Dal 2027 il civico 3 di Londra, sede della Apple Corps e palcoscenico dell’ultimo concerto della band, diventa la prima esperienza ufficiale dedicata ai Fab Four. Sette piani di archivi inediti, lo studio di “Let It Be” ricostruito e il rooftop dove tutto finì.
Il ritorno dei Beatles a Savile Row
Al numero 3 di Savile Row, nel cuore di Mayfair, aprirà nel 2027 il primo museo ufficiale dedicato ai Beatles. L’annuncio è arrivato direttamente dalla Apple Corps, la società fondata dalla band, e porta le firme dei due superstiti: Paul McCartney e Ringo Starr.
L’edificio, una mansion georgiana tutelata come patrimonio storico, fu la base operativa del gruppo tra il 1968 e il 1972. Per anni, i fan di tutto il mondo si sono fermati davanti al portone chiuso, cercando di scorgere il tetto da sotto. Dal prossimo anno, potranno finalmente salire.
L’esperienza si chiamerà “The Beatles at 3 Savile Row” e si svilupperà su sette piani con materiali d’archivio mai mostrati al pubblico, mostre temporanee, un negozio ufficiale della Apple Corps e la ricostruzione dello studio originale nel seminterrato, dove fu registrato “Let It Be”. Il punto culminante del percorso sarà l’accesso al tetto, dove anche le ringhiere sono rimaste quelle del 30 gennaio 1969.
Quarantadue minuti sul tetto che cambiarono tutto
Nel seminterrato di quell’edificio fu inciso l’ultimo album dei Beatles, e sul tetto fu filmato il loro concerto d’addio, durato 42 minuti in un freddo 30 gennaio di 57 anni fa. Era una pausa pranzo qualunque per Londra. I passanti si fermarono sui marciapiedi, gli impiegati si affacciarono dalle finestre degli uffici vicini. John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr suonarono finché la polizia non mise fine all’esibizione, richiamata dalle proteste per il rumore. Nessuno dei quattro sapeva che sarebbe stata l’ultima volta.
Quella performance è rimasta nell’immaginario collettivo grazie a due documenti filmati: il film originale di Michael Lindsay-Hogg e il documentario “Get Back” di Peter Jackson, pubblicato nel 2021, che ha riportato quella storia davanti a milioni di spettatori in tutto il mondo.
Cosa troveranno i visitatori
Il museo si distribuisce su sette livelli: si parte dal pianterreno con i cimeli, si sale attraverso i piani scoprendo le diverse fasi della storia della band, fino ad arrivare in cima e uscire sul tetto. È McCartney stesso a descrivere il percorso in questi termini, con quella semplicità che rende l’idea più di qualsiasi comunicato stampa. Saranno presenti anche mostre rotanti e uno spazio dedicato agli archivi storici della Apple Corps, che dalla sua fondazione nel 1968 si è occupata di tutelare gli interessi creativi e commerciali della band.
Nel 1976 l’edificio era stato venduto e trasformato, negli ultimi anni, in un negozio Abercrombie & Fitch. Ora la Apple Corps lo ha riacquistato per restituirlo ai fan. Un gesto che ha anche un valore simbolico: l’annuncio dell’apertura completa, secondo la stessa Apple Corps, un cerchio che si chiude, con la società che torna nella sede dei suoi esordi più celebri.
Ulteriori dettagli su biglietti e orari non sono ancora disponibili, ma la Apple Corps ha annunciato anche una seconda esperienza attualmente in fase di sviluppo.
McCartney, Starr e una stagione ancora attiva
I due Beatles superstiti non si sono limitati a benedire il progetto da lontano. McCartney, parlando alla BBC, ha ricordato come i turisti possano già visitare gli studi di Abbey Road ma senza potervi entrare, e ha definito l’idea del museo come qualcosa di cui si è sentito subito entusiasta. Ringo Starr ha commentato il progetto con tre parole: è come tornare a casa.
McCartney e Starr, rispettivamente 83 e 85 anni, sono nel pieno di una stagione musicale tutt’altro che ferma. Il 22° album di Starr, “Long Long Road”, è uscito il mese scorso e ha raggiunto la seconda posizione nelle classifiche britanniche di musica country. L’album di McCartney, “The Boys of Dungeon Lane”, è atteso per il 29 maggio. L’8 maggio è uscito il singolo “Home to Us”, primo duetto in assoluto tra i due.
Liverpool c’è già, ma il marchio ufficiale è un’altra cosa
Liverpool ospita già due strutture dedicate ai Beatles: “The Beatles Story” e il Liverpool Beatles Museum. Nessuna delle due, però, porta il marchio della Apple Corps.
Quella certificazione ufficiale appartiene solo a Londra, all’edificio in cui la storia del gruppo ha raggiunto il suo punto più alto e poi, nel giro di pochi mesi, si è conclusa. La Apple Corps aveva lasciato Savile Row nei primissimi anni Settanta. Ci ha messo oltre cinquant’anni per tornare, ma stavolta le porte saranno aperte a tutti.
Nel frattempo, sono in lavorazione quattro film biografici dedicati ai singoli membri della band, mentre nel 2023 l’intelligenza artificiale ha contribuito alla realizzazione di “Now and Then”, presentata come l’ultima canzone dei Beatles a partire da vecchie registrazioni originali. Il museo di Savile Row si inserisce in questa stagione di riscoperta, che ha rimesso i Fab Four al centro dell’attenzione di generazioni diverse.
Credit foto: Jayssan/Shutterstock.com
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