Il Consiglio regionale approva la nuova figura di garanzia: vigilanza sulle RSA, lotta alla solitudine e sostegno all’invecchiamento attivo
Con 31 voti favorevoli l’8 luglio è passata la proposta di legge n. 187 che dà luogo ad una figura indipendente a tutela degli over 65, per promuovere i diritti, vigilare sui servizi sociosanitari, contrastare solitudine e abusi e favorire l’invecchiamento attivo. Così la Regione Lazio ha introdotto il Garante degli anziani, una figura di riferimento pensata per rappresentare le esigenze della popolazione over 65 e rafforzare il sistema di protezione sociale del territorio. Il provvedimento affida infatti alla nuova figura il compito di promuovere e difendere i diritti delle persone anziane, favorire l’accesso ai servizi sociosanitari, vigilare sulle strutture assistenziali e sostenere i percorsi di invecchiamento attivo.
Tutela e promozione dei cittadini over
Tra gli obiettivi dichiarati rientra anche il contrasto ai fenomeni di solitudine, marginalizzazione e abuso, temi che negli ultimi anni hanno assunto un peso crescente nel dibattito pubblico sulla condizione degli anziani. Il nuovo organismo avrà anche il compito di promuovere iniziative condivise con il Terzo settore e con gli enti territoriali, favorendo una maggiore integrazione tra istituzioni e realtà sociali impegnate nell’assistenza alla popolazione anziana. La nuova figura, scelta dal Consiglio regionale con un mandato della durata di cinque anni, è un organismo indipendente e autonomo, con un ventaglio di competenze molto ampio. Tra i suoi compiti principali rientra la funzione di vigilanza sulle strutture sociosanitarie pubbliche e private, come le RSA e le case di riposo, con la facoltà di segnalare eventuali irregolarità direttamente all’autorità giudiziaria.
Uno strumento contro la solitudine
Allo stesso tempo, il Garante avrà un importante ruolo di tutela e promozione, dovendo operare per contrastare fenomeni come la solitudine, l’isolamento sociale e ogni forma di discriminazione legata all’età, comunemente definita ageismo, promuovendo invece politiche per un invecchiamento attivo della popolazione over 65. Per svolgere al meglio il suo mandato, il Garante potrà ricevere segnalazioni dirette dai cittadini, rappresentare le loro istanze presso gli enti, richiedere atti e documenti agli uffici pubblici, formulare proposte alla Giunta regionale e coordinarsi costantemente con i Comuni, le ASL e le associazioni del terzo settore.
Una rete solida
Per quanto riguarda gli aspetti operativi e le risorse, la legge ha previsto uno stanziamento di 36.750 euro per l’anno in corso, che salirà a 63.000 euro annui a partire dal 2027 per garantire il funzionamento dell’ufficio del Garante. Mentre l’indennità spettante al titolare dell’incarico è stata fissata al 50% di quella percepita da un consigliere regionale. L’obiettivo è di insediare la nuova figura nel più breve tempo possibile, magari già a settembre. Il percorso che ha portato alla legge è partito oltre un anno fa e ha coinvolto associazioni, sindacati e rappresentanti delle case sociali delle persone anziane. Il Garante regionale degli anziani lavorerà in coordinamento con il sistema già attivo a Roma Capitale. Con l’obiettivo comune di rafforzare gli strumenti di tutela e accompagnamento per la popolazione anziana su tutto il territorio regionale.
Credit foto: Stefano Tammaro/Shutterstock.com
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