Le nipponiche per il 41° anno consecutivo si confermano le più anziane al mondo. Cresce anche l’aspettativa di vita maschile, ma in modo minore
La longevità delle donne giapponesi continua a stupire. In base ai dati del ministero della Salute e del Welfare si confermano al primo posto nel mondo per il quarantunesimo anno consecutivo. Anche gli uomini registrano un incremento ma scivolano dal sesto al settimo posto nella graduatoria globale. Per il governo giapponese, l’aumento dell’aspettativa di vita è legato principalmente al calo della mortalità per tumori, malattie cardiache e COVID-19. La pandemia aveva interrotto un trend in crescita che durava dal 1947, facendo registrare un calo nel 2021 e nel 2022. Il rimbalzo è arrivato nel 2023 e ora la tendenza si consolida, con la longevità delle donne giapponesi che tocca un nuovo record storico.
Buone prospettive anche per i neonati
Per le donne, l’aspettativa di vita media è salita di 0,20 anni raggiungendo quota 87,33 anni. Per gli uomini, il dato cresce di 0,25 anni arrivando a 81,35 anni. Un risultato che riflette l’efficacia del sistema sanitario giapponese e le politiche di prevenzione, con la longevità delle donne giapponesi che si conferma la più alta del pianeta. I neonati di sesso femminile nati nel 2025 hanno una probabilità del 39,70% di morire per tumore, cardiopatie o malattie cerebrovascolari. Mentre per i maschi il rischio sale al 45,03%. Entrambi i valori peraltro in calo rispetto all’anno precedente. In assenza di decessi per cancro, l’aspettativa di vita media salirebbe di 3,07 anni per gli uomini e di 2,66 anni per le donne. Numeri che dicono molto su quanto la lotta ai tumori sia cruciale per continuare ad allungare la vita e alimentare la longevità delle donne giapponesi.
Il Giappone avanti a Corea e Spagna
La classifica femminile vede il Giappone in testa, seguito dalla Corea del Sud con 86,6 anni e dalla Spagna con 86,53. Una supremazia che conferma l’eccellenza della medicina nipponica e uno stile di vita che sembra favorire la longevità femminile. Tra gli uomini, la storia è diversa. Nonostante l’aumento, il Giappone scende al settimo posto: la Svezia guida la classifica con 82,52 anni, seguita da Svizzera (82,4) e Italia (81,74). In pratica gli uomini giapponesi vivono più a lungo di un anno fa ma vengono superati da altri paesi, mentre la longevità delle donne giapponesi resta inarrivabile.
Superato l’effetto pandemia
Se i tassi di mortalità non dovessero cambiare, il 76% degli uomini giapponesi e l’88,1% delle donne raggiungerebbero almeno i 75 anni. Quanti invece possono sperare di arrivare a 90 sono rispettivamente il 26,7% e il 50,8%. Dati che proiettano il Giappone verso un futuro sempre più anziano e che pongono interrogativi sul sistema di welfare, anche alla luce della straordinaria longevità delle donne giapponesi. L’aspettativa di vita in Giappone cresce, insomma, e lo fa in modo strutturale. A trainare l’aumento sono soprattutto la riduzione dei decessi per tumore (in particolare tra gli uomini) e il calo della mortalità per COVID-19 e malattie cardiovascolari tra le donne. L’impatto della pandemia, che aveva fatto crollare l’indicatore nel biennio 2021-2022, sembra ormai alle spalle.
I fattori culturali
Oltre ai dati clinici c’è un elemento culturale che spiega la straordinaria longevità nipponica. Gli studi condotti sugli abitanti di Okinawa, una delle cosiddette “Blue Zone” mondiali, hanno analizzato per decenni migliaia di persone. Il mix che emerge si basa su dieta a base di verdure fresche, soia e pesce in porzioni moderate, attività fisica naturale, spiritualità e un atteggiamento positivo verso la vecchiaia. Nel 2025 il Paese ha registrato quasi 100.000 centenari, con una netta predominanza femminile: circa il 90% sono donne. Il numero è in costante aumento: nel 1963 erano appena 153. Una trasformazione che racconta decenni di politiche pubbliche mirate, campagne di sensibilizzazione e un approccio collettivo al benessere. Il Giappone resta il laboratorio a cielo aperto su come si possa vivere a lungo e bene, mentre la longevità delle sue cittadine continua a fare scuola.
Credit foto:pain au chocolat/Shutterstock.com
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