La Cattedrale dell’Immagine ospita “Inferno”: arte digitale, realtà virtuale e installazioni multisensoriali per rileggere il capolavoro dantesco. Per una Divina Commedia mai vista
L’Inferno di Dante apre i cancelli a Firenze
Dal 15 maggio la Cattedrale dell’Immagine di Firenze diventa il punto di partenza di uno dei progetti culturali più ambiziosi dell’anno.
Si chiama “Inferno – Esperienza Immersiva nella Divina Commedia di Dante” e fino al 15 novembre porterà il pubblico attraverso i cerchi infernali del poema dantesco, servendosi di proiezioni monumentali, scenografie digitali e tecnologie di realtà virtuale. La sede è la storica Cattedrale dell’Immagine, a pochi passi da Ponte Vecchio: uno spazio già noto per le esperienze visive su larga scala, che per l’occasione ha subito un importante intervento di ristrutturazione, con la creazione di un nuovo ingresso e l’apertura al pubblico, per la prima volta, degli spazi del Coro.
La cura artistica del progetto è affidata a Sinan Turaman, mentre quella scientifica è di Luca Azzetta, professore del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze. A costruire l’esperienza ha lavorato un team internazionale di oltre cento professionisti, impegnati per anni nello sviluppo creativo e produttivo dell’iniziativa.
Un percorso tra arte e tecnologia
L’allestimento si articola in più ambienti. Il cuore della mostra è la grande esperienza immersiva principale, dove il visitatore segue Dante e Virgilio nella discesa infernale attraverso proiezioni a scala monumentale. Il percorso comprende poi la Selva Oscura, la Mirror Room e la Cripta, uno spazio sotterraneo in cui la narrazione dantesca si confronta con sette secoli di rappresentazioni artistiche del poema: illustrazioni, manoscritti miniati, iconografie che hanno dato forma all’Inferno nell’immaginario collettivo.
Tra le novità più rilevanti c’è l’esperienza in realtà virtuale inclusa nel biglietto Vip, ambientata negli spazi del Coro aperti per la prima volta al pubblico. Si tratta di un viaggio condiviso, realizzato con tecnologie VR di ultima generazione, che consente di attraversare la Firenze del XIII secolo, addentrarsi fino nella Selva Oscura. Poi, è possibile raggiungere la Città di Dite, scendere fino al nono cerchio e, alla fine, risalire verso le stelle vivendo la vicenda attraverso gli occhi del poeta.
Divina Commedia: divulgazione come obiettivo
A motivare la scelta del soggetto c’è anche un legame con la città: il progetto nasce dal desiderio di restituire qualcosa a Firenze, dopo anni di produzioni dedicate ai grandi maestri dell’arte classica e contemporanea. La sfida principale non era tanto la spettacolarità dell’allestimento, quanto rendere il poema accessibile a un pubblico largo, capace di uscire dall’esperienza con qualcosa di duraturo.
La divulgazione, in questo senso, ha guidato ogni scelta creativa. Per chi ha lavorato alla regia artistica, Dante è un punto di riferimento personale che risale agli anni della formazione, e l’idea di trasformare l’Inferno in un’esperienza sensoriale, attraverso tecnologia, luce, suono e architettura digitale, nasce da quella familiarità profonda con il testo. Farlo a Firenze, nella città natale del poeta, ha aggiunto al progetto un peso ulteriore: non solo una responsabilità culturale, ma anche qualcosa di più difficile da definire, che ha influenzato ogni decisione produttiva.
Il poema tra i secoli
La Commedia ha sempre prodotto immagini. Fin dalla sua prima circolazione, oltre 700 anni fa, il testo ha alimentato un immaginario visivo che si ritrova già nei manoscritti miniati più antichi. La mostra si inserisce in questa tradizione lunga sette secoli, utilizzando gli strumenti tecnologici contemporanei per restituire al poema la stessa capacità evocativa che ha sempre avuto. L’obiettivo è raggiungere un pubblico ampio, dimostrando come Dante non sia un oggetto da museo ma un testo ancora in grado di interrogare la sensibilità di chi lo incontra oggi.
Non è un dettaglio secondario: la mostra nasce con l’ambizione di parlare anche a chi con Dante non ha ancora un rapporto diretto, trasformando uno dei testi più studiati della letteratura mondiale in qualcosa di fisicamente percepibile e narrativamente coinvolgente.
Da Firenze al mondo
“Inferno” è stato concepito fin dall’inizio come un progetto internazionale. Dopo il debutto fiorentino, la mostra è destinata a proseguire il percorso in Europa, Asia ed Estremo Oriente, con l’obiettivo di portare il patrimonio culturale italiano, e il linguaggio dantesco in particolare, verso platee molto diverse tra loro. La mostra è aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle 19.
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