Focus50

La Corea del Sud entra tra le società “super anziane”

L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno che sta trasformando le dinamiche sociali ed economiche a livello globale. Dalla Corea del Sud – diventata “super anziana” –  all’Italia, il numero dei senior cresce e richiede misure urgenti. L’invecchiamento della popolazione è ormai un fenomeno globale, che non risparmia nessun continente. La Corea del Sud, in particolare, […]

Meno burocrazia, più diritti: la Legge di Bilancio 2025 semplifica il riconoscimento della disabilità

Legge di Bilancio, semplificazioni per il riconoscimento e la revisione della disabilità. Così Valeria Vittimberga, Direttore Generale Inps, sul tema: “Una nuova stagione di inclusione sociale, unificazione visite e focus caregiver”. Semplificare – a volte – vuol dire migliorare, rappresentando un traguardo importante per ridurre i disagi e affrontare le difficoltà in modo più deciso. […]

Mobilità e anziani: il cambiamento demografico trasformerà il trasporto pubblico

L’invecchiamento della popolazione modificherà profondamente la domanda di mobilità: meno studenti e lavoratori pendolari, più anziani con esigenze diverse. E il trasporto pubblico rischia di dover ripensare il proprio modello. Il futuro della mobilità in Italia sarà profondamente influenzato dall’invecchiamento della popolazione. Se oggi il dibattito si concentra sulla crescita delle piste ciclabili, sulla crisi […]

Colesterolo instabile: un nuovo fattore di rischio per la demenza

Mantenere stabili i livelli di colesterolo potrebbe ridurre il rischio di demenza: ecco cosa rivela un nuovo studio. Perché si parla di “colesterolo buono” e “colesterolo cattivo” Gli anziani con un colesterolo variabile potrebbero avere maggiori probabilità di sviluppare demenza rispetto alle persone nelle quali è stabile. “Le variazioni significative nei livelli di colesterolo possono […]

“Sette anziani su dieci sono in sovrappeso”

Nel nostro Paese, secondo l’Istat, oltre quattro adulti su dieci presentano un eccesso di peso. Ma con l’aumentare dell’età cresce la quota di persone in tale condizione. Il sovrappeso passa infatti dal 13,4% nella fascia 18-19 anni al 42,7% in quella 65-74 anni. L’obesità, sempre nelle stesse fasce di età, varia dal 4,4% al 15,9%. L’obesità […]

Cina, un piano per gli anziani (e per lanciare la silver economy)

Il governo di Pechino lancia un ambizioso piano decennale per il sostegno agli anziani e all’economia. Il declino demografico per la politica del figlio unico La Cina sta invecchiando rapidamente. Il 21% dei suoi cittadini ha più di 60 anni e la percentuale è destinata ad aumentare entro il 2035, quando circa un terzo della […]

Abitare insieme, un nuovo modello di comunità per anziani

In Italia oggi 2 milioni di over 75 dichiarano di sentirsi soli sempre o spesso; d’altra parte, vi è una quota del 20% degli anziani che dichiara di non avere nessuno da chiamare in caso di bisogno. Queste condizioni si vivono all’interno del problema più generale: secondo diverse rilevazioni, circa il 30% degli ultra sessantacinquenni italiani vive solo, una media non diversa da quella di altri paesi europei. La solitudine è una condizione che porta a sofferenza del corpo e della mente: gli anziani soli sono più fragili. Tendono infatti a non prendersi cura della propria salute, per cui si ammalano più frequentemente, non seguono un adeguato regime alimentare (perché procurarsi un mangiare sano se non vi è occasione per condividerlo?), non fanno un’adeguata attività fisica perché non hanno motivi per uscire di casa (il guscio protettivo in cui si rifugiano rispetto alla città inospitale), non hanno contatti con altre persone e quindi tendono a polarizzare la propria attenzione solo su sé stessi, con l’aggravarsi nel tempo del proprio isolamento. Di fronte a questa realtà, che purtroppo diventa sempre più drammatica a causa della crisi della famiglia, del prevalere diffuso della logica dell’“io” rispetto a quella del “noi”, della crisi dei tradizionali ambiti di aggregazione, come ad esempio, la Chiesa, è necessario che le comunità si impegnino a trovare soluzioni. Con realismo è necessario guardare a quello che si può fare per tamponare le dinamiche sociali che seguono un loro corso (secondo alcuni sarebbero le dinamiche della modernità), senza illudersi di cambiare stili di vita che sono sempre più diffusi. Qualsiasi impegno in questa direzione è destinato al fallimento. È invece necessario pensare all’organizzazione di alcuni “mondi possibili” diversi da quelli prevalenti, organizzando nelle comunità punti di aggregazione, nei quali gli anziani possano trovare lenimento alla loro dolorosa condizione. Su questa strada si stanno muovendo alcune realtà, che si impegnano a costruire risposte innovative, sperimentazioni-guida al fine di allargare le realizzazioni a numeri più grandi. Il problema centrale è ridare agli anziani soli un mondo vitale diverso da quello dove soffrono; è necessario costruire attorno alla loro esistenza sistemi protettivi, costituiti da luoghi dove possono vivere con gli altri, ricostruendo l’atmosfera delle piccole comunità che il tempo ha cancellato. In questa prospettiva sono state studiate varie forme di ‘cohousing’, luoghi dove gli anziani possono vivere liberamente, con la tranquillità della protezione offerta dalla garanzia di interventi celeri e accurati in caso di bisogno, e con l’impegno di condividere qualche ora della settimana con gli altri inquilini dello stesso edificio. Inoltre, è sempre attiva una supervisione da parte di operatori sociali, che si preoccupano di accompagnare gli abitanti, fornendo risposte alle loro esigenze e facilitando l’avvio di relazioni. In questi luoghi l’anziano solo si sente più tranquillo, perché protetto sul piano della salute e della sicurezza fisica; anche la costruzione di relazioni con i vicini permette il ritorno ad una “vita normale”, come nel passato. Il progetto di cohousing si fonda sulla predisposizione di appartamenti adatti per dimensione al numero degli abitanti; devono essere dignitosi e non assomigliare ad una Rsa. Non devono essere costruiti in luoghi isolati, ma in zone della città o del paese dove c’è vita, con negozi, bar e altri luoghi di relazione. Inoltre, è necessario che i candidati al cohousing vengano scelti in base alla loro espressa volontà di ricostruire quelle relazioni che non sono state oggettivamente più possibili nel vecchio luogo di vita, ma alle quali l’anziano aspirerebbe. In altre parole, è importante evitare di ospitare persone che non sono disponibili ad aprirsi, a parlare con gli altri, a spendere del tempo, ad esempio, per giocare a carte con i coinquilini. Inoltre, è necessario preparare adeguatamente gli operatori, che non devono essere delegati a funzioni assistenziali ma a creare comunità tra gli ospiti, essendo in grado di capire le tendenze, la cultura, i desideri di ognuno. Ovviamente è necessario che l’operatore conosca anche le modalità per rispondere adeguatamente alle esigenze degli inquilini come, ad esempio, il supporto per organizzare delle visite mediche. Infine, in alcune esperienze si assicura agli inquilini il passaggio privo di problemi ad una Rsa, qualora le condizioni di salute impedissero di continuare a rimanere nel proprio appartamento. Agli operatori, quando è possibile, vanno associati gruppi di volontariato con il compito di rendere vivi i luoghi del cohousing con interventi sereni e non invasivi. Quanto descritto è stato realizzato in alcune realtà, in altre è stato programmato. È necessario porsi di fronte al lavoro compiuto con attenzione, non per criticare il modello, ma per cercarne il continuo miglioramento, in particolare leggendo e valutando l’esperienza degli anziani ospiti e le loro preferenze. I modelli rigidi di cohousing non funzionano se vogliono davvero essere un luogo ‘possibile’ e ‘buono’ per la vita di molti nostri concittadini.

