vivente di una nuova fase nel programma spaziale cinese. La sua inclusione rappresenta anche un gesto diplomatico del governo centrale verso Hong Kong, un segnale che la città mantiene un ruolo centrale nella strategia nazionale. A quarantatre anni, Lai Ka-ying è diventata la quarta donna cinese a raggiungere lo spazio. Durante la missione in orbita, condurrà oltre cento esperimenti scientifici, lavorando al fianco di equipaggi che cambieranno nel corso dei mesi.
Un anno tra le stelle
Uno dei tre astronauti, il cui nome non è ancora noto, resterà in orbita per un anno intero. L’equipaggio di Shenzhou-21 aveva già stabilito il primato precedente, con 204 giorni consecutivi a bordo della Tiangong. Finora il record mondiale assoluto per una singola missione spaziale rimane ben più distante: 437 giorni, detenuti dal cosmonauta russo Valerij Poljakov. Ad oggi nessuna agenzia spaziale ha ancora disponibile un “atlante” dettagliato di come il corpo umano reagisca a un anno intero di microgravità, radiazioni solari e isolamento estremo. Si tratta dunque di un esperimento sul campo di grande rilevanza scientifica. Inoltre, nel tempo di permanenza, gli scienziati raccoglieranno dati biologici e medici su come cambiano diversi sistemi del corpo: muscoli, ossa, cuore, metabolismo, vista, cognizione. Tutto sarà documentato con attenzione, perché questi dati rappresenteranno le fondamenta su cui costruire le future missioni spaziali.
Un laboratorio orbitale
Una volta agganciata alla stazione Tiangong – il cui nome significa poeticamente “Palazzo Celeste” – l’equipaggio avvierà un programma scientifico molto ampio. La diversità dei progetti rivela l’ambizione della missione spaziale cinese di toccare simultaneamente molteplici fronti della ricerca. Gli astronauti coltiveranno due generazioni complete di riso interamente nello spazio, osservando se la microgravità modifichi le caratteristiche genetiche della pianta oppure la comprometta. Contemporaneamente, utilizzeranno embrioni di zebrafish e topi per comprendere se forme di vita diverse possano svilupparsi in assenza di gravità. I risultati determineranno le possibilità concrete di sostenere la vita biologica durante missioni stellari future. Condurranno poi esperimenti biologici per osservare come le cellule epatiche metabolizzino i grassi in microgravità. Questa ricerca potrebbe prevenire la steatosi epatica, che preoccupa i medici delle agenzie spaziali quando progettano missioni prolungate. I semi delle piante, inoltre, saranno esposti alle radiazioni cosmiche all’esterno della navicella per cinque mesi consecutivi, permettendo di osservare direttamente la loro influenza sulla crescita biologica nello spazio.
Tecnologie future
Durante il soggiorno orbitale verranno studiate anche componenti a base di terre rare, leghe leggere, batterie sperimentali e tecnologie energetiche di nuova generazione. I ricercatori cinesi puntano a capire come questi materiali si comportino in assenza di gravità e come le loro proprietà possano essere sfruttate per costruire navicelle e stazioni spaziali più efficienti. La Cina ha dichiarato l’intenzione di realizzare il primo allunaggio con equipaggio umano entro il 2030, un obiettivo che richiede il coinvolgimento simultaneo di dozzine di tecnologie innovative. Mentre gli Stati Uniti proseguono il programma Artemis, la Cina non resta a guardare. Pechino sta sviluppando il razzo Lunga Marcia 10 e una navicella con equipaggio di nuova generazione, progetti che rappresentano salti qualitativi rispetto alle attuali capacità. L’attuale missione spaziale cinese rappresenta un’occasione per testare procedure, protocolli e tecnologie che serviranno sulla Luna nel prossimo decennio.
Nel ‘Palazzo Celeste’
La stazione spaziale Tiangong è pienamente operativa dal 2022 e rappresenta il fulcro della strategia spaziale cinese in orbita terrestre bassa. Questa è la settima missione spaziale cinese con equipaggio lanciata durante la fase operativa della stazione e il quarantesimo volo con equipaggio dell’intero programma spaziale del Paese. Mantenere una presenza umana permanente in orbita non è semplice: richiede una logistica sofisticata, un coordinamento costante tra terra e cosmo, e l’affidabilità di tecnologie che operano in condizioni estreme. Shenzhou-23 si integra in questa continuità, permettendo il cambio dell’equipaggio precedente e garantendo che non ci sia soluzione di continuità nel programma scientifico. La sua storia rivela come il programma spaziale cinese stia evolvendo verso una complessità nuova, capace di abbracciare competenze trasversali e di costruire il futuro dell’esplorazione umana dello spazio.
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