(Adnkronos) – Quattro navi della Marina Militare italiana ossia due cacciamine – il Crotone e il Rimini che si trovano già a Gibuti -, una nave da supporto logistico e una nave di scorta: si configurerebbe così il contributo italiano alla missione internazionale per lo sminamento dello stretto di Hormuz, che potrebbe coinvolgere 400-500 militari italiani. Sebbene Regno Unito, Francia, Germania e Italia abbiano già espresso l’intenzione di dare il loro contributo, c’è ancora l’incognita sui tempi. Per la partecipazione italiana servono delle “precondizioni”, ha ribadito lunedì il ministro della Difesa Guido Crosetto, facendo riferimento alla pace, al fatto che la missione sia accettata da tutte le parti e all’autorizzazione del parlamento. Dal punto di vista tecnico, tuttavia, l’Italia è già pronta. I due cacciamine, il Rimini e il Crotone, sono a Gibuti e stanno svolgendo attività addestrativa. E’ ipotizzato poi l’impiego di una nave da supporto logistico e di una nave scorta che potrebbe essere la Montecuccoli.
Lunedì scorso, “lo abbiamo confermato subito: l’Italia, insieme agli altri partner e fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, è pronta a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz”, ha detto intanto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo al convegno ‘Obiettivo Export: imprese e territori del Sud Italia, verso la conferenza nazionale dell’Export 2026’. “Il mio auspicio – ha aggiunto – è che un quadro internazionale più stabile possa aiutarci. Dopo mesi di tensione e guerra, il Mediterraneo e il Medio Oriente hanno ora davanti a sé la prospettiva della pace. La riapertura dello Stretto di Hormuz è un passaggio cruciale”. Per questa mattina alle 9, quindi, “abbiamo convocato una nuova riunione del Tavolo Hormuz che ho istituito per aggiornare costantemente le nostre imprese sulla crisi. Siete tutti invitati a partecipare. Vi daremo tutti gli ultimi aggiornamenti, anche sugli sviluppi commerciali. La libertà di navigazione e la sicurezza delle rotte commerciali – ha concluso Tajani – è cruciale per la nostra economia”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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