50&Più presenta la Carta di Napoli, il documento che combatte l’ageismo

Associazione 50&Più Confcommercio e Ordine dei Giornalisti della Campania hanno presentato mercoledì 29 gennaio in via Partenope 5 la ‘Carta di Napoli’. Carlo Sangalli, presidente 50&Più, e Ottavio Lucarelli, presidente Odg Campania: «Per la prima volta in Italia un documento che combatte la discriminazione legata all’età attraverso la stampa» 50&Più, l’associazione del sistema Confcommercio, e l’Ordine dei Giornalisti della Campania hanno presentato mercoledì alle 10.30 in via Partenope 5 la ‘Carta di Napoli’, il Protocollo per la tutela dei diritti delle persone anziane. Il documento, siglato da Lorenzo Francesconi, Segretario generale 50&Più, e Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, è il primo di questo genere firmato in Italia e ha l’obiettivo di contrastare, a mezzo stampa, il fenomeno dell’ageismo e della discriminazione nei confronti degli anziani. Le linee guida, promosse dall’associazione 50&Più e dall’OdG della Campania, forniscono indicazioni precise per supportare i media nell’elaborazione di informazioni, dalla carta stampata alla tv e al web, al fine di promuovere il rispetto, la dignità e l’inclusione. Il documento, in particolare, invita gli operatori dell’informazione a favorire circostanze in cui gli anziani parlino direttamente dei temi che li riguardano e a non usare suffissi, diminutivi, superlativi e vezzeggiativi, evitando di suscitare compassione o pietismo. «Per la prima volta nel nostro paese disponiamo di un documento che disciplina l’informazione su tematiche che riguardano la terza età – dichiara Carlo Sangalli, presidente nazionale dell’associazione 50&Più -. È un segno di civiltà necessario anche perché l’Italia, a livello percentuale, è il paese con più anziani d’Europa e il secondo al mondo dopo il Giappone. Siamo molto soddisfatti di questo traguardo raggiunto dalla nostra associazione». Lorenzo Francesconi, Segretario generale di 50&Più: «Questa firma dimostra ancora una volta il nostro impegno in difesa dei diritti delle persone anziane. Il contrasto a fenomeni quali ageismo e discriminazione rientra nell’ambito delle azioni che quotidianamente compiamo attraverso tutti gli strumenti a nostra disposizione per tutelare i diritti delle persone anziane e delle persone con fragilità, perché lotta all’ageismo significa anche lotta alla disinformazione». Sul documento il presidente dell’OdG regionale Ottavio Lucarelli dichiara: «Come presidente dell’Ordine Giornalisti della Campania ritengo un privilegio avere firmato una Carta che peraltro porta il nome di Napoli. Ringrazio il presidente Sangalli per averci invitato a partecipare ad un progetto fondamentale sul terreno sociale che l’Ordine della Campania ha sempre seguito con grande attenzione, anche nei nostri corsi di aggiornamento professionale». Sono intervenuti alla conferenza stampa Ottavio Lucarelli, Mimmo Falco, Lorenzo Francesconi, Anna Grazia Concilio. TUTTI GLI ARTICOLI DI FOCUS 50

Demenza senile, aumenteranno i casi dopo i 55 anni

Secondo uno studio americano il numero di adulti statunitensi che svilupperanno demenza ogni anno passerà dai circa 514.000 del 2020 a quasi 1 milione entro il 2060. Un raddoppio che deve spingere a ripensare la sanità e migliorare la prevenzione. Comprendere quanto siamo esposti al rischio demenza nel corso della propria vita è fondamentale. Non […]