Mentre Francia e Australia impongono divieti per i minori all’uso dei social media l’Italia punta sulla prevenzione
In Europa si moltiplicano i divieti e le restrizioni per limitare l’uso dei social tra i minori ma l’Italia sceglie la prevenzione. È con questo spirito che prende il via il Centro Discover, primo centro specializzato in Italia interamente dedicato al tema della disconnessione guidata e all’uso consapevole della tecnologia. L’intesa coinvolge la Asl Toscana centro, il Comune di Firenze e la cooperativa sociale Retesviluppo. Il centro aprirà dopo l’estate presso la Biblioteca Chiarugi a San Salvi e resterà attivo fino a dicembre 2026, accogliendo giovani tra i 10 e i 25 anni. Discover non sarà un servizio clinico, ma uno spazio educativo e preventivo. Un luogo dove imparare a gestire il rapporto con gli schermi prima che diventi un problema.
Fenomeno in crescita
La dipendenza digitale non è più un’emergenza marginale. L’uso precoce e incontrollato di smartphone, social network e videogiochi sta modificando profondamente le abitudini e la salute psicofisica delle nuove generazioni. Sempre più ragazzi trascorrono ore davanti a uno schermo, sacrificando sonno, concentrazione, attività fisica e relazioni vere. Le famiglie e le scuole spesso si trovano impreparate, prive di strumenti per affrontare un fenomeno che ha ricadute sociali, culturali ed educative. Discover nasce proprio per colmare questo vuoto. Come ha spiegato l’assessora alle Politiche Giovanili Letizia Perini, le tecnologie digitali rappresentano una straordinaria opportunità, ma proprio per questo c’è il dovere di accompagnare i ragazzi a un utilizzo sempre più consapevole. L’obiettivo è aiutarli a trovare un equilibrio tra il tempo trascorso online e quello vissuto nelle relazioni, nello sport, nella cultura e nelle esperienze condivise.
Disconnessione guidata e uso consapevole
La presidente di Retesviluppo, Ester Macrì, ha sottolineato l’approccio innovativo del centro, che non si limita a proporre divieti ma si fonda su due pilastri fondamentali. Ossia la disconnessione guidata e la promozione di un uso consapevole della tecnologia. L’idea è trasformare i giovani da consumatori passivi a protagonisti attivi del loro tempo. Discover intende essere un punto di raccordo aperto al territorio, capace di analizzare il fenomeno, attivare interventi e laboratori pratici e formare la comunità educante. Tra i servizi proposti ci saranno percorsi di orientamento, uno sportello di ascolto specialistico e attività laboratoriali incentrate sulla media education e sulla valorizzazione della socialità analogica. Giochi da tavolo, attività manuali, laboratori di gruppo e sport all’aperto diventeranno strumenti quotidiani per contrastare la dipendenza digitale e favorire il riequilibrio tra tempo online e tempo offline.
Largo al modello italiano
Il dibattito sulla dipendenza digitale è ormai globale. L’Australia è stato il primo Paese a obbligare i provider a verificare l’età degli utenti. La Francia martedì scorso è diventata il primo Paese europeo a introdurre un divieto dei social per i minori di 15 anni, in vigore da settembre. Il Regno Unito sta valutando un coprifuoco notturno dai social per i ragazzi di 16 e 17 anni. Anche Grecia, Slovenia, Svezia e Spagna stanno programmando restrizioni simili. L’Italia, per ora, resta fuori da questa ondata normativa. Discover rappresenta invece una scommessa culturale: affrontare il problema alla radice, attraverso l’educazione e la responsabilizzazione, piuttosto che con sanzioni e divieti. Un approccio che punta a ricostruire quel tessuto sociale che l’isolamento digitale rischia di sfilacciare.
Uno spazio aperto
Uno spazio importante del progetto sarà dedicato anche a genitori, docenti, educatori, allenatori e adulti di riferimento. Sono previsti incontri formativi e informativi su temi come l’uso precoce dei dispositivi digitali, lo sharenting e il cosiddetto baby-sitting digitale. L’obiettivo è creare una comunità educante capace di accompagnare i giovani in un rapporto più sano ed equilibrato con le tecnologie. In caso di situazioni complesse, come ritiro sociale, isolamento o disagio psicologico, la Asl potrà intervenire coordinando i servizi specialistici del territorio. Discover si configura così come un presidio di primo livello, in grado di intercettare precocemente i segnali di dipendenza digitale e attivare percorsi di aiuto prima che il problema si aggravi.
Credit foto: Nomads Image Lab/Shutterstock.com
TUTTE LE ULTIME NOTIZIE SU SPAZIO50.ORG
© Riproduzione riservata